Il glamping, il cosiddetto campeggio glamour nato in Francia e nel Regno Unito nei primi anni 2000 e arrivato in Italia con forza grazie ai social network e alla pandemia, continua a crescere e attira sempre più imprenditori interessati a investire nel turismo outdoor. Dalle mobile home di design alle Bubble room, passando per le case sugli alberi, l'ospitalità open air ha cambiato volto e oggi compete con gli hotel di fascia alta. Ma dietro un mercato in espansione non mancano le criticità: servono investimenti importanti, competenze gestionali, strategie di marketing e una conoscenza approfondita della normativa. A fare il punto è Manuel Windegger, consulente specializzato nell'ottimizzazione delle performance di hotel e ristoranti, secondo il quale il glamping rappresenta una grande opportunità, purché venga affrontato con una visione imprenditoriale di lungo periodo.

Glamping, oggi non basta più una tenda di lusso per fare business
Glamping, l'ospitalità open air ha cambiato volto

Un mercato in espansione

Il glamping non rappresenta più una nicchia. Negli ultimi anni il comparto extra alberghiero ha registrato una crescita costante, sostenuta dalla ricerca di esperienze autentiche nella natura senza rinunciare ai comfort tipici dell'hotellerie. «Non è una moda passeggera. I numeri crescevano già prima della pandemia e continueranno a crescere. Vincerà chi saprà creare valore aggiunto e offrire un'ospitalità di alto livello», spiega Manuel Windegger. Le prime strutture di glamping di livello in Italia sono nate più in Toscana e in Alto Adige, mentre oggi il mercato interessa tutta Italia, mentre un tempo era concentrato soprattutto nell'area del lago di Garda e della costa veneta. Rimangono fondamentali i mercati stranieri, in particolare quello tedesco, olandese e britannico.

Dal campeggio economico all'ospitalità premium

L'attuale successo del glamping nasce da una profonda evoluzione del campeggio tradizionale. Negli anni Cinquanta e Sessanta il campeggio rappresentava una delle forme di vacanza più economiche: piazzole essenziali, servizi condivisi e clientela composta principalmente da famiglie e giovani con budget limitati. «Il campeggio nasce come forma di turismo popolare ed economico, con servizi essenziali e una competizione basata quasi esclusivamente sul prezzo e sulla posizione geografica - ricorda Windegger- L'Italia è diventata negli anni uno dei principali mercati europei del settore, con circa 2.600 campeggi e quasi 300 mila piazzole distribuite sul territorio nazionale. Un comparto, però, fortemente stagionale, concentrato nei tradizionali mesi estivi».

Oggi il glamping compete cone le camere di hotel, anche di fascia alta
Oggi il glamping compete cone le camere di hotel, anche di fascia alta

Tra il 2010 e il 2020 il settore cambia profondamente grazie all'arrivo di Airbnb, alla diffusione dei social network e, successivamente, alla pandemia. «Instagram ha dato enorme visibilità alle strutture più belle, mentre il Covid ha spinto molti turisti a riscoprire la vacanza all'aria aperta cercando però comfort, privacy e servizi di qualità», sottolinea l’esperto.

Investimenti elevati, ma ritorni interessanti

Entrare nel mercato del glamping può richiedere anche capitali significativi. Realizzare alloggi permanenti, ristoranti, piscine, impianti tecnologici e servizi comuni comporta investimenti che possono variare da alcune centinaia di migliaia fino anche a circa tre milioni di euro. «Se il progetto è ben studiato il ritorno dell'investimento può arrivare in quattro-sette anni, ma tutto dipende dalla location, dalle dimensioni della struttura e dal mix di soluzioni proposte. Prima bisogna sempre realizzare uno studio di fattibilità», evidenzia Windegger.

Il cliente cerca un'esperienza

Le tende spartane hanno lasciato il posto a mobile home di design, Bubble room panoramiche e case sugli alberi. «Oggi molti ospiti spendono anche 200 o 300 euro a notte senza aver mai messo piede in un campeggio tradizionale. Cercano la natura, ma vogliono anche il bagno privato, la colazione, il comfort e servizi di livello alberghiero - osserva Windegger - In alcune destinazioni montane le Bubble Room raggiungono anche i 500 euro a notte, confermando come il valore percepito sia ormai legato all'esperienza più che al semplice pernottamento».

I clienti cercano sempre più una esperienza quando scelgono il glamping
I clienti cercano sempre più una esperienza quando scelgono il glamping

Non basta costruire: serve gestire come un hotel

Uno degli errori più frequenti è pensare che il glamping si gestisca come il campeggio tradizionale. «Oggi servono pulizie professionali, manutenzione continua, personale formato, impianti tecnologici e una gestione molto più vicina a quella alberghiera - afferma l’esperto - Anche la manutenzione assume un ruolo strategico: salsedine, gelo e agenti atmosferici impongono interventi costanti per preservare strutture che rimangono esposte tutto l'anno».

La burocrazia resta uno dei principali ostacoli

Tra le criticità emerge anche il quadro normativo. «Ogni Regione ha regole diverse e il glamping non è ancora classificato in modo uniforme. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti e programmare il progetto con diversi anni di anticipo», evidenzia Windegger. Vincoli urbanistici, autorizzazioni, impiantistica e concessioni possono infatti allungare sensibilmente i tempi di realizzazione.

Marketing e revenue management fanno la differenza

Per distinguersi non basta una struttura di qualità. «Oggi servono fotografie professionali, un sito efficace, presenza sulle piattaforme di prenotazione e soprattutto strategie di revenue management. Non si può più lavorare con il semplice listino prezzi: bisogna vendere il prodotto giusto al cliente giusto, nel momento giusto  - conclude Windegger - Il glamping continua quindi a crescere, ma il suo successo dipenderà sempre di più dalla capacità degli operatori di coniugare ospitalità, esperienza e gestione imprenditoriale».

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La ristorazione diventa parte dell'esperienza

Uno degli aspetti che sta assumendo un peso sempre maggiore riguarda il food & beverage. Il glamping non si limita più a offrire un posto dove dormire, ma punta a costruire un'esperienza completa, nella quale anche la ristorazione contribuisce a creare valore.

La ristorazione deve essere parte integrante della proposta
La ristorazione deve essere parte integrante della proposta

«Chi sceglie queste strutture spesso vuole trovare tutto all'interno: ristorante, colazione, market e servizi dedicati - spiega Windegger- Il food & beverage può arrivare a incidere sul fatturato quanto l'attività ricettiva, diventando uno degli elementi che fidelizzano maggiormente il cliente». L'integrazione tra ospitalità, ristorazione e attività esperienziali consente infatti di aumentare la permanenza degli ospiti e la spesa media durante il soggiorno.

La sfida è allungare la stagione

Se un tempo i campeggi concentravano quasi tutto il fatturato nei tradizionali 82 giorni estivi, oggi l'obiettivo è ampliare il calendario di apertura. «La destagionalizzazione è una delle principali sfide del settore - osserva Windegger - Il glamping permette di lavorare molto più a lungo rispetto al campeggio tradizionale, anche se non sempre è possibile arrivare a dodici mesi di attività», Per raggiungere questo obiettivo molte strutture propongono pacchetti dedicati al foliage autunnale, ai weekend benessere, alle esperienze enogastronomiche, alle escursioni naturalistiche e alle attività sportive, intercettando una domanda distribuita lungo gran parte dell'anno.

Manuel Windegger, consulente specializzato nell’ottimizzazione delle performance di hotel e ristoranti
Manuel Windegger, consulente specializzato nell’ottimizzazione delle performance di hotel e ristoranti

Cresce anche il mercato business

Accanto al turismo leisure si sta sviluppando una domanda proveniente dalle aziende. «Sempre più imprese scelgono il glamping per organizzare team building, workshop, riunioni e piccoli eventi aziendali immersi nella natura - racconta Windegger - Gruppi di 10-15 persone possono trovare nelle strutture outdoor un ambiente capace di coniugare accoglienza, attività esperienziali e momenti di lavoro, aprendo così un ulteriore canale di business che contribuisce anch'esso alla destagionalizzazione».