Il dietrofront della Castelli Pronti aiuti concreti ai ristoratori

Oggi la Fipe ha incontrato il viceministro all'Economia dopo le infelici espressioni relative ai ristoratori. Tanti i temi trattati e condivisi che aprono alla possibilità di vedere più aiuti agli esercizi pubblici. Tra questi la possibilità per le famiglie di detrarre il 20% delle spese versate in bar o ristoranti

27 luglio 2020 | 17:48
di Federico Biffignandi
Due ore di colloquio guardandosi negli occhi e sedendosi al tavolo pronti ad accogliere le proposte e confrontarsi su diversi temi, spendendo parole e promesse importanti per il bene dei pubblici. Questo è quello che è accaduto questa mattina tra la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e il viceministro all’Economia, Laura Castelli. Un incontro che si è reso più che mai necessario dopo le uscite infelici della “grillina” che nei giorni scorsi aveva invitato i ristoratori con pochi clienti a cambiare mestiere. Castelli ha garantito massimo impegno nel portare a compimento molte delle proposte avanzate da Fipe, tra le quali la possibilità di aiutare le famiglie italiane con detrazioni relative alle spese sostenute in bar e ristoranti.


Ipotesi bonus per famiglie al ristorante

Fipe dunque si è seduta di fronte al viceministro con il consueto stile composto, ma deciso volto a non cercare inutili polemiche, piuttosto a costruire un dialogo efficace e che porti al bene del settore. «Si è trattata di un’occasione importante di confronto - ha detto il vicepresidente Aldo Cursano - sia per rispondere ad alcune dichiarazioni che giustamente avevano infastidito i professionisti del settore, sia per comprendere il reale significato e le reali intenzioni di quelle parole. Non abbiamo voluto strumentalizzare alcunchè né alzare muri, ma condividere con le istituzioni un momento di grande difficoltà cercando soprattutto di far capire quanto l’Horeca sia necessario per il Sistema Italia».



E il viceministro Castelli sembra aver compreso, riuscendo anche a “scusarsi” attraverso un ragionamento meno televisivo e più istituzionale per quanto detto nei giorni scorsi. Anche Fipe ha recepito uscendo dall’incontro soddisfatta per aver toccato con mano la sensibilità della Castelli sul tema, con qualche “lacuna” da riempire, ma consapevoli che si possa lavorare in maniera migliore.


Laura Castelli e Aldo Cursano

«Riteniamo che il viceministro abbia compreso le nostre necessità - ha proseguito Cursano - che sono principalmente quelle di salvare un settore composto da singole attività le quali, a loro volta, rappresentano la vita intera di una persona o di una famiglia. Abbiamo messo sul tavolo tutte le proposte che da mesi stiamo presentando. Tra queste la novità è rappresentata dal bonus ristoranti che punta a rendere per le famiglie detraibili le spese sostenute in bar e ristoranti per una percentuale del 20%. Il viceministro ha accolto e condiviso l’idea spiegando che lavorerà per valutarne l’attuazione. Inoltre anche sui canoni di locazione ci siamo soffermati a lungo chiedendo che si vada oltre al solo periodo di lockdown ma che si arrivi almeno a fine 2020. A questo proposito abbiamo avanzato tre alternative: predisporre un fondo specifico, regolare i canoni a seconda del fatturato e inserire nella legge un piano in caso di eventi eccezionali come una pandemia, altrimenti il coltello è sempre in mano ai proprietari».
«Inoltre - ha chiuso Cursano - abbiamo ottenuto l’impegno a portare fino a fine anno la cassa integrazione, necessaria per la sopravvivenza delle attività e a pensare di istituire un tavolo tra noi ristoratori insieme a ministero delle Finanze e quello del Turismo per mantenere un confronto diretto e costante. Siamo e fiduciosi che il futuro sia fatto di collaborazione reciproca e aiuti concreti al settore».

Fipe oggi, con il direttore generale Roberto Calugi, è stato protagonista anche in Senato nel corso di un'audizione sul Dl Semplificazione. «In un contesto di emergenza come quello che stiamo attraversando - ha detto Calugi - non possiamo permetterci che rimangano in piedi scandalose asimmetrie concorrenziali. Il principio del mercato comune, regole comuni deve trovare piena applicazione immediatamente. Altrimenti il settore maggiormente penalizzato da regole e vincoli, quello dei pubblici esercizi, è destinato a cadere per non rialzarsi più».

«Ripristino del valore nominale dei buoni pasto, introduzione del Pos unico per i ticket elettronici, così come già accade nella grande distribuzione e una riforma della normativa che regola i Pubblici esercizi e che risale al 1991. Una norma - spiega il direttore - resa obsoleta dalle liberalizzazioni di Bersani che hanno aperto il mondo della ristorazione alle imprese della new economy. Home restaurant, dark kitchen, ma anche agriturismi, rosticcerie e pizze al taglio. Realtà che svolgono attività sovrapponibili alla ristorazione ma godono di regole più flessibili e snelle».

«Storture come questa - conclude Calugi - o come il sistema delle gare d’appalto sui buoni pasto, che scarica il costo dei risparmi ottenuti dalla pubblica amministrazione direttamente sui pubblici esercizi, non potevano essere accettate in condizioni normali, ma diventano una condanna in questa fase di emergenza. Il Dl Semplificazioni, nella sua fase di conversione in legge, può essere l’occasione per ripristinare la concorrenza leale in un settore di pregio della nostra economia».

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Alberto Lupini


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