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Menu calibrato e filiera corta I due pilastri di Fresco Caracciolo

La pizzeria Fresco Caracciolo, che sorge sull’omonimo lungomare napoletano si contraddistingue per l’alta qualità dei prodotti e un menu non eccessivo ma in grado di soddisfare tutti i palati (e tutti i portafogli)

di Vincenzo D’Antonio
08 giugno 2017 | 15:20

Menu calibrato e filiera corta I due pilastri di Fresco Caracciolo

La pizzeria Fresco Caracciolo, che sorge sull’omonimo lungomare napoletano si contraddistingue per l’alta qualità dei prodotti e un menu non eccessivo ma in grado di soddisfare tutti i palati (e tutti i portafogli)

di Vincenzo D’Antonio
08 giugno 2017 | 15:20

Scalabilità e filiera corta. È questo il binomio virtuoso che connota la pizzeria Fresco Caracciolo, di recente apertura sul lungomare di Napoli. Per scalabilità, qui si vuole intendere la modalità scalettata con la quale il cliente può approcciarsi al locale. Ciò è argutamente reso possibile dall’offering: proposte calibrate, non sterminate; la qualità fattore imprescindibile. Si pensi alla coppietta molto giovane, light wallet: la proverbiale pizza e birra comporta conticino (in due) ben al di sotto dei trenta euro. Si pensi a gourmet per i quali il conto finale non costituisce assillo alcuno; in tale caso si può anche arrivare (immaginiamo sempre la coppia, probabilmente forty and over) a lambire il muro dei cento euro.

Menu calibrato e filiera corta I due pilastri di Fresco Caracciolo

Ma, attenzione, al verificarsi di ciò è perché magari giunge in tavola una “cartolina gourmet”, ovvero 80 grammi di impasto con una selezione dei migliori ingredienti dal mondo, ad esempio: foie gras, frutta di stagione, polvere di cacao. Ed a questo punto, con questa cartolina, cosa viene versato (ottimo il servizio della sommelier) nei calici? Che ne diremmo di un grande bianco francese, il Pouilly-Fuissé by Maison Régnard? Ecco, ci siamo intesi su cosa qui si è voluto intendere per scalabilità. Insomma, è palese e meritorio l’intento di riuscire a far stare a proprio agio più tipologie di clientela. Molto professionale ed efficiente il servizio.

Menu calibrato e filiera corta I due pilastri di Fresco Caracciolo

Il locale è di spiccata bellezza: su due piani, eleganti gli arredi, percettibili in understatement, tocchi di classe. Delizioso lo spazio esterno, con vista sul Golfo di Napoli. Circa 120 in totale i posti a sedere. Filiera corta in quanto gran parte delle eccellenze selezionate pervengono direttamente dal produttore (cosa ben diversa dal debole km zero). Citiamo, al riguardo, la Mozzarella di Bufala Campana Dop by Caseificio Barlotti di Paestum (Sa), il macellaio Mario Carrabs fornisce le sue carni provenienti dall’Irpinia. Ortaggi e frutta provengono direttamente dalla Masseria Pigliuocco, nell’agro nocerino-sarnese.
Il Pomodoro San Marzano Dop ed il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop sono anch’essi forniti direttamente dai produttori. A proposito di pomodori, encomiabile ed originale la collaborazione tra Fresco e Slow Food volta a recuperare ed indi valorizzare un’antica varietà di pomodori: il Pomodoro Verneteco Sannita. I gelati ed i dolci sono fatti da Mennella, rinomata pasticceria e gelateria con laboratorio di produzione a Torre del Greco (Na); i panettoni, oramai sdoganati dall’essere semplice dolce da ricorrenza, sono quelli eccellenti, artigianali, fatti da Francesco Guida.

Menu calibrato e filiera corta I due pilastri di Fresco Caracciolo

Su richiesta, tutte le pizze possono essere servite senza glutine. Sì, ma le pizze chi le fa? Ottimo lavoro di recruiting: si è pescato, e si pescato bene, dal vivaio del Maestro Enzo Coccia, il famoso patron della famosa pizzeria La Notizia, e pertanto giunge nel team il talentuoso pizzaiolo Antonio Troncone. Ne sortiscono pizze di grande bontà. Al meticoloso lavoro di preparazione del menù non guasterebbe un ulteriore momento di fine tuning allo scopo di rettificare alcune inesattezze.

foto: Alessia Della Ragione - Ufficio Stampa Event Planet food

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