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di Alberto Lupini
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All’Oro, l’evoluzione continua a Roma
Di Giacinto, cucina con hotel a “6” stelle

Pubblicato il 18 luglio 2017 | 15:11

Dopo 15 mesi di chiusura Riccardo Di Giacinto con la moglie Ramona Anello hanno spostato a 500 metri da piazza del Popolo il ristorante All’Oro aprendo l'hotel 5 stelle H'All Tailor Suite. Una novità assoluta per l’Italia




Ci sono famiglie di ristoratori che hanno aperto relais o che dalla tradizione di albergatori hanno fatto nascere un ristorante stellato. Riccardo Di Giacinto, insieme alla moglie Ramona Anello (compagna nella vita e nel lavoro) hanno però un primato: attorno al successo del ristorante stellato All'Oro (nome evocativo di una cucina radicata nella storia e della tradizione di famiglia, orafi) hanno costruito un hotel a 5 stelle, H'all Tailor suite, dove anche in questo caso il nome esprime il progetto. Un'accoglienza sartoriale, fatta su misura. Il tutto all'insegna del lusso, quello vero, fatto di piccoli ma sostanziali dettagli per fare sentire a proprio agio il cliente. Una location da 6 stelle (5+1).

All’Oro, l’evoluzione continua a Roma Hotel 5 stelle con ristorante di Di Giacinto

Al ristorante tutto è studiato nei minimi dettagli per creare un ambiente di serenità. Luci orientabili a seconda del bisogno. Pareti fonoassorbenti che permettono ad ogni tavolo di parlare in riservatezza. Divanetti con porta borse incorporati a scomparsa. Rivoluzionario sistema di mise en place che risolve l'alternativa fra la vecchia tovaglia fino terra e il tavolo nudo: sul principio dei lenzuoli con gli angoli, una tovaglia copre il piano e una cornice di metallo la trattiene creando un effetto di modernità, eleganza e sobrietà unico. E tutto ciò per valorizzare piatti dove la cucina romana è rivisitata con tutte le tecnologie del momento ed è affiancata da ricerca e proposte anche per una clientela internazionale attenta alla qualità.

Le stesse logiche le si ritrovano nell'hotel. A partire da un intuitivo e semplicissimo sistema di controllo delle luci (apprezzato non solo da chi gira per hotel tutte le settimane...), affiancato da comode prese per caricare i cellulari, comprese quelle usb, a fianco di spaziosi comodini. Ottimi prodotti nelle dotazioni di cortesia in bagno, menu dei cuscini o comandi elettrici per oscurare le finestre, sono solo alcuni degli altri dettagli che hanno il loro culmine nella prima colazione. Qui il gioco dell'attenzione e delle coccole è davvero ai massimi livelli. Non ci sono buffet, ma servizio al tavolo con una scelta amplissima di piatti da scegliere all'interno di percorsi fra salato e dolce e con attenzione rigorosa a intolleranze o allergie.

Tutto ciò non nasce per caso. La storia del cuoco Riccardo Di Giacinto è caratterizzata da una continua ricerca del miglioramento, dell’adattamento alle tendenze, dallo sviluppo della propria cucina, ma anche al di là dei fornelli. Lui ha intuito infatti, prima di tutti conti alla mano, quanto ristorazione e ospitalità siano sempre più destinate a viaggiare a braccetto. Il frutto di questa sua intuizione lo si trova dallo scorso marzo a Roma, in via Giuseppe Pisanelli 25, a 500 metri da piazza del popolo, all'interno del The H'All Tailor Suite, il primo hotel tailor made, sempre di proprietà di Di Giacinto e della moglie Ramona Nello. Un frutto che si chiama All’Oro, nome assai conosciuto dai più perché è proprio col ristorante omonimo che nel 2007, ai Parioli, Riccardo Di Giacinto ha dato il via alla sua carriera “in proprio” dopo la formazione in Italia e all'estero con le stimolanti esperienze insieme a importanti maestri come Ferran Adria e Marco Pierre White. Un locale che, compreso di cucina e servizi, occupava lo spazio oggi dellacsola cucina del nuovo All'Oro.

Riccardo Di Giacinto e Ramona Nello - All’Oro, l’evoluzione continua a Roma Hotel 5 stelle con ristorante di Di Giacinto
Riccardo Di Giacinto e Ramona Anello

Ma la storia professionale di Di Giacinto non può prescindere da quella personale perché la compagna di vita Ramona Anello è parte integrante dello staff e porta il suo contributo in sala condividendo ogni piega del “credo” di Riccardo. I due, passo dopo passo, sono riusciti nell’impresa di far conquistare al ristorante la stella Michelin nel 2010. Riconoscimento che è stato sospeso 15 mesi fa, proprio quando la coppia ha deciso di sospendere l’attività per pianificare la nuova avventura. Una novità assoluta per l’Italia quella di un cuoco che decide di avviare un hotel 5 stelle e di portare al suo interno un ristorante, a Roma. Nel cuore di Roma. «Dietro a questa scelta - ha spiegato Riccardo Di Giacinto - c’è il desiderio di coccolare la clientela per 24 ore e non solo per il tempo di un pranzo o una cena. L’intento ci è venuto del tutto naturale avendo sempre puntato su questo sin dalla prima apertura».

Un azzardo quello della coppia che però sta dando i suoi frutti alla luce di quello che si può considerare un primo bilancio affidabile a 4 mesi dall’apertura: «Si può parlare di azzardo, ma ora siamo soddisfatti e convinti di quello che abbiamo fatto perché stiamo ricevendo un riscontro positivo dai clienti sia da un punto di vista del ristorante che dell’hotel». Sia Riccardo che Ramona parlano di un successo che arriva dalla cura dei dettagli e non gli si può dar torto se si parte dal presupposto che sono i dettagli a fare molto spesso la differenza e a comporre la sostanza che contraddistingue un’attività. E qui la sostanza sembra essere stata generata da 10 anni di profonda ricerca non certo da soli 15 mesi di chiusura. Su tutti gli aspetti c’è la capacità unica del cuoco patron di aver puntato forte sulla tradizione e sul recupero di alcuni piatti e di averlo fatto con consapevolezza e capacità senza finire nella banalità del concetto di “tradizione e innovazione” abusato ormai nelle cucine italiane.

«L’hotel e il ristorante - spiega lo stesso Di Giacinto - sono la sintesi dei nostri 10 anni di lavoro che sono stati costruiti sull’etica del lavoro, sulla ricerca del gusto e sul rispetto del gusto e del cliente. Ironizzando con Ramona abbiamo ridotto tutto questo all’acronimo Rdg che rappresenta le mie iniziali e quelle del concetto base di ricerca del gusto appunto».

L’importanza delle risorse umane è sicuramente centrale in un progetto come quello dell’All’Oro che, tuttavia, non può fare a meno di contare sull’eccellenza delle materie prime usate in cucina. «La materia prima - spiega Di Giacinto - conta all’80% perché con una grande materia prima puoi fare un piatto eccellente mentre con una discreta non vai al di là del 7 in pagella anche se sei il miglior cuoco al mondo. Fondamentale è anche tornare a lavorare insieme in un team unico che abbia l’intento comune di far stare bene il cliente. Io ritengo che noi tutti torniamo in un ristorante che sia eccellente da un punto di vista della sala nonostante, magari, non mangiamo benissimo. Questo perché oggi mangiamo tutti bene tutti i giorni e quindi la differenza, scegliendo un ristorante, la fa la sala».

All’Oro, l’evoluzione continua a Roma Hotel 5 stelle con ristorante di Di Giacinto

Personale di sala che a sua volta ha bisogno di avere alle spalle una cucina che funzioni al meglio. «Questo - spiega Ramona - conta assai perché nel momento in cui dalla cucina escono grandi piatti chi li serve al cliente è orgoglioso di farlo e trae una soddisfazione enorme nel vederlo estasiato una volta assaggiata la pietanza. Da noi inoltre c’è un concetto di famiglia molto sentito tra le persone che compongono lo staff di sala e la brigata in cucina. Ci sono ragazzi che sono qui da 10 anni, passiamo tanto tempo insieme e va da sé che il clima che si respira è famigliare». Un clima che Ramona ha contribuito a costruire passo dopo passo da autodidatta, coinvolta da Riccardo (e sottratta al suo lavoro originario) fin dalle prime settimane della loro relazione, e che si è cementato nella condivisione che poi ha coinvolto tutti i collaboratori. Un approccio che prosegue e si rafforza anche ora che in sala muove i primi passi (letteralmente) la bimba dei Di Giacinto che anche se comincia solo ora a parlare è la principessina del ristorante,

Lo sviluppo dell’All’Oro non si ferma certo qui perché c’è in progetto di coprire l’area esterna da 50 posti (oggi attrezzata a cortile-giardino), così da creare un prolungamento del locale. Una cupola in ferro che d’estate si aprirà per pranzare o cenare a cielo aperto, mentre nei mesi più freddi fungerà da giardino d’inverno. Tutto questo per fare da contraltare a una delle sale interne, molto calda e intima grazie alla presenza di un camino, pensata sempre nell’ottica di coccolare e viziare la clientela offrendole un’ampia possibilità di scegliere la miglior location per degustare al meglio i piatti di Di Giacinto.

Per informazioni: www.ristorantealloro.it

Riccardo Di Giacinto Ramona Nello AllOro Roma hotel ristorante


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