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di Federico Biffignandi
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Dopo il flagello si torna al ristorante
L'entusiasmo dei cuochi di Bergamo

Dopo il flagello si torna al ristorante 
L'entusiasmo dei cuochi di Bergamo
Dopo il flagello si torna al ristorante L'entusiasmo dei cuochi di Bergamo
Primo Piano del 23 maggio 2020 | 07:15

La provincia più colpita dal covid riparte e lo fa anche sull'onda della qualità e della preparazione dei suoi cuochi. Un breve giro tra alcuni dei locali per capire che la voglia di servire è tanta. Un po' a sorpresa si scopre anche che è tanta la voglia della gente di tornare a sedersi ad un tavolo per assaggiare un piatto.

Bergamo, città falcidiata dal coronavirus, è pronta a ripartire anche con la ristorazione. Nonostante il “via libera” di Governo e Regioni del 18 maggio, in pochi hanno scelto di alzare la saracinesca subito. Molti, come del resto in altre regioni, hanno preferito prendersi ancora un po’ di tempo sia per mettere a norma il locale che per monitorare la situazione dei contagi.

Cece e Simo - Dopo il flagello si torna al ristorante L'entusiasmo dei cuochi di Bergamo
Cece e Simo

Tra chi ha aperto c'è il ristorante cittadino Cece e Simo il quale ha acceso i fornelli due giorni dopo il via libera: «Siamo stati in stand by quasi un mese - spiegano i titolari - dopo l'annuncio del lockdown, dopo di che abbiamo iniziato a ristrutturare il locale con toni di freschezza e colore puntando sulla gioia. Nel frattempo abbiamo riflettuto su come creare spazio e luce tra i tavoli mantenendo le norme di sicurezza. Una volta pensata la filosofia abbiamo fatto costruire dei divisori con ferro e vetro molto grandi da posizionare tra un tavolo e l’altro. Abbiamo fatto un investimento importante perché sono strutture costruite su misura, ma per noi è stato cogliere un’opportunità. La gente entra e rimane colpita, si siede volentieri e si sente sicura. L’afflusso è basso soprattutto a pranzo, mentre alla sera la situazione migliore. La gente si sta sbloccando e inizia a prenotare di più, in particolar modo nel weekend. Noi stiamo facendo girare i video del nuovo locale ai clienti storici per fargli capire che possono fidarsi. In tutto questo però continuano a chiederci l’asporto, nonostante per noi non fosse un’attività abituale tanto che non abbiamo neanche spinto questo servizio».

Prima serata di apertura proprio ieri sera (22 maggio) per lo stellato Umberto De Martino del ristorante Florian (già molto attivo in forma volontaria durante la fase di peggior crisi): «Per la prima serata - racconta - abbiamo scelto di predisporre pochi tavoli, 4-5 per prendere le misure. Poi, a tappe, arriveremo a raggiungere il classico numero di 16 tavoli che, grazie ai nostri spazi, non dovremo limitare. Probabilmente arriveremo al 100% dell’affluenza attorno al 3-4 giugno. Pochi sono stati i cambiamenti strutturali che abbiamo dovuto apportare, ci siamo limitati a provvedere a tutte le operazioni di sanificazione e di predisposizione di gel e mascherine per i clienti. Siamo contenti che le richieste non manchino per cui la ripartenza per quanto ci riguarda sarà decisa. La voglia di uscire di casa c’è, ci sarà qualche tempo di pazienza in più, ma siamo fiduciosi».

Umberto De Martino - Dopo il flagello si torna al ristorante L'entusiasmo dei cuochi di Bergamo
Umberto De Martino

Chi attende ancora invece è il ristorante Al Carroponte di Oscar Mazzoleni, locale cittadino ormai riferimento per chi ama la cucina di un certo livello. «Apriremo entro la fine del mese - spiega Oscar Mazzoleni - per prudenza. Abbiamo preferito attendere qualche giorno per prudenza, per rispetto nei confronti del nostro personale e della clientela».

Al di là del timore e della prudenza c’è sicuramente un altro aspetto che i ristoratori devono tenere in considerazione ed è quello della messa a norma del locale. «Le regole sono tante e in continuo aggiornamento - spiega Mazzoleni - e questo non facilita il nostro operato. Ci stiamo appoggiando ai nostri consulenti, ai tecnici e ai commercialisti per riuscire ad aprire nel pieno rispetto delle disposizioni».

Dopo il flagello si torna al ristorante L'entusiasmo dei cuochi di Bergamo
Oscar Mazzoleni

L’aspetto economico in tutto questo grava non poco sulle casse: «In tre mesi di chiusura - spiega Mazzoleni - non sono entrate nelle nostre casse almeno 300mila euro. Quello che dovremo spendere per metterci in regola non è un problema, il vero danno è ciò che continuerà a non entrare visto che passeremo da 80 a 25 coperti tra dentro e fuori. Eppure stiamo continuando a pagare tutti i dipendenti - 10 - di tasca nostra in attesa degli aiuti dello Stato».

Su come sarà la ristorazione bergamasca dopo-covid, ha le idee chiare Mazzoleni: «La gente ha bisogno di dimenticare tre mesi di paura - spiega - per cui dovremo essere bravi a coccolarli come non mai».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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