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E al mondo della notte chi ci pensa? Pasca: Chiuderanno 7 attività su 10

Pace fiscale e contributi a fondo perduto: sono solo alcune delle richieste che Maurizio Pasca del Sindacato per i locali da ballo fa al Governo. Aggiunge: «Approfittando del cambiamento potremmo ripensare la movida».

22 aprile 2020 | 12:15

E al mondo della notte chi ci pensa? Pasca: Chiuderanno 7 attività su 10

Pace fiscale e contributi a fondo perduto: sono solo alcune delle richieste che Maurizio Pasca del Sindacato per i locali da ballo fa al Governo. Aggiunge: «Approfittando del cambiamento potremmo ripensare la movida».

22 aprile 2020 | 12:15

In questi giorni abbiamo riportato tante soluzioni pensate per agevolare le riaperture dei ristoranti e in generale del settore dell'ospitalità tutto. Dalle tante iniziative di delivery a come cambierà la gestione della sala alla ripartenza. Ma anche un altro settore davvero a rischio sia in questa prima fase di emergenza che nella ormai arci-nota fase 2 ha bisogno di tutele e proposte. Si tratta del «mondo della notte» che rischia di spegnersi, «un comparto che vale oltre 4 miliardi di euro, con 2.500 aziende e 90mila lavoratori».

Locali della notte senza tutele. Potrebbero riaprire anche l'anno prossimo - E al mondo della notte chi ci pensa? Pasca: Chiuderanno 7 attività su 10

Locali della notte senza tutele. Potrebbero riaprire anche l'anno prossimo

Il grido d'allarme per questo settore l'ha lanciato Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb - il sindacato che riunisce i locali da ballo italiani. Responsabilmente questa categoria (offrendo servizi dove l'affollamento è requisito essenziale) è stata tra le prime a chiudere (si parla ancora di febbraio)... Quel che preoccupa è la prospettiva di riapertura: stime indicano addirittura l'anno prossimo. Una tale decisione porterebbe, secondo le stime, a una chiusura di almeno il 70% delle attività.

Pare finora non siano stati ipotizzati interventi governativi per questa specifica categoria (che, come abbiamo detto, potrebbe essere tra le più esposte) e per tutti i suoi dipendenti: non sono pochi, si va dai camerieri ai barman, dai dj ai pr, dalle forniture ai servizi, passando per la figura del buttafuori, spesso e volentieri non definitivamente inquadrata in termini contrattuali.

Un comparto che non può più stare in silenzio, vista la crisi duratura e soprattutto le prospettive di ripartenza (per non parlare poi del rischio dell'infiltrazione mafiosa nelle varie aziende in crisi). Pace fiscale, sospensione dei termini di pagamento delle utenze, contributi a fondo perduto: queste alcune delle richieste mosse al Governo per una tutela, altrimenti non ce la si fa. Richieste che meritano di essere ascoltate. Perché a perderci non sarebbe solo il settore, ma il turismo in generale (che, ricordiamolo, partecipa col 13% al Pil).

Maurizio Pasca - E al mondo della notte chi ci pensa? Pasca: Chiuderanno 7 attività su 10
Maurizio Pasca

Maurizio Pasca "approfitta" della situazione, come è stato fatto anche da altri settori, spingendo ad utilizzare l'emergenza come occasione di un importante cambiamento. Questo perché la movida è spesso "sfuggita di mano": Italia a Tavola ne ha parlato diverse volte negli anni. Già prima della crisi c'era più bisogno di sicurezza, di un progetto alternativo di divertimento che tutelasse allo stesso tempo la serenità dei cittadini.

Bisogna intervenire, approfittando del cambiamento che inevitabilmente si dovrà affrontare. Bisogna farlo subito perché, come sostiene Pasca, «Nessuno pensa che i giovani staranno a casa per un anno. Saranno comunque preda dell'abusivismo commerciale di feste clandestine». Ad esempio i rave party, che in questo contesto di ricerca di sicurezza, si contraddistinguono per mancanza di controllo e, peggio, il proliferare di consumo di sostanze stupefacenti.

Pasca richiama così l'idea di un'istituzione, «almeno a Roma», che esiste già ad esempio a Parigi e Madrid, «che serve anche per tutelare un mondo lavorativo, rendere compatibile, il diritto al divertimento coniugandolo con quello sacrosanto alla quiete notturna».

C'è la voglia di cambiare le cose, quindi, in due direzioni diverse ma connesse: creare un nuovo tipo di divertimento, più sicuro, più controllato, più adeguato al periodo che stiamo vivendo, che si allinei al bisogno di quiete della comunità; dall'altra aiutare una categoria che ha bisogno di tutele già dalla fase 2, e non dall'anno prossimo.

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