A Roma è nata l’“Alleanza per il pane”, un progetto che mette insieme associazioni di categoria, imprese, panificatori, scuole ed enti di formazione con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il pane, sia dal punto di vista culturale sia alimentare. L’intesa è stata ufficializzata con la firma di un protocollo nella sede del ministero delle Imprese e del made in Italy.

La filiera del pane si unisce per ridare centralità a un simbolo quotidiano
L’alleanza si propone come una piattaforma condivisa per rafforzare il ruolo del pane nella società contemporanea, promuovendone qualità, proprietà nutrizionali, autenticità e valore sociale. Un’iniziativa che punta a fare sistema, coinvolgendo l’intera filiera in un percorso comune. A sottoscrivere il protocollo sono stati Fiesa Assopanificatori, Assipan, Fippa - Federazione italiana panificatori e affini, Divisione Food and beverage Ieg, Richemont Club Italia, Gruppo Aibi di Assitol e Gruppo lievito da zuccheri di Assitol, realtà che rappresentano una parte significativa del comparto.
Il contesto economico conferma la rilevanza del settore. Secondo una ricerca Cerved presentata alla scorsa edizione di Sigep, nel 2025 sono state infatti prodotte 1.382.000 tonnellate di pane, pari al 40% del fatturato complessivo e al 62,5% dei volumi produttivi. Parallelamente, è cresciuto il peso di pizze, focacce e prodotti dolci, che sono arrivate a rappresentare il 60% degli introiti per i panificatori. Nel corso della presentazione è intervenuto anche Federico Eichberg, capo di gabinetto del ministero delle Imprese e del made in Italy, che ha richiamato l’andamento dell’export italiano: «Noi 15 anni fa - ha detto - esportavamo circa 435 miliardi. L’anno scorso abbiamo esportato 640 miliardi, in 15 anni, 200 e più».
Sul fronte normativo, Eichberg ha inoltre fatto il punto sul disegno di legge dedicato al pane: «Il primo passaggio è al Senato, come aveva scritto la decima commissione. L’iniziativa legislativa - ha sottolineato - ha alcune misure di grande importanza, dal riconoscimento della denominazione di pane fresco tradizionale fino alla introduzione dell’indicazione d’origine degli ingredienti, al 100% made in Italy e anche all’istituzione della Festa del pane, che sia anche in misura celebrativa di questo ingrediente fondamentale della nostra tavola».