La nona edizione di Tuttopizza 2026 si chiude con numeri in crescita e una forte proiezione internazionale, consolidando il ruolo di Napoli come centro strategico della pizza italiana e dell’intera filiera collegata al settore horeca. La manifestazione, ospitata alla Mostra d’Oltremare, ha registrato 35.800 visitatori, 150 espositori, 240 marchi rappresentati e operatori provenienti da 13 Paesi, confermando la centralità della pizza nel panorama del Made in Italy gastronomico.

Tuttopizza 2026 ha registrato 35.800 visitatori, 150 espositori, 240 marchi rappresentati e operatori provenienti da 13 Paesi
L’evento si è trasformato negli anni in un vero marketplace internazionale dedicato a professionisti, aziende, pizzaioli e operatori della ristorazione, capace di generare opportunità economiche, turismo e nuove relazioni commerciali. Secondo le stime diffuse dagli organizzatori, l’impatto economico prodotto sulla città di Napoli supera i 3 milioni di euro tra hospitality, ristorazione, trasporti e servizi collegati alla manifestazione.
Tuttopizza 2026 tra business, turismo ed export della pizza italiana
L’edizione 2026 ha evidenziato la crescente rilevanza economica della pizza non solo come prodotto gastronomico, ma come settore produttivo articolato che coinvolge formazione, filiera agroalimentare, tecnologia, design e comunicazione. Alla presenza dei rappresentanti istituzionali della Regione Campania, tra cui Maria Carmela Serluca, Assessore all’Agricoltura, Vincenzo Maraio, Assessore al Turismo, Promozione del Territorio e Innovazione Digitale, e Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche culturali e il Turismo, la manifestazione ha ribadito il legame tra la pizza e lo sviluppo economico del territorio.

L'edizione 2026 ha evidenziato la crescente rilevanza economica della pizza non solo come prodotto gastronomico, ma come settore produttivo articolato
«Il successo di Tutto Pizza - afferma la Serluca - conferma il ruolo della nostra città come punto di riferimento internazionale per il settore agroalimentare e per la valorizzazione delle eccellenze italiane. La manifestazione si dimostra un appuntamento strategico non solo per la promozione del territorio, ma anche per le importanti ricadute economiche e turistiche che genera, rafforzando l’attrattività della città e il lavoro dell’intera filiera dell’accoglienza. La Mostra d’Oltremare si conferma inoltre una location ideale per ospitare grandi eventi di respiro internazionale, grazie alla sua capacità” afferma Maria Carmela Serluca, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania».
La pizza come industria culturale ed economica internazionale
Tra i protagonisti della manifestazione anche Raffaele Biglietto, direttore e co-ideatore di Tuttopizza, che ha sottolineato la trasformazione della pizza in un fenomeno economico e culturale di portata globale. «Per anni - ha affermato - la pizza è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso il folklore e l’immaginario tradizionale legato a Napoli. Con Tuttopizza abbiamo voluto cambiare questo paradigma, dando alla pizza industry una piattaforma internazionale di business capace di valorizzare non solo la tradizione, ma tutta la filiera produttiva che oggi ruota attorno a questo mondo».
L’evoluzione della pizza italiana emerge anche attraverso i dati legati all’export e alla crescente presenza di buyer e operatori internazionali. Alla Mostra d’Oltremare erano presenti professionisti provenienti da Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Regno Unito, Croazia, Romania, Bulgaria, Grecia, Corea del Sud e Cina, a conferma della crescente domanda globale di prodotti, tecnologie e competenze legate al comparto pizza.
Nuove competenze per il pizzaiolo contemporaneo
Uno dei temi centrali di Tuttopizza 2026 ha riguardato il cambiamento della figura professionale del pizzaiolo. La manifestazione ha evidenziato come oggi il settore richieda competenze sempre più trasversali, che spaziano dalla gestione manageriale alla comunicazione digitale, passando per food design, branding e utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo horeca.

Tante le Masterclass che hanno caratterizzato questa edizione
«Il pizzaiolo contemporaneo - ha sottolineato Gianluca Pirro, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani - deve diventare un professionista completo, capace di gestire un’attività, comunicare il proprio brand e affrontare le dinamiche di un mercato sempre più competitivo e internazionale. Solo così il settore potrà continuare a crescere e dare nuove opportunità alle giovani generazioni».
Grande partecipazione hanno registrato anche le masterclass e le dimostrazioni live che hanno coinvolto alcuni dei nomi più noti della pizza italiana contemporanea, tra cui Fabio Cristiano, Salvatore Piccirillo, Ciro Cascella, Diego Vitagliano, Sasà Martucci, Renato Bosco e Salvatore Lioniello.
Osservatorio Pizza 2026: qualità e personale le sfide del settore
Durante la prima giornata della manifestazione sono stati presentati i dati aggiornati dell’Osservatorio Pizza 2026, alla presenza di rappresentanti istituzionali e con un videomessaggio del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha ricordato come il comparto della pizza generi quasi 15 miliardi di euro l’anno e occupi oltre 300mila addetti diretti. I dati mostrano un settore dinamico ma alle prese con criticità strutturali. La formula della pizzeria tradizionale resta dominante con il 72,2% delle preferenze, mentre il forno a legna continua a rappresentare il principale riferimento produttivo con il 56,9%.

Dal punto di vista economico, il 41,7% delle pizzerie ha registrato una crescita del fatturato, mentre un’altra quota equivalente ha mantenuto livelli stabili. Tra le pizze più richieste domina ancora la Margherita, che nel 76,4% dei casi mantiene un prezzo compreso tra 5 e 8 euro. Sul fronte dei consumi, cresce l’attenzione verso qualità degli ingredienti, leggerezza e digeribilità. La pizza napoletana tradizionale resta la più richiesta, seguita dalla pizza contemporanea.
Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori emergono il costo dell’energia, la tassazione e soprattutto la carenza di personale qualificato. Il 75% degli operatori considera molto difficile trovare pizzaioli preparati, mentre oltre l’83% ritiene fondamentale investire nella formazione professionale continua.
Tuttopane e pizza senza glutine tra le aree più visitate
Tra le aree speciali più frequentate dell’edizione 2026 si distingue Tuttopane, spazio dedicato all’arte bianca italiana coordinato da Emma Prunella di FIPPA. L’area ha ospitato maestri panificatori provenienti da tutta Italia con preparazioni live di pani regionali, focacce, prodotti da forno artigianali e grandi lievitati.

Tra gli stand più frequentati, quello di Tuttopane
Molto seguita anche l’Area Pizza Senza Glutine, che conferma la crescente attenzione del mercato verso le intolleranze alimentari e la ristorazione inclusiva. Le masterclass guidate dal maestro pizzaiolo Marco Amoriello e il contributo di Mulino Caputo hanno approfondito tecniche produttive e gestione delle contaminazioni in pizzeria.
Tuttopizza International rafforza il ruolo globale della pizza italiana
La vocazione internazionale della manifestazione si è rafforzata ulteriormente attraverso il progetto Tuttopizza International, sviluppato con il SIAL Network, Universal Marketing e l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. Le missioni realizzate in occasione di SIAL India, SIAL Canada e SIAL China hanno permesso alle aziende italiane di consolidare relazioni commerciali e opportunità di export nei mercati strategici.
L’edizione 2026 conferma così la pizza come uno dei principali ambasciatori del Made in Italy contemporaneo, capace di unire cultura gastronomica, economia, occupazione e attrattività turistica. Con la prossima edizione già annunciata per il 2027, Tuttopizza punta ora ad ampliare ulteriormente la propria rete internazionale e il ruolo di Napoli come piattaforma globale della pizza italiana.