Alessandro Spadini, manager del Gruppo Barilla con oltre trent'anni di esperienza nelle funzioni tecniche e industriali, ha ricevuto l'European Maintenance Manager Award 2026 (EMMA). Il riconoscimento europeo offre lo spunto per osservare come questa professione stia cambiando rapidamente, spinta dalla digitalizzazione dei processi produttivi e dall'evoluzione delle competenze richieste. Nel caso di Barilla, la manutenzione coinvolge 26 stabilimenti, oltre 700 professionisti e un patrimonio industriale con un valore di rinnovo superiore a 7 miliardi di euro. L'azienda investe ogni anno circa 250 milioni di euro nelle attività manutentive e attribuisce a queste una parte rilevante dei risultati ottenuti sul fronte dell'efficienza energetica e della riduzione dell'impatto ambientale.

Alessandro Spadini ha ricevuto l'European Maintenance Manager Award 2026 (EMMA)
Dalla manutenzione correttiva a quella predittiva
Negli stabilimenti industriali la manutenzione non consiste più soltanto nell'intervenire dopo un guasto. L'obiettivo è sempre più quello di prevedere le anomalie, ridurre i fermi macchina e programmare gli interventi nel momento più efficace.
Sensori, sistemi di monitoraggio e piattaforme di analisi consentono oggi di raccogliere grandi quantità di dati sul funzionamento degli impianti. Queste informazioni permettono di individuare con anticipo eventuali segnali di deterioramento e di pianificare le attività in funzione delle reali condizioni delle linee produttive, superando la tradizionale logica basata esclusivamente su intervalli temporali prestabiliti.
Un mestiere che richiede competenze nuove
Secondo Spadini, la trasformazione tecnologica interessa anche il profilo professionale di chi opera in questo settore. «Questo premio rappresenta un riconoscimento importante non solo per il mio percorso professionale, ma anche per il ruolo sempre più strategico che la manutenzione riveste nell'industria moderna. Gestire, ottimizzare e innovare gli impianti significa contribuire direttamente alla competitività e alla sostenibilità delle aziende».
Per il manager, il manutentore dei prossimi anni dovrà affiancare alle competenze tecniche una crescente capacità di interpretare i dati provenienti dagli impianti. «Le imprese incontrano crescenti difficoltà nel reperire profili specializzati. È fondamentale far conoscere alle nuove generazioni il valore di questa professione, nella quale conoscenza tecnica, curiosità, analisi dei dati e strumenti digitali lavorano insieme».
Il nodo del ricambio generazionale
La difficoltà nel trovare personale qualificato rappresenta oggi una delle principali criticità per molte imprese manifatturiere. Accanto all'innovazione tecnologica, le aziende sono chiamate infatti a trasferire competenze costruite in decenni di esperienza e ad attrarre nuove figure professionali.
In questo scenario la manutenzione assume un ruolo sempre più trasversale, perché contribuisce non solo alla continuità produttiva ma anche all'efficienza complessiva degli stabilimenti. Più che una funzione di supporto, la manutenzione è diventata così uno degli elementi che contribuiscono alla competitività dell'industria alimentare, in un equilibrio che mette insieme tecnologia, organizzazione e competenze.