L'Istat certifica un lieve calo elle vendite dei beni alimentari a gennaio, ma la stima per il 2022 è positiva. L'aumento delle inflazione inizia a farsi sentire, ma in ogni caso l'Istat al momento ipotizza che rispetto all'anno precedente la crescita dei beni alimentari sarà del 2,2%, per quanto riguarda il contenuto in valore, mentre ci sarà una leggera flessione della percentuale legata al volume (-1,6%). Complessivamente rispetto a gennaio 2021, il valore delle vendite al dettaglio cresce nei supermercati (+6,1%); ma a registrare l'incremento migliore sono i negozi (+12,5%). Diminuisce invece per la componente del commercio elettronico (-2,1%). Per l'Istat il calo si registra anche analizzando l'ultimo trimestre in termini di volume delle vendite.

L'Istat è però ottimista per l'andamento del 2022 dove ha ipotizzato un aumento delle vendite nei negozi del 8,4% in valore del 7,3% in volume. La crescita sarebbe trainata dai beni non alimentari (+14,2%) e in minor misura da quelli alimentari (2,2% in valore e -1,6% in volume). Diminuisce, invece, il commercio online.
Confcommercio: «Siamo lontani dai livelli prepandemici»
«Non devono ingannare le variazioni registrate, su base annua, da alcuni segmenti di consumo non alimentare frutto del confronto con un mese in cui nel 2021 erano ancora molte le attività, e i territori, sottoposti a forti restrizioni - ha precisato Confcommercio - Le maggiori opportunità che si hanno oggi rispetto a un anno fa di realizzare gli acquisti nei luoghi fisici si leggono anche nei segnali di rallentamento rilevati per il commercio on line, dopo le forti crescite degli ultimi due anni, peraltro concentrate proprio nell’ambito dei beni. Le riduzioni congiunturali e il rallentamento nei tassi tendenziali, che si osservano in un contesto in cui i livelli di spesa non hanno affatto recuperato i valori del 2019, rischiano di proseguire e di peggiorare nei prossimi mesi».