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Appassimento uve Valpolicella e patrimonio alimentare alpino candidati all'Unesco

L’Italia propone nuove candidature Unesco per il patrimonio culturale immateriale: l’appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino, oltre al presepe come espressione di arte e spiritualità popolare

 
19 marzo 2026 | 19:22

Appassimento uve Valpolicella e patrimonio alimentare alpino candidati all'Unesco

L’Italia propone nuove candidature Unesco per il patrimonio culturale immateriale: l’appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino, oltre al presepe come espressione di arte e spiritualità popolare

19 marzo 2026 | 19:22
 

La Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, su proposta del ministero della Cultura, ha deciso di presentare tre nuove candidature per l’iscrizione a patrimonio culturale immateriale. Le proposte riguardano il presepe, l’appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino, iniziative che mettono in luce tradizioni radicate e pratiche comunitarie storicamente significative.

Appassimento uve Valpolicella e patrimonio alimentare alpino candidati all'Unesco

Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella candidato Unesco

L’appassimento delle uve della Valpolicella

La candidatura «Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella» documenta la pratica tradizionale dell’appassimento e il legame tra comunità, paesaggio e cultura produttiva. Il dossier, destinato alla Lista rappresentativa del patrimonio immateriale, è frutto della collaborazione tra Snodar, il Consorzio dei vini della Valpolicella e istituzioni accademiche. La proposta vuole sottolineare come questa tecnica, alla base di vini di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, sia anche un patrimonio condiviso che coinvolge la vita economica, sociale e culturale del territorio.

Patrimonio alimentare alpino e collaborazione internazionale

L’Italia partecipa inoltre a una candidatura multinazionale intitolata «Patrimonio alimentare alpino», coordinata dalla Svizzera con la collaborazione di Francia e Slovenia, destinata al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia. L’iniziativa raccoglie pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine e rappresenta un modello di cooperazione internazionale per la tutela e la trasmissione dei saperi locali. Come dichiarato dal ministero, l’obiettivo è «valorizzare le pratiche culturali delle comunità, rafforzare la cooperazione transnazionale e garantire la trasmissione dei saperi alle generazioni future».

Il presepe tra arte, artigianato e spiritualità

La candidatura «Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo» mira a valorizzare la creatività artistica, l’artigianato e la spiritualità popolare delle comunità presepiali. A sostegno del dossier sono coinvolti l’Associazione Italiana Amici del Presepio e luoghi simbolo come Greccio e Assisi. L’iniziativa italiana, promossa anche con la partecipazione di Spagna e Uruguay, assume particolare rilevanza nell’anno degli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Il ministro della Cultura ha sottolineato come «la tradizione del presepe sia un elemento qualificante dell’identità culturale italiana, un collante sociale per le nostre comunità e una testimonianza eccelsa dell’artigianato artistico tradizionale».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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