Ad aprile 2026 si registra una flessione diffusa del clima di fiducia sia tra i consumatori sia tra le imprese. L’indice dei consumatori scende da 92,6 a 90,8, mentre quello composito delle imprese passa da 97,3 a 95,2, segnalando un peggioramento che coinvolge l’intero sistema economico. Tra le famiglie, il deterioramento riguarda soprattutto le valutazioni sulla situazione economica del Paese e le prospettive future. Il clima economico cala in modo deciso, così come quello futuro, mentre risultano più contenute le variazioni del clima personale e corrente. Fanno eccezione i giudizi sul bilancio familiare e sul risparmio, che mostrano una maggiore tenuta e indicano una condizione attuale ancora relativamente stabile.

Fiducia dei consumatori in calo ad aprile
Sul fronte delle imprese, il calo della fiducia è più marcato nei servizi di mercato e nelle costruzioni. In particolare, pesano le valutazioni negative nel turismo, che trascina verso il basso l’intero comparto dei servizi. Più contenuta la flessione nella manifattura, mentre il commercio al dettaglio evidenzia un lieve miglioramento, sostenuto da giudizi più favorevoli sulle vendite, soprattutto nella grande distribuzione.
Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, il peggioramento della fiducia era in larga parte atteso ed è collegato al protrarsi di una situazione internazionale complessa, in particolare in Medio Oriente. Più che dalle condizioni attuali, il calo è determinato dalle aspettative per il futuro. «Il nostro sistema economico è entrato in questa fase in una situazione di relativa dinamicità», si legge nella nota, che sottolinea come non emergano criticità rilevanti né sul fronte dell’occupazione né su quello dell’inflazione. Sul versante delle famiglie, a fronte di un miglioramento percepito del bilancio attuale, crescono però i timori legati all’andamento dei prezzi e alla situazione economica generale.
Indicazioni in parte positive arrivano dal commercio, dove la fiducia delle imprese mostra un lieve incremento, coerente con una domanda ancora presente. Più cauti, invece, gli operatori del turismo, che dopo un buon avvio d’anno temono ripercussioni sulla domanda in un periodo chiave per i bilanci. Le preoccupazioni si estendono anche ai settori del trasporto e della logistica, dove si segnalano possibili difficoltà legate alla mobilità. Un contesto che, se dovesse protrarsi, potrebbe riflettersi nei prossimi mesi sui comportamenti di spesa delle famiglie e sulle decisioni di investimento delle imprese, con effetti sulle prospettive di crescita.