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martedì 26 maggio 2026  | aggiornato alle 19:54 | 119444 articoli pubblicati

Dalla cocaina al cacao: il progetto che riqualifica le terre sottratte al narcotraffico

A Perugia la Città del Cioccolato racconta il progetto colombiano Peace Flavours, che trasforma coltivazioni di coca in cacao e caffè per sostenere sviluppo sociale, economia legale e processi di pace nelle aree rurali

 
26 maggio 2026 | 18:16

Dalla cocaina al cacao: il progetto che riqualifica le terre sottratte al narcotraffico

A Perugia la Città del Cioccolato racconta il progetto colombiano Peace Flavours, che trasforma coltivazioni di coca in cacao e caffè per sostenere sviluppo sociale, economia legale e processi di pace nelle aree rurali

26 maggio 2026 | 18:16
 

Alla Città del Cioccolato di Perugia il racconto del cacao esce dalla dimensione produttiva per intrecciarsi con temi di rigenerazione sociale e territoriale. È qui che il progetto colombiano Peace Flavours ha trovato una piattaforma di racconto e confronto, mettendo al centro la trasformazione delle coltivazioni illegali in produzioni di cacao e caffè. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a sottrarre ettari di terreno al narcotraffico, sostituendo le colture di coca con filiere agricole legali e strutturate. Un processo che, nelle intenzioni del governo colombiano, non riguarda soltanto l’economia ma anche la stabilità sociale delle comunità rurali.

Dalla cocaina al cacao: il progetto che riqualifica le terre sottratte al narcotraffico

Dal narcotraffico al cacao: il progetto colombiano presentato a Perugia

Dalla coca al cacao: la Colombia prova a ridisegnare i territori

Il progetto Peace Flavours interessa oggi oltre 30mila ettari e coinvolge circa 42mila famiglie, di cui 20mila attive nella produzione di cacao. Una trasformazione che punta a costruire nuove economie locali attraverso filiere tracciabili e l’accesso a mercati internazionali. «La sostituzione funziona quando è accompagnata da opportunità, cooperazione e accesso ai mercati», ha spiegato Claudia Rivero, sottolineando il ruolo delle politiche di accompagnamento alle comunità rurali. Nel racconto dei produttori coinvolti, il cacao assume una valenza che supera la dimensione agricola. «Stiamo costruendo pace attraverso il cacao», hanno spiegato gli agricoltori Sergio Rincon e Jhon Fernando Chavarria, impegnati in territori segnati da anni di conflitto.

Il ruolo della Città del Cioccolato nel racconto del cacao sostenibile

Il progetto colombiano è stato presentato a Perugia anche grazie al lavoro di divulgazione portato avanti da Eugenio Guarducci, che ha sottolineato la funzione culturale della struttura umbra. «La Città del Cioccolato non è nuova a queste iniziative. Fin dall’inizio abbiamo cercato di raccontare il cacao non solo in modo statico, ma attraverso eventi capaci di stimolare un dibattito sul tema della sostenibilità», ha spiegato Guarducci. L’incontro con la delegazione colombiana, guidata dall’ambasciatrice Jhenifer Mojica Florez, ha rappresentato un momento di confronto diretto tra istituzioni, produttori e mondo della divulgazione gastronomica.

Il cacao come infrastruttura di pace

Nel progetto colombiano il cacao diventa una leva di trasformazione territoriale. Non solo materia prima agricola, ma elemento centrale di un sistema che mira a ricostruire economie locali e relazioni sociali. «Dove prima c’erano conflitto e illegalità, oggi possono nascere sviluppo, gusto e riconciliazione», ha dichiarato Mojica Florez, descrivendo il programma come un modello di integrazione tra politiche pubbliche e comunità rurali. La logica è quella di una filiera che non si limita alla produzione, ma che integra formazione, accesso ai mercati e cooperazione internazionale.

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Tra Perugia e Colombia: una filiera che diventa racconto

L’incontro alla Città del Cioccolato ha messo in relazione due prospettive lontane: da un lato la narrazione europea del cioccolato come prodotto culturale, dall’altro la realtà agricola colombiana in trasformazione. Il cacao, in questo contesto, non è soltanto una materia prima ma un indicatore di cambiamento sociale. Un elemento che, nelle intenzioni del progetto, collega economia, territorio e possibilità di stabilità per le comunità coinvolte.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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