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Economia italiana in positivo: il turismo contribuisce alla crescita dei consumi

Per Confcommercio, ad aprile 2026 sono migliorati occupazione, produzione industriale e attività turistica; a maggio è invece tornata a crescere la fiducia delle famiglie dopo un bimestre più debole

 
18 giugno 2026 | 15:56

Economia italiana in positivo: il turismo contribuisce alla crescita dei consumi

Per Confcommercio, ad aprile 2026 sono migliorati occupazione, produzione industriale e attività turistica; a maggio è invece tornata a crescere la fiducia delle famiglie dopo un bimestre più debole

18 giugno 2026 | 15:56
 

Come riportato da Confcommercio, il secondo trimestre del 2026 si sta chiudendo con indicazioni positive per i consumi e per i servizi legati al tempo libero, sostenuti anche dall’andamento del turismo. Gli indicatori ad alta frequenza segnalano infatti un miglioramento dell’occupazione, della produzione industriale e dell’attività turistica già nel mese di aprile, mentre a maggio è tornata a crescere la fiducia delle famiglie dopo due mesi più difficili. Anche la domanda di beni durevoli, in particolare quella delle autovetture, ha proseguito il percorso di recupero.

Economia italiana in positivo: il turismo sostiene i consumi

Economia italiana in positivo: il turismo dà slancio ai consumi

In questo contesto, i consumi continuano a mostrare una dinamica favorevole. Secondo l’Indicatore dei consumi Confcommercio (Icc), a maggio la domanda delle famiglie si è mantenuta in territorio positivo, registrando un incremento dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2025 e consolidando la fase di recupero avviata alla fine dello scorso anno. La crescita riguarda sia gli acquisti di beni sia la domanda di servizi. In particolare, continua a rafforzarsi la spesa legata al tempo libero, sostenuta anche dalla persistente vitalità del turismo, che rappresenta uno dei principali fattori di sostegno per l’economia italiana in questa fase. Parallelamente, si osservano segnali di recupero particolarmente marcati nel comparto automobilistico.

Sul fronte macroeconomico, restano presenti elementi di incertezza, soprattutto legati al quadro geopolitico internazionale. Tuttavia, qualora la fragile tregua in Medio Oriente dovesse trasformarsi in una fase di maggiore stabilità, potrebbero consolidarsi i segnali già emersi di riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche. Una situazione che contribuirebbe anche a diminuire i rischi di difficoltà negli approvvigionamenti. L’eventuale miglioramento dello scenario internazionale avrebbe effetti positivi anche sull’andamento dei prezzi, attenuando le tensioni inflazionistiche riemerse negli ultimi mesi.

Secondo le prime stime, il Prodotto interno lordo italiano dovrebbe aver mantenuto un andamento positivo ad aprile e maggio, per poi registrare una sostanziale stasi nel mese di giugno. La sintesi di queste dinamiche porta a stimare per il secondo trimestre una crescita dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,3% su base annua. A sostenere il dato contribuisce anche un favorevole effetto statistico, considerando che il secondo trimestre del 2025 era stato caratterizzato da una fase di stagnazione. Alla luce dei risultati ottenuti nei primi mesi del 2026 e dei segnali di possibile normalizzazione del contesto mediorientale, si rafforza inoltre l’ipotesi di una crescita dell’economia italiana prossima all’1% nell’intero anno, anche nell’eventualità di una seconda parte del 2026 meno dinamica.

Resta comunque aperta la questione dell’inflazione. Le stime per giugno indicano un aumento dei prezzi al consumo dello 0,3% rispetto a maggio, con una conseguente accelerazione del tasso annuo al 3,3%. Al momento le maggiori pressioni si concentrano nei comparti più direttamente esposti alle oscillazioni delle materie prime energetiche. Tra gli elementi più favorevoli emerge invece l’andamento dei prodotti alimentari. Dopo la sostanziale stabilità registrata a maggio, per giugno è attesa una moderata riduzione dei prezzi, coerente con l’esaurimento delle tensioni che avevano interessato gli alimentari non lavorati nei mesi precedenti. Un segnale che, se confermato, potrebbe contribuire ad alleggerire il peso dell’inflazione sulle famiglie e sostenere ulteriormente i consumi nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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