Le variazioni del prezzo del petrolio continuano a influenzare in modo diretto alcune filiere, in particolare quelle legate agli oli vegetali e ai biocarburanti, mentre sul fronte agroindustriale emergono segnali differenziati tra le principali aree produttive mondiali. In parallelo, anche il comparto del pomodoro da industria si confronta con un riequilibrio delle quotazioni, determinato dall’incontro tra andamento della domanda, prospettive produttive e condizioni idriche nei principali bacini agricoli.

Olio di soia e pomodoro da industria: segnali opposti nei mercati agroalimentari internazionali
Petrolio e volatilità: il peso sull’olio di soia
Il mercato dell’olio di soia ha registrato nelle ultime settimane una fase di correzione significativa, influenzata in modo diretto dall’andamento del petrolio. La forte inversione di tendenza dei prezzi del greggio, avviata a inizio giugno in seguito alle attese e poi all’intesa tra Iran e Stati Uniti e alla parziale riapertura dello stretto di Hormuz, ha inciso sulle dinamiche delle commodities collegate. In questo contesto, le quotazioni dell’olio di soia sul mercato statunitense hanno segnato un calo superiore al -12% dall’inizio del mese, mentre il mercato FOB argentino ha registrato una flessione di circa -10%. Secondo le analisi di Areté, il petrolio rappresenta il principale driver di breve periodo di questi movimenti. Tuttavia, le relazioni tra le diverse origini evidenziano un quadro più articolato: le quotazioni del CME, pur in forte ritracciamento, restano ancora a premio rispetto ai mercati extra-USA, garantendo margini di crushing elevati.
A sostenere le quotazioni statunitensi contribuisce la domanda interna legata alla produzione di biodiesel, che continua a esercitare pressione sul mercato dell’olio di soia. Questo elemento mantiene un differenziale significativo rispetto alle quotazioni FOB argentine, nonostante le attese su una produzione di semi di soia negli Stati Uniti potenzialmente vicina ai livelli record della campagna 2021/22. Le condizioni climatiche estive rappresentano, in questo senso, una variabile ancora aperta. Parallelamente, il completamento del raccolto in Brasile e Argentina sta aumentando l’offerta disponibile sul mercato globale, contribuendo ad amplificare il potenziale ribassista delle quotazioni sudamericane nel breve periodo. Nel frattempo, il mercato europeo mostra una dinamica parzialmente divergente. L’olio di soia in Europa e Italia evidenzia una tendenza debolmente rialzista, sostenuta dall’indebolimento dell’euro sul dollaro e dall’aumento dei costi logistici.
Pomodoro da industria: chiusa la campagna prezzi 2026/27
Sul fronte del pomodoro da industria, il 18 giugno si è chiusa la trattativa tra parte agricola e industria di trasformazione per la definizione dei prezzi della campagna 2026/27 nel Sud Italia. L’accordo ha fissato le quotazioni a 150 €/t per il pomodoro lungo e 140 €/t per il tondo, con una riduzione rispettivamente del 3% e del 5% rispetto alla campagna precedente. La dinamica si inserisce in un contesto internazionale di graduale riequilibrio delle quotazioni. Negli Stati Uniti, in California, il prezzo del pomodoro da industria convenzionale è stato definito a 104,50 $/short ton, in calo di circa il 4% rispetto alla campagna precedente. In controtendenza si segnala la Cina, dove si registra invece un aumento del 4,5%.
Le elaborazioni di Areté indicano che la riduzione dei prezzi italiani si colloca all’interno di un quadro produttivo atteso come complessivamente stabile. Le stime per la prossima campagna si attestano intorno a 5,8 milioni di tonnellate, con possibilità di revisione al rialzo soprattutto nel Mezzogiorno. Un elemento rilevante riguarda il miglioramento delle disponibilità idriche rispetto alla campagna 2025, fattore che potrebbe incidere positivamente sulle rese, pur in un contesto ancora soggetto a variabili climatiche e di mercato.