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mercoledì 03 giugno 2026  | aggiornato alle 22:18 | 119595 articoli pubblicati

Concessioni balneari, oltre 5mila stabilimenti in protesta contro le gare

Oltre 5mila stabilimenti balneari hanno aderito alla mobilitazione del Sib contro le gare per le concessioni demaniali. Al centro del confronto l'applicazione della direttiva Bolkestein e il futuro delle imprese del settore

 
03 giugno 2026 | 19:12

Concessioni balneari, oltre 5mila stabilimenti in protesta contro le gare

Oltre 5mila stabilimenti balneari hanno aderito alla mobilitazione del Sib contro le gare per le concessioni demaniali. Al centro del confronto l'applicazione della direttiva Bolkestein e il futuro delle imprese del settore

03 giugno 2026 | 19:12
 

La stagione estiva si apre con una nuova iniziativa del settore balneare. Sono oltre 5mila gli stabilimenti italiani che hanno aderito alla mobilitazione promossa dal Sib-Fipe Confcommercio per richiamare l'attenzione sul tema delle concessioni demaniali e sull'applicazione della direttiva Bolkestein. In numerose località costiere, dalla Riviera romagnola alle principali destinazioni turistiche della Penisola, gli operatori hanno esposto manifesti informativi rivolti ai clienti in occasione della Festa della Repubblica. L'obiettivo è riportare al centro del dibattito una questione che il comparto considera ancora irrisolta dopo anni di confronti istituzionali e interventi normativi.

Concessioni balneari oltre 5mila stabilimenti in protesta contro le gare

Mobilitazione nazionale negli stabilimenti balneari contro le gare sulle concessioni

Secondo il Sindacato italiano balneari, il tema riguarda in particolare le procedure di evidenza pubblica previste per l'assegnazione delle concessioni marittime. «Da sedici anni attendiamo una legge che applichi correttamente la direttiva Bolkestein», ha dichiarato il presidente del Sib, Antonio Capacchione, ricordando come la categoria continui a chiedere un intervento legislativo definitivo. Nel materiale diffuso negli stabilimenti si sottolinea il ruolo svolto dalle imprese balneari nello sviluppo dell'offerta turistica italiana e si richiama la necessità di garantire continuità alle attività che operano lungo le coste.

Alla base della posizione del Sib vi è l'interpretazione del principio di scarsità della risorsa, elemento centrale nella direttiva europea sui servizi. Secondo l'associazione, le rilevazioni effettuate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbero evidenziato la disponibilità di ulteriori aree concedibili lungo il litorale italiano, elemento che, a giudizio dei balneari, renderebbe necessario un approccio differente rispetto all'avvio generalizzato delle gare.

Per il sindacato, il sistema della balneazione attrezzata rappresenta un patrimonio economico e turistico costruito nel tempo attraverso investimenti privati e una presenza diffusa di aziende a conduzione familiare. La mobilitazione del 2 giugno rappresenta soltanto il primo passo di una serie di iniziative che il Sib ha annunciato per i prossimi mesi. L'obiettivo dichiarato è sollecitare il Governo a definire un quadro normativo stabile che possa offrire certezze alle imprese del comparto.

«Parliamo di circa 30mila aziende, in gran parte a gestione familiare», ha sottolineato Capacchione. «Sono imprese che hanno contribuito a costruire il modello turistico delle nostre coste e che oggi chiedono regole chiare per poter programmare il proprio futuro». La questione delle concessioni balneari continua così a rappresentare uno dei temi più delicati per il turismo italiano, tra esigenze di adeguamento alle normative europee, tutela degli investimenti e valorizzazione di un settore che resta centrale nell'economia delle località costiere.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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