Le classifiche, i premi e i riconoscimenti nel settore della ristorazione, più o meno prestigiosi, aggiungono sempre qualcosa in più a chi li riceve. Di fatto, rappresentano un segno tangibile di passione, impegno e capacità di distinguersi all'interno di un comparto altamente competitivo come quello della gelateria. È il caso di Lavinia Mannucci, gelatiera fiorentina, che nella Capitale d’Italia, presso la sede dell’Associazione stampa estera, si è vista riconoscere una “corona” nel Gelato Festival World Ranking, la classifica internazionale che valuta e ordina i migliori maestri gelatieri artigianali del mondo, organizzata da Gelato Festival World Masters e aggiornata ogni anno sulla base dei risultati ottenuti dai gelatieri nelle competizioni del circuito Gelato Festival e in eventi collegati.

La gelatiera Lavinia Mannucci premiata al Gelato Festival World Ranking
Una conquista, certo, ma per raggiungere l’optimum servono tre o addirittura cinque corone, a cui si aggiunge anche una Hall of Fame. L’evento ha comunque il pregio di sintetizzare annualmente lo stato del gelato artigianale italiano e, in quel di Firenze, la giovane Mannucci spicca per competenza, preparazione tecnica e costante ricerca della qualità. Già vincitrice nel 2019 del premio Best International Guest nella tappa londinese del Gelato Festival World Ranking, nel 2021 è arrivata tra i 16 migliori gelatieri italiani del Gelato Festival World Masters con il gusto “Al settimo gelo”, ispirato a un’antica torta di riso bolognese di Pellegrino Artusi; nel 2022 è stata finalista del Gelato Festival World Masters. E ancora, nel 2024 vince la Coppa Italia di Gelateria organizzata dall’Aig, Associazione italiana gelatieri, e di recente è entrata anche in Apei, l’associazione degli Ambasciatori pasticceri dell’eccellenza italiana presieduta dal maestro Iginio Massari.
Sul gelato artigianale, il concept della gelateria Caminia di viale Giannotti, a Firenze, è ispirato a un prodotto semplice, riconoscibile e coerente, dove la qualità tecnica e la scelta degli ingredienti sono centrali. Nel segmento della pasticceria, Lavinia Mannucci segue la reinterpretazione dei grandi classici, come nel caso dello zuccotto fiorentino, tra i simboli identitari dei dolci territoriali. Materie prime rigorosamente rispettate, che danno vita a un cuore di gelato alla crema, che richiama la cupola del Duomo di Firenze di Brunelleschi, una base fondente e una bagna all’alkermes della storica Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella. Le classifiche si possono scalare e i titoli arriveranno, ma ciò che non deve mancare, e che restituisce davvero valore ai riconoscimenti ricevuti, è la professionalità, la continua formazione, l’evoluzione verso nuovi percorsi di sperimentazione e ricerca. Certamente, la giovane gelatiera fiorentina Lavinia Mannucci è sulla buona strada.
Di Berto Silva