Nel weekend del 9 e 10 maggio, Monterosso Val d’Arda Festival torna a Castell’Arquato (Pc) per la sua tredicesima edizione, portando nel cuore della Val d’Arda due giorni dedicati al Monterosso Doc, alle cantine del territorio e a un programma che intreccia degustazioni, incontri e musica. Il tutto dentro un borgo medievale che, tra riconoscimenti come “Borghi più belli d’Italia” e Bandiera arancione del Touring Club, continua a essere uno dei riferimenti più solidi del turismo enogastronomico piacentino.

Castell’Arquato, due giorni tra calici e vigneti: torna il Monterosso Festival
Un vino, un territorio, una storia che torna a raccontarsi
E allora, entrando nel vivo, il festival, come detto, ruota attorno al Monterosso Val d’Arda Doc, bianco identitario della zona che si presenta nelle tre versioni classiche - fermo, frizzante e spumante - e che nasce da un assemblaggio di vitigni locali come Ortrugo, Malvasia di Candia Aromatica, Moscato Bianco e Trebbiano Romagnolo. Un vino che affonda le radici in una storia lunga, tanto da comparire già nel Cinquecento tra i preferiti di Papa Paolo III Farnese, e che oggi prova a tenere insieme memoria e contemporaneità senza perdere riconoscibilità. In questo senso, lungo la cosiddetta “via della barricaia”, il pubblico si muove tra i banchi delle cantine, assaggia le diverse interpretazioni del Monterosso e, nel frattempo, incontra prodotti e piatti del territorio. Il ritmo è quello delle manifestazioni che funzionano davvero: si cammina, si assaggia, si ascolta, si torna indietro per un secondo bicchiere. E intanto il centro storico diventa una mappa fatta di soste.
Degustazioni, talk e un programma che allarga lo sguardo
Poi, andando oltre il semplice banco d’assaggio, l’edizione 2026 inserisce una serie di appuntamenti che provano a dare struttura all’esperienza. Da una parte le degustazioni Smart e le masterclass, pensate per entrare più a fondo nei vini e nei prodotti locali; dall’altra i talk, che toccano temi come i cinquant’anni del Monterosso o il rapporto tra vino e territorio. Nel mezzo, una parte gastronomica che resta centrale, con salumi piacentini Dop, Grana Padano e piatti della tradizione che accompagnano ogni assaggio. E ancora, la domenica si concentra sulla Malvasia di Candia Aromatica, con una giornata dedicata che prova a valorizzare uno dei vitigni più riconoscibili della zona, mentre la sera lascia spazio a un format più leggero come il Monterosso After Party, distribuito tra Viale delle Rimembranze e Parco delle Driadi. Un modo, questo, per allungare la permanenza e tenere insieme pubblici diversi, senza snaturare il contesto.
Il programma in sintesi
Sabato 9 maggio
- Ore 10.00: apertura della barricaia
- Ore 11.00: inaugurazione ufficiale
- Ore 11.00: apertura "Bollicine della Val d’Arda"
- Ore 11.00: apertura “Spazio Food” con stand e prodotti tipici
- Ore 11.00: apertura degustazione alla cieca
- Ore 11.30: talk “I 50 anni del Monterosso Val d’Arda”
- Ore 13.00: “A pranzo con la cantina” presso l’Enoteca
- Ore 15.30: degustazione Smart “La Spalla di San Secondo”
- Ore 16.00: masterclass “Passiti Piacentini”
- Ore 16.15: degustazione Smart “L’olio di Castell’Arquato”
- Ore 17.00: talk “Il sentiero del Monterosso Val d’Arda”
- Ore 17.00: trekking del vino
- Ore 19.00: risottata al Monterosso (spazio Food)
- Dalle ore 19.00: Monterosso After Party
Domenica 10 maggio
- Ore 10.00: apertura rassegna dedicata alla Malvasia di Candia Aromatica
- Ore 11.00: apertura area Food
- Ore 11.00: talk “Le Chiese Piacentine”
- Ore 11.45: degustazione Smart “I salumi piacentini”
- Ore 11.15: degustazione Smart “Grana Padano”
- Ore 16.00: masterclass
- Ore 16.15: degustazione Smart “La Torta di Vigolo Marchese”
- Ore 17.00: talk “Paolo III Farnese il Papa del Buon Bere”
- Ore 13.00: “A pranzo con la cantina” presso l’Enoteca
- Ore 19.00: Monterosso After Party
Le cantine partecipanti
A dare sostanza al festival, ovviamente, c’è il lavoro delle cantine. Di seguito, l’elenco di quelle che parteciperanno all’evento:
- Bargazzi Tiziano (Vernasca)
- Casa Benna Vini (Castell’Arquato)
- Colombano (Vernasca)
- Cristian Barbanotti (Lugagnano Val d’Arda)
- Croci Ermanno (Castell’Arquato)
- Gandolfi Giacomo (Castell’Arquato)
- Il Rintocco (Vernasca)
- La Camina (Vernasca)
- La Ciocca (Carpaneto Piacentino)
- La Massina (Vernasca)
- La Pusterla (Castell’Arquato)
- La Ratta (Vernasca)
- La Rugiada (Castell’Arquato)
- La Tollara (Alseno)
- Loschi Enrico (Castell’Arquato)
- Marchionni Roberto (Castell’Arquato)
- Piani Castellani (Pontenure)
- Pierluigi Mignani (Lugagnano Val d’Arda)
- Rapaccioli Valter (Castell’Arquato)
- Ràcca di Raccanello Alessandro (Vernasca)
- Sartori Fabio (Vernasca)
- Schiavi Andrea (Gropparello)
- Segalini (Gropparello)
- Tenuta La Bertuzza (Castell’Arquato)
- Terre di Lodola (Gropparello)
- Terzoni Claudio (Vernasca)
- Verdelli Walter (Castell’Arquato)
- Villa Oppi (Alseno/Castelnuovo Fogliani)
- Villa Rosalba (Carpaneto)
- Visconti di Vigoleno (Vernasca)
«L’amore autentico per Castell’Arquato e l’orgoglio per le radici della Val d’Arda ci spingono, anno dopo anno, a dedicare ogni nostra energia alla realizzazione di questo Festival, che racconta le bellezze e le risorse del territorio. Organizzarlo è sempre uno sforzo impegnativo, portato avanti con dedizione dai nostri volontari, che trova la sua più grande ricompensa nel vedere i visitatori percorrere con stupore la via della "barricaia" o partecipare ai momenti del programma. Siamo entusiasti di condividere l’anima del nostro borgo medievale e le eccellenze del Monterosso Doc, offrendo a giovani, famiglie e coppie un weekend di autentica gioia, dai percorsi di trekking tra i vigneti fino alla musica del Monterosso After Party» ha commentato Franco Ticchi, responsabile dell’organizzazione e presidente dell’associazione La Goccia Aps. E quindi, tirando le fila, il Monterosso Val d’Arda Festival resta uno degli appuntamenti più centrati quando si parla di eventi legati al vino locale: dimensione contenuta, forte radicamento territoriale e un programma che prova a non disperdersi. Il resto, come sempre, lo fanno i produttori e il pubblico.