Da Illva Saronno Holding a Disaronno Group. La società della famiglia Reina ha annunciato un rebranding che punta a rafforzare il riconoscimento internazionale del gruppo in una fase di crescita e riorganizzazione delle attività. L’operazione arriva in un momento di consolidamento per l’azienda, che nel 2025 ha chiuso con un fatturato di 370 milioni di euro, in aumento di circa il 3% rispetto all’anno precedente. Il dato più rilevante resta però il peso dell’export, che oggi rappresenta circa il 70% del business complessivo, con una presenza commerciale in 160 Paesi.

Marco Ferrari, ceo di Disaronno Group
Il nome Disaronno diventa il brand del gruppo
La novità principale riguarda la scelta di trasformare uno dei marchi più conosciuti del portafoglio aziendale nell’identità stessa della holding. Una decisione che segue una tendenza sempre più diffusa nel beverage internazionale: utilizzare il brand con maggiore riconoscibilità globale come elemento trainante anche a livello societario. Il nuovo assetto prevede una struttura suddivisa in tre aree. Gli spirits saranno gestiti sotto la divisione Disaronno International, mentre il comparto vini confluirà in Duca Wines. Resta autonoma anche l’area dedicata agli ingredienti professionali per gelateria e pasticceria, ribattezzata Disaronno Ingredients.Il comparto spirits continua a rappresentare la parte più importante del gruppo, incidendo per quasi due terzi del fatturato totale. Il settore ingredients vale invece circa il 27%, mentre i vini si attestano attorno all’11%.
Cresce il peso delle acquisizioni
Il cambio di identità arriva mentre il gruppo porta avanti anche un percorso di espansione industriale. Tra le operazioni in corso c’è l’acquisizione annunciata di Amaro Averna e Zedda Piras, il cui closing è previsto entro l’estate 2026. Un passaggio che conferma il movimento in atto nel settore beverage, dove molte aziende italiane stanno rafforzando il proprio posizionamento attraverso concentrazioni, acquisizioni e ridefinizione dei marchi corporate.

Una trasformazione che guarda all’estero
Il gruppo resta interamente controllato dalla famiglia Reina e conta oltre 800 dipendenti. Negli ultimi anni la crescita è passata soprattutto attraverso l’espansione internazionale e il rafforzamento del portafoglio premium. «La scelta di puntare su un nome iconico e riconoscibile come Disaronno ci consente di guardare al futuro mantenendo un legame con le nostre radici», ha dichiarato il ceo Marco Ferrari nel presentare la nuova identità societaria. Più che un semplice cambio di logo, il passaggio a Disaronno Group segna quindi un riposizionamento che mette al centro il valore del marchio nel mercato globale degli spirits e del beverage.