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sabato 23 maggio 2026  | aggiornato alle 19:09 | 119390 articoli pubblicati

Operativo nel Trevigiano il primo grande impianto italiano dedicato ai vini dealcolati

A Susegana (Tv), nello stabilimento Ce.viv.v., entra in funzione il primo grande impianto italiano per vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Prevista una capacità produttiva superiore a 7 milioni di bottiglie

 
23 maggio 2026 | 16:51

Operativo nel Trevigiano il primo grande impianto italiano dedicato ai vini dealcolati

A Susegana (Tv), nello stabilimento Ce.viv.v., entra in funzione il primo grande impianto italiano per vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Prevista una capacità produttiva superiore a 7 milioni di bottiglie

23 maggio 2026 | 16:51
 

Nello stabilimento produttivo di Ce.viv.v. a Susegana, in provincia di Treviso, è stato installato ed è già entrato in funzione un nuovo impianto dedicato alla produzione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Si tratta di una struttura industriale di grandi dimensioni che, secondo quanto comunicato dall’azienda, rappresenta il primo impianto in Italia di questa tipologia già completamente operativo e autorizzato. La capacità produttiva prevista supera i sette milioni di bottiglie all’anno tra vini fermi e spumanti a ridotto o nullo contenuto alcolico. L’intervento segna un ulteriore passaggio nell’evoluzione del comparto enologico italiano verso segmenti di mercato che negli ultimi anni stanno registrando una crescita costante, soprattutto nei mercati internazionali.

ceviv

A Susegana entra in funzione il nuovo impianto Ce.viv.v. per vini dealcolati

Il progetto è stato sviluppato in partnership con Omnia Technologies, realtà specializzata nella progettazione di impianti e tecnologie per il comparto beverage. Dal punto di vista tecnico, il sistema utilizza un processo di separazione a membrana seguito dal recupero del bouquet aromatico attraverso una colonna di distillazione sottovuoto a bassa temperatura. L’obiettivo è mantenere il più possibile il profilo sensoriale originario del vino anche dopo la rimozione totale o parziale della componente alcolica. Il tema della conservazione degli aromi resta infatti uno degli aspetti più delicati nello sviluppo dei vini dealcolati, segmento che sta investendo in maniera crescente su ricerca tecnologica e qualità organolettica.

A coordinare il progetto è l’enologo Bernardo Piazza, che ha avviato un percorso dedicato allo sviluppo di vini a bassa o zero gradazione alcolica e a ridotto contenuto calorico. «I vini dealcolati rappresentano una delle direttrici più interessanti dell’evoluzione del mercato», spiegano dall’azienda, che ha avviato anche una collaborazione con il Dipartimento di Enologia dell’Università degli Studi di Padova per attività di ricerca e sperimentazione direttamente all’interno dello stabilimento.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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