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Tribunale di Firenze su Deliveroo: «I rider sono lavoratori autonomi». Scontro con i sindacati

La sentenza respinge il ricorso presentato dalle sigle sindacali e apre una nuova discussione all'interno del settore che vorrebbe inquadrare in maniera omogenea e tutelata i ciclofattorini.

11 febbraio 2021 | 12:43

Tribunale di Firenze su Deliveroo: «I rider sono lavoratori autonomi». Scontro con i sindacati

La sentenza respinge il ricorso presentato dalle sigle sindacali e apre una nuova discussione all'interno del settore che vorrebbe inquadrare in maniera omogenea e tutelata i ciclofattorini.

11 febbraio 2021 | 12:43

Nella lunga discussione relativa alle tutele e ai contratti dei rider che ha tenuto banco soprattutto nell’ultimo anno, c’è un’altra puntata che, ancora, rivolta le carte. Il Tribunale del Lavoro di Firenze infatti ha emesso una sentenza nella quale inquadra i rider di Deliveroo come “lavoratori autonomi”, respingendo il ricordo della Cgil sul contratto collettivo firmato da Ugl Rider.
La stessa Cgil però non ci sta e promette ancora battaglia «fino a quando non verranno pienamente tutelati i diritti dei ciclofattorini».

Il giudice nello spiegare la sentenza ha detto che «i rider sono lavoratori autonomi perché possono decidere se e quando lavorare, senza doversi giustificare».

La sentenza del tribunale - Tribunale di Firenze su Deliveroo: «I rider sono lavoratori autonomi»

La sentenza del tribunale

Sindacati contro il contratto firmato a settembre
Il ricorso era partito proprio da questo punto invece: far riconoscere il titolo di lavoratore subordinato alle piattaforme di delivery. La contestazione scaturisce dal contratto stipulato a settembre tra Ugl Rider e Assodelivery, l’associazione delle imprese che consegnano cibo a domicilio. Una firma che era arrivata come un fulmine a ciel sereno, proprio mentre le sigle sindacali più autorevoli stavano discutendo con il ministero del Lavoro per trovare una soluzione vantaggiosa per i lavoratori.

Una sentenza smentisce l'altra
Per Deliveroo la sentenza è stata un successo, in un periodo in cui le battaglie sindacali e quelle a livello di opinione pubblica sono esplose dando anche alcuni frutti: JustEat infatti ha annunciato che i riders diventeranno lavoratori dipendenti, assunti regolarmente dall’azienda. Una sentenza che spiazza soprattutto se confrontata con quella del Tribunale di Palermo che, al contrario, aveva definito "lavoratori dipendenti" i rider. «Accogliamo con favore la decisione del tribunale - ha detto Matteo Sarzana, country manager di Deliveroo Italia - che permette l’applicazione del Ccnl Rider e le ulteriori misure migliorative che Deliveroo ha previsto per i rider».

Ma la Cgil non ci sta ancora. «L’ordinanza lascia diverse perplessità ma sicuramente non afferma quanto dichiarato dall’azienda. Il Giudice infatti rigetta il nostro ricorso in quanto ritiene che lo strumento processuale non possa essere utilizzato per l’impossibilità di effettuare approfondimenti istruttori sulla natura dei rapporti dei riders».

«L’ordinanza - prosegue il sindacato - non legittima il modello di Deliveroo, non entra nel merito della qualificazione dei rapporti di lavoro, non si esprime sulla “qualità” dell’accordo sottoscritto da Assodelivery e Ugl né entra nel merito del comportamento antisindacale».

Una partita ancora aperta
Insomma, la partita è ancora aperta, la jungla di contratti, accordi, sentenze è sempre più fitta e non fa che aggiungere punti di domanda e perplessità su un sistema che potenzialmente potrebbe salvare la vita di molti ristoranti e gettare le basi per il futuro. Basti pensare che solo un mese fa il Tribunale di Bologna aveva invece condannato Deliveroo al risarcimento di 50mila euro perchè l'alogritmo con il quale la piattaforma assegnava gli incarichi ai rider era scorretto.

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