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Contagi in vacanza, gli albergatori:
Non possiamo essere responsabili

Contagi in vacanza, gli albergatori: 
Non possiamo essere responsabili
Contagi in vacanza, gli albergatori: Non possiamo essere responsabili
Pubblicato il 11 maggio 2020 | 14:46

Il tema dei possibili contenziosi da parte dei clienti contagiati è delicato. Federalberghi ha chiesto una norma per sollevare le strutture da ogni evenutale responsabilità, ma mancano le risposte.

Un cliente che si rivale contro l’albergo dov’è stato in vacanza dopo essere stato contagiato dal Covid-19. È questa una delle preoccupazioni più grandi degli albergatori italiani che sperano in una riapertura rapida delle loro strutture e in una stagione turistica per quanto possibile soddisfacente. Il tema della responsabilità degli albergatori (così come quella dei ristoratori e dei titolari di bar e altri locali) è molto delicato ed è una delle questioni ancora aperte, a tre settimane dall’auspicata riapertura delle attività.

Personale alberghiero in camera con guanti e mascherina - Contagi in vacanza, gli albergatori: Non possiamo essere responsabili
Personale alberghiero in camera con guanti e mascherina

Per questo l’intera categoria sta chiedendo al Governo una risposta chiara e soprattutto definitiva: c’è la necessità di sollevare gli albergatori da una responsabilità che, seppure tutta da provare, potrebbe creare non pochi problemi a una categoria di lavoratori già in ginocchio a causa della chiusura prolungata delle loro attività.

In attesa dei protocolli Inail che ad oggi non sono ancora disponibili, Federalberghi, che nelle scorse settimane ha già presentato la sua proposta per quel che riguarda le disposizioni sanitarie, ha chiesto specificatamente una norma per evitare richieste di risarcimento in caso di contagio da parte dei clienti degli alberghi. Domande, rassicurazioni, che al momento sono però rimaste lettera morta.  

«Continuiamo a non avere certezza – spiega Alberto Maschio, presidente di Federalberghi Jesolo – Nonostante i vari e ripetuti appelli, non sappiamo come organizzarci. A parole è stato spiegato che la volontà è quella di fare una norma specifica per evitare cause e contenziosi, ma è ovvio che serve un atto ufficiale. E il prima possibile, come servono indicazioni chiare anche per come sarà necessario organizzare le nostre strutture. Le nostre richieste sono sempre le stesse, continueremo a ripeterle finché non ci saranno date delle risposte».

La questione, sollevata anche in Romagna, riguarda tutta Italia: una soluzione potrebbe essere rappresentata dal Documento di valutazione dei rischi, obbligatorio per ogni struttura, nel quale si aggiungeranno nuove disposizioni contro il coronavirus, che potrebbero sollevare gli albergatori da qualsiasi responsabilità, nel caso in cui questi ultimi dimostrino di aver osservato le regole in maniera rigorosa e puntuale. In caso contrario, associazioni di categoria di categoria ed enti locali si dicono pronti a fare soli.

Nel settore della ristorazione un problema analogo è stato sollevato anche dalla Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, in particolare per quel che riguarda la responsabilità dei ristoratori nel caso in cui ad essere contagiato fosse un dipendente. Anche in questo caso, l’associazione di categoria ha chiesto un intervento dell’Esecutivo affinché sia approvata una norma precisa in grado di sgomberare il campo da qualsiasi eventuale problema, ma ad oggi le risposte mancano a tutte le latitudini.

© Riproduzione riservata


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Alberto Lupini


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