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#pizzaUnesco, Pecoraro Scanio a Napoli:
«Puntiamo a 2 milioni di firme»

#pizzaUnesco, Pecoraro Scanio a Napoli: 
«Puntiamo a 2 milioni di firme»
#pizzaUnesco, Pecoraro Scanio a Napoli: «Puntiamo a 2 milioni di firme»
Pubblicato il 08 settembre 2016 | 18:33

La candidatura della pizza a Patrimonio dell’umanità Unesco è stata al centro dell’incontro al Napoli Pizza Village, moderato da Alfonso Pecoraro Scanio, che ha coinvolto i rappresentati di tre Ministeri

Non poteva che esserci la candidatura #pizzaUnesco, ovvero l’antica arte dei pizzaiuoli napoletani fra i patrimoni mondiali dell’umanità, al centro dell’incontro con i rappresentanti di tre Ministeri che ha aperto gli appuntamenti del Napoli Pizza Village. Moderati dal direttore di Fanpage Francesco Piccinini, con Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dalla Fondazione UniVerde e promotore di #pizzaunesco, nell’area Ospitality del Npv sono intervenuti  il presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo, il direttore generale della Farnesina Vincenzo De Luca, Luca Bianchi del ministero Politiche agricole, Pier Luigi Petrillo, curatore del dossier sulla candidatura #pizzaunesco, l’editore di Napoli Canale 21 Paolo Torino.



Su tutto, il sottofondo musicale dal vivo dei maestri dell’Accademia mandolinistica napoletana, a sottolineare il successo di quel connubio fra pizza e mandolino lanciato il 6 nell’incontro di apertura ed assurto ormai ad archetipo della cultura tradizionale partenopea. E che la sfida verso novembre 2017, quando l’Unesco dovrà decidere sulla candidatura, rappresenti ormai un obiettivo condiviso per l’intero Paese, è stato sottolineato a più riprese da tutti i rappresentanti dei ministeri. A cominciare dal direttore generale degli Esteri Vincenzo De Luca, che ha personalmente seguito per conto del governo italiano la candidatura #pizzaunesco presso l’Onu e l’Unesco.

«Esistevano altre candidature qualificate - ha ricordato De Luca - che certamente troveranno spazio nelle prossime edizioni, ma quella sull’arte dei pizzaiuoli è andata a coniugarsi con gli obiettivi di Expo di Milano 2015, tutto dedicato alle eccellenze alimentari. Esiste un grande sforzo del nostro governo per la valorizzazione dell’italian food in ogni Paese testimoniato dalla imminente apertura della Settimana della cucina italiana nel mondo, in cui proprio la Pizza avrà naturalmente un posto centrale, perché è già il piatto italiano più famoso nel mondo».

Una settimana di grandi eventi da un capo all’altro del pianeta, quella che si terrà dal 21 al 27 novembre prossimi e vedrà in campo oltre 1.380 eventi, sul modello di quanto già sperimentato con successo alle recenti Olimpiadi di Rio. «Perché esiste l’impegno di tutta la rete delle 130 ambasciate italiane - ha detto ancora De Luca - per promuovere attraverso il cibo il vivere all’italiana, come emblema della cultura e dell’identità del nostro Paese».

Unanime il ringraziamento espresso pubblicamente alla Fondazione UniVerde e ad Alfonso Pecoraro Scanio per l’intuizione della candidatura, lanciata proprio al Napoli Pizza Village due anni fa ed ora coronata da oltre un milione e duecentomila firme, alcune delle quali raccolte proprio durante i giochi olimpici di Rio. «Ora, con le grandi opportunità aperte dalla settimana della cucina italiana nel mondo - ha annunciato Pecoraro Scanio - possiamo dire che puntiamo a due milioni di firme».



Già, perché questa, come ha ricordato Pier Luigi Petrillo, curatore della petizione #pizzaunesco, «è la prima petizione che riceve un sostegno popolare così ampio ed entusiasta, ed è stato proprio il grande coinvolgimento popolare uno dei fattori chiave per promuovere questa candidatura presso l’Unesco».

Senza contare il fatto che, come sottolineato da Luca Bianchi del Ministero per le Politiche Agricole, «è la prima volta che una candidatura Unesco vede lo sforzo congiunto e la partecipazione di ben tre ministeri: Politiche agricole, Beni culturali ed Esteri».

«Il Governo italiano - ha aggiunto Bianchi - sta seguendo con grande interesse questa candidatura, che ci vede tutti impegnati, anche perché le eccellenze agroalimentari italiane sono da sempre bersaglio di contraffazione e il nostro sforzo, anche con #pizzaunesco, è quello di affermare il valore e l’unicità dei nostri prodotti, in quanto frutto della nostra cultura e della nostra identità».

Analoghe, orgogliose rivendicazioni quelle di Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, l’organizzazione in prima fila per la raccolta firme ed il sostegno alla candidatura, «perché la pizza non è solo il prodotto italiano più consumato al mondo, ma anche il più falsificato, invece si tratta di una eccellenza tutta italiana realizzata grazie ai valori dei nostri prodotti agricoli e culturali, che non potranno mai essere falsificabili».

Perché il cuore, il saper fare e la memoria degli artigiani italiani rappresentano al meglio ciò che distingue e fa emergere l’Italia. Questo ha tenuto a sottolinearlo Franco Manna, titolare delle catene Rossopomodoro, il quale ha ricordato come il meglio dell’italian style, dal food al fashion, fino ai mobili e alla stessa Ferrari, sia frutto dell’ingegno e della tenacia di artigiani italiani.

Un Leitmotiv, quello sull’identità culturale italiana e partenopea espressa nell’antica arte dei pizzaiuoli, ripreso anche nel suo intervento da Paolo Torino, editore dell’emittente tv Napoli Canale 21 che ha trasmesso in diretta i più significativi momenti dell’evento di ieri sera. «Stasera sono felice - ha dichiarato il presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti in conclusione dell’incontro - perché per troppi anni l’immagine di Napoli e dell’Italia era accostata ad eventi negativi ed oggi, grazie anche alla candidatura #pizzaunesco, questa immagine è stata ribaltata, portando sui palcoscenici delle eccellenze mondiali un prodotto simbolo della cultura e della tradizione italiana e di Napoli, come la pizza».

Terminato l’incontro la delegazione si è spostata allo stand #pizzaunesco, dove è stato presentato il volume fresco di stampa #pizzaunesco Orgoglio Italiano nel mondo (Aracne Edizioni, stampa Union Printing). Curato da Massimo Boddi, giornalista della Fondazione Univerde, il libro ripercorre per testi ed immagini la lunga cavalcata che ha portato la candidatura #pizzaunesco, lanciata nel 2014, fino all’attuale traguardo di 1 milione e 200mila firme. Mentre da oggi si punta già alla sfida dei 2 milioni, aspettando il novembre 2017, quando - è stato l’auspicio unanime ieri sera - a Parigi si festeggerà l’attribuzione Unesco dello storico riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità all’antica arte dei pizzaiuoli napoletani.

All'inaugurazione dello stand anche lo Chef Massimo Biale, Ambasciatore della campagna mondiale #pizzaUnesco a Rio 2016, e il campione olimpionico Marco Di Costanzo, medaglia di bronzo nel 2 senza maschile di canottaggio, tra i sostenitori della petizione.

Per informazioni: www.pizzanelmondo.org

© Riproduzione riservata

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