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Dalla montagna

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Favò di Ozein, ricetta della tradizione valdostana

Nato nel villaggio di Ozein, questo piatto povero ma generoso unisce ingredienti tipici della cucina d’alpeggio: le fave, la Fontina DOP, emblema della produzione casearia valdostana, il burro e il pane nero

Tipologia Cucina: Regionale italiana
Categoria: Primo piatto
Difficoltà: Bassa
Costo: Basso
Tempo di preparazione: 35 minuti
Calorie: 880 kcal
24 ottobre 2025 alle ore 10:30

Tra i piatti più autentici e identitari della Valle d’Aosta, il Favò racconta la storia di un territorio montano dove semplicità e sostanza si fondono in un’unica tradizione di gusto. Nato nel piccolo villaggio di Ozein, questo piatto povero ma generoso unisce ingredienti tipici della cucina d’alpeggio: le fave, simbolo di primavera e di lavoro nei campi; la Fontina DOP, emblema della produzione casearia valdostana; il burro profumato e il pane nero, protagonisti immancabili delle tavole di montagna.

Preparazione

1

Tuffate le fave in abbondante acqua salata in ebollizione; dopo 3-4 minuti aggiungete i ditalini e portateli a cottura mescolando di tanto in tanto.

2

Mentre cuoce la pasta private la Fontina della crosta e tagliatela a cubetti di 1 cm; tagliate finemente l’erba cipollina e sbriciolate grossolanamente il pane nero. Poco prima del termine di cottura della pasta fate fondere il burro in una larga padella antiaderente e fatevi soffriggere l’erba cipollina e il pane finché risulterà croccante e dorato.

3

Scolate pasta e fave, trasferitele in una grossa ciotola e mescolatele con la Fontina a cubetti.

4

Condite la pasta con il burro e il pane dorato, rimettete tutto in padella, spolverizzate con una macinata di pepe; mantecate per qualche istante sul fuoco e servite subito.

Il risultato è una preparazione rustica e avvolgente, capace di trasmettere il calore delle case in pietra e la genuinità delle valli alpine. Un piatto di tradizione contadina che oggi viene riscoperto anche nelle cucine gourmet, abbinato a un calice di Müller Thurgau, per esaltare i profumi delicati delle fave e la cremosità della Fontina.

 
 
 

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Alberto Lupini

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