Ncancarancà (che significa “mettere un punto”: un’espressione che allude alla necessità di accontentarsi di ciò che era disponibile in casa, trasformando ingredienti essenziali in un pasto completo e appaganti): una antica zuppa a base di pomodoro e formaggio, frequentea nelle case dei pescatori di Sciacca, in provincia di Agrigento; un piatto povero ma ricco di gusto, un’autentica dimostrazione dell’arte di arrangiarsi di una volta.
Preparazione
Tagliate a fettine i 600 gr di caciocavallo o provola fresca (ma a temperatura ambiente)
Sbucciate, lavate e affettate sottilmente (preferibilmente con una mandolina) tre di cipolle ramate medie
In un tegame, scaldate circa 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e fate imbiondire le cipolle a fiamma media, quindi aggiungete 400 gr passata di pomodoro, un ciuffo di il prezzemolo tritato e sale
A questo punto aggiungete 200 gr di acqua e il formaggio già tagliato, per proseguire la cottura a fuoco lentissimo, mescolando spesso fino a quando il formaggio si amalgama completamente al pomodoro e il colore diventa più chiaro, quasi rosato, segno che la zuppa ha raggiunto la sua consistenza caratteristica
La Ncancarancà si serve calda, completata con una spolverata di pepe nero macinato fresco o peperoncino, secondo il gusto personale
Tradizionalmente viene accompagnata da pane casereccio abbrustolito, elemento essenziale per raccogliere la crema e prolungare il piacere del piatto.