Menu Apri login

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
sabato 07 febbraio 2026  | aggiornato alle 12:02 | 117276 articoli pubblicati

Ziti tagliati alla Genovese: il grande classico delle domeniche napoletane

Ziti tagliati alla genovese: cipolle di Montoro e carne di scottona cotte lentamente per ore fino a diventare una crema intensa e profumata. Un grande classico della tradizione napoletana, ricco e avvolgente

Tipologia Cucina: Tradizionale Campana
Categoria: Primo piatto
Difficoltà: Media
Costo: Medio
Tempo di preparazione: 350 minuti
Calorie: 620 kcal

02 febbraio 2026 | 10:30
Ziti tagliati alla Genovese: il grande classico delle domeniche napoletane
Ziti tagliati alla Genovese: il grande classico delle domeniche napoletane

Ziti tagliati alla Genovese: il grande classico delle domeniche napoletane

Ziti tagliati alla genovese: cipolle di Montoro e carne di scottona cotte lentamente per ore fino a diventare una crema intensa e profumata. Un grande classico della tradizione napoletana, ricco e avvolgente

Tipologia Cucina: Tradizionale Campana
Categoria: Primo piatto
Difficoltà: Media
Costo: Medio
Tempo di preparazione: 350 minuti
Calorie: 620 kcal
02 febbraio 2026 | 10:30
 
di Luigi Iamunno
La Casereccia - Casoria (Na)
Ingredienti
Dosi per:
  • Cipolle di Montoro
    1000 g
  • Carne bovina di muscolo scottona
    300 g
  • Carota
    100 g
  • Olio evo
    35 g
  • Sale fino
    15 g
  • Foglia di alloro
    1 n
  • Basilico fresco
    qb
  • Parmigiano Reggiano Dop oltre 40 mesi
    qb
  • Pecorino Romano Dop
    qb
  • Pepe nero macinato fresco
    qb
Per dell'Emilia Romagna
Alaska Sea Food
Sana

Horeca Expoforum
Salomon
TuttoFood

Le candele/gli ziti spezzati alla genovese non hanno bisogno di presentazioni. Piatto simbolo partenopeo delle tavole domenicali e festive, essendo un piatto dalla lunga e lenta preparazione. Nata probabilmente nel XV sec, l’origine del nome è dibattuta: o dai marinai genovesi nel porto di Napoli o da un cuoco soprannominato "'O Genovese".

Preparazione
1
Affetta le cipolle molto sottilmente, con calma e precisione, perché una fetta fine permette alle cipolle di sciogliersi in cottura e diventare la vera salsa della genovese.
2
In una casseruola ampia e dal fondo spesso versa un filo abbondante di olio extravergine e fai rosolare la carne intera o in grossi pezzi a fuoco medio, girandola su tutti i lati finché prende un colore uniforme e profondo, quindi sala leggermente.
3
Se lo desideri, sfuma con vino bianco e lascialo evaporare completamente, aspettando che non resti più alcun sentore alcolico prima di proseguire.
4
Aggiungi tutte le cipolle in una sola volta, mescola per distribuirle bene intorno alla carne, abbassa subito la fiamma al minimo e copri con un coperchio lasciato leggermente socchiuso.
5
Lascia cuocere molto lentamente per almeno tre o quattro ore, anche cinque se hai tempo, facendo attenzione che la preparazione non frigga mai ma sobbolla appena, mescolando di tanto in tanto soprattutto sul fondo.
6
Durante la cottura le cipolle rilasceranno gradualmente la loro acqua, si ammorbidiranno e si trasformeranno in una crema scura e profumata; se dovesse asciugare troppo, aggiungi solo pochissima acqua calda, quanto basta per mantenere l’umidità.
7
A metà cottura regola il sale e continua la cottura fino a quando la carne risulterà tenerissima e le cipolle completamente disfatte, con un colore bruno intenso.
8
A fuoco spento lascia riposare la genovese coperta per almeno venti o trenta minuti, perché il riposo finale è fondamentale per far legare i sapori e ottenere la consistenza tipica, densa e avvolgente, della genovese napoletana.
9
A questo punto salta la pasta con il sugo per la parte finale, mantecando con un mestolo di acqua di cottura e servendo con abbondante parmigiano e pecorino.

Al centro della ricetta c’è la pasta IGP di Gragnano prodotta da ‘28 Pastai’, un pastificio artigianale di Gragnano che unisce la tradizione centenaria e la tecnologia, dando vita alla prima pasta IGP tracciata in blockchain e certificata Zero Pesticidi e glifosato. Frutto di due anni di ricerca guidata dall’AD Elena Elefante, la pasta nasce da una miscela esclusiva certificata di cinque grani duri italiani, per garantire qualità, salubrità e gusto. Realizzata con trafile in bronzo ed essiccazione lenta, è pensata per soddisfare sia i consumatori più esigenti che i professionisti della ristorazione. Una pasta buona, sana e sostenibile, anche nella confezione, infatti il pack è in carta e bioplastica, 100% riciclabile e riutilizzabile. Ogni formato ha un nome, una storia e un’anima: un omaggio ai volti e alle vicende dei 28 pastai che un tempo animavano i mulini della Valle di Gragnano.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Per dell'Emilia Romagna
Alaska Sea Food
Sana
Horeca Expoforum