Dopo la tragedia nella discoteca di Crans-Montana, in Svizzera, con 40 morti (di cui sei italiani) e 116 feriti (molti dei quali minorenni), numerosi locali italiani hanno scelto di eliminare per precauzione le candele pirotecniche (ritenute responsabili dell’innesco dell’incendio che ha poi devastato il Le Constellation). Ora, però, l’attenzione si sposta anche su un altro fronte: quello della salute legata all’uso alimentare di questi accessori, spesso impiegati non solo su champagne e superalcolici in bar e discoteche di tutto il mondo, ma anche su torte e dolci destinati a feste di compleanno e ricorrenze.

Oltre al rischio incendi, le candele pirotecniche pongono interrogativi anche sulla salute e sull’uso alimentare
Una composizione chimica tutt’altro che innocua
Infatti, dietro l’effetto scenografico si nasconde una composizione chimica tutt’altro che banale, fatta di elementi come alluminio, ferro e magnesio. Sostanze che, combinate tra loro, permettono di ottenere fontane luminose, scintille e scoppiettii, ma che allo stesso tempo sollevano interrogativi sul loro potenziale impatto (pericoloso) sulla salute. Un tema approfondito da uno studio condotto dal Laboratorio di fluidodinamica sperimentale dell’Università Niccolò Cusano, nell’ambito del progetto di ricerca Davenpros, finanziato dalla Regione Lazio e guidato dal professor Tiziano Pagliaroli.
Dall’aerospazio alle torte di compleanno
La composizione, spiegano i ricercatori, presenta infatti alcune analogie con i propulsori a razzo. In entrambi i casi, l’effetto visivo è generato dall’ossidazione di minuscole particelle metalliche che, una volta espulse, producono luce, calore e scintille. Proprio questa somiglianza ha spinto il gruppo di ricerca ad applicare una tecnologia sviluppata per il settore aerospaziale a un contesto molto più quotidiano. Grazie a un sensore progettato per misurare la velocità di espulsione delle particelle di ossido di alluminio nei razzi che portano i satelliti in orbita, i ricercatori sono riusciti a raccogliere dati precisi anche sulle candeline pirotecniche.
Particelle, ricaduta e interrogativi sulla salute
I risultati parlano di velocità comprese tra i 20 e gli 80 metri al secondo, sufficienti per effettuare calcoli balistici e stimare il raggio d’azione delle particelle. Ed è qui che emerge l’aspetto più delicato. Le simulazioni indicano che queste particelle possono facilmente ricadere su superfici relativamente ampie, come quella di una torta. Un dettaglio tutt’altro che secondario, considerando che si tratta di polveri metalliche generate durante la combustione e potenzialmente destinate a depositarsi su alimenti pronti per essere consumati.

Le particelle metalliche possono depositarsi sugli alimenti durante la combustione
Una dinamica che apre così interrogativi legittimi su un’abitudine ormai normalizzata, soprattutto in contesti domestici e festivi, dove l’attenzione alla sicurezza tende ad abbassarsi. Se nel mondo dell’intrattenimento notturno la tragedia di Crans-Montana ha già innescato una riflessione sulle pratiche sceniche, l’ambito alimentare resta ancora poco esplorato (nonché pericoloso). Eppure, quando si parla di cibi destinati al consumo immediato, anche gesti considerati innocui meritano una valutazione più consapevole.