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Endometriosi e alimentazione: cosa portare in tavola per stare meglio

Patologia cronica in cui tessuto simile all’endometrio cresce fuori dall’utero, l’endometriosi provoca dolore e infiammazione. L’alimentazione può agire su questi processi, sostenendo intestino, ormoni e qualità di vita

 
09 gennaio 2026 | 07:30

Endometriosi e alimentazione: cosa portare in tavola per stare meglio

Patologia cronica in cui tessuto simile all’endometrio cresce fuori dall’utero, l’endometriosi provoca dolore e infiammazione. L’alimentazione può agire su questi processi, sostenendo intestino, ormoni e qualità di vita

09 gennaio 2026 | 07:30
 

Un’alimentazione sana, corretta e bilanciata è uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione e nella gestione di molte patologie croniche. Tra queste rientra anche l’endometriosi, una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, responsabile di infiammazione cronica e dolore, che interessa milioni di donne in età fertile.

Endometriosi e alimentazione: cosa portare in tavola per stare meglio

Endometriosi e alimentazione: cosa sapere

Cos’è l’endometriosi e perché incide sulla qualità di vita

Come detto, l’endometriosi è una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Questo tessuto “ectopico” risponde agli stimoli ormonali del ciclo mestruale, generando infiammazione cronica e dolore. Le sedi più frequenti sono l’area pelvica e addominale, con possibili ripercussioni anche sull’intestino. I sintomi possono essere molteplici e variabili: dolore durante le mestruazioni o i rapporti sessuali, dolore pelvico persistente, gonfiore addominale, disturbi intestinali simili alla sindrome dell’intestino irritabile, stanchezza cronica, stitichezza, nausea e cefalea. In molti casi questi disturbi compaiono già dai primi cicli mestruali e possono accompagnare la donna fino alla menopausa, diventando nel tempo una presenza costante nella vita quotidiana. Per questo motivo, una diagnosi precoce e un approccio terapeutico mirato sono fondamentali. Accanto alle terapie mediche, lo stile di vita - e in particolare l’alimentazione - gioca un ruolo chiave nel contenimento dei sintomi.

Alimentazione ed endometriosi: un’alleanza possibile

Secondo la dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista presso Humanitas Mater Domini e Humanitas Medical Care di Monza e Arese, adottare un regime alimentare a prevalente azione antinfiammatoria può contribuire in modo concreto a ridurre dolore e infiammazione, migliorando sensibilmente la qualità di vita. Un primo obiettivo è aumentare l’apporto di fibre: un incremento del 20-30% del loro consumo quotidiano favorisce la regolarità intestinale e aiuta a ridurre i livelli di estrogeni circolanti nel sangue, con un minor impatto sui tessuti estrogeno-dipendenti, come quelli coinvolti nell’endometriosi. Altro elemento centrale è l’apporto di Omega 3, presenti soprattutto nel pesce azzurro. Questi acidi grassi essenziali favoriscono la produzione della prostaglandina PGE1, una molecola con effetto antinfiammatorio, utile nel contrastare l’infiammazione addominale associata alla patologia.

Gli alimenti consigliati

In presenza di endometriosi, è consigliabile privilegiare alimenti semplici, poco trasformati e ricchi di nutrienti funzionali. Tra quelli più indicati troviamo:

  • cereali integrali come riso integrale
  • pasta a base di legumi (ceci, lenticchie, piselli)
  • gnocchi di patate con farina integrale
  • verdura e frutta di stagione
  • pesce azzurro, salmone, trota, orata, branzino, molluschi e crostacei
  • carne bianca
  • uova
  • legumi
  • frutta secca (noci, mandorle, anacardi)
  • semi oleosi (chia, lino, girasole, zucca, sesamo)
  • olio extravergine di oliva

Questi alimenti contribuiscono a modulare l’infiammazione, sostenere la digestione e mantenere un buon equilibrio ormonale.

Cosa limitare o evitare

Al contrario, alcuni cibi possono favorire l’infiammazione o interferire con l’equilibrio ormonale e andrebbero quindi evitati o fortemente limitati:

  • prodotti industriali e ultraprocessati
  • carne rossa
  • salumi e insaccati
  • peperoncino
  • alcolici e bevande gassate o zuccherate
  • caffeina
  • farine raffinate (tipo “00”) e prodotti da forno industriali
  • formaggi freschi contenenti lattosio
  • zucchero
  • soia, avena e segale, per il loro contenuto di fitoestrogeni o estrogeni

Formaggi stagionati, ricotta e yogurt naturale possono essere consumati, ma con moderazione e valutando la tollerabilità individuale.

L’importanza dell’attività fisica

Accanto alla tavola, anche il movimento ha un ruolo determinante nella gestione dell’endometriosi. Un’attività fisica regolare, calibrata sulle condizioni della persona e seguita da professionisti, favorisce il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori con effetto antidolorifico naturale. Lo sport contribuisce inoltre a ridurre i livelli di estrogeni circolanti e a migliorare la salute ossea, offrendo un supporto concreto nel controllo dei sintomi. Alimentazione e attività fisica, insieme, rappresentano quindi un binomio prezioso per affrontare l’endometriosi in modo più consapevole e sostenibile, giorno dopo giorno.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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