Tra i rimedi naturali più conosciuti per favorire il rilassamento, la valeriana trova spazio anche nell’universo del benessere legato all’alimentazione e alle tisane funzionali. Utilizzata soprattutto nei momenti di stress o difficoltà ad addormentarsi, questa pianta officinale è apprezzata per la capacità di ridurre i tempi di addormentamento e migliorare la qualità del sonno.

Valeriana, l’erba del riposo: proprietà, usi e attenzioni a tavola
Cos’è la valeriana e perché viene utilizzata
La valeriana è il nome comune della Valeriana officinalis, una pianta di cui si impiegano rizoma e radici essiccati, utilizzati sotto forma di estratti, infusi o tinture. Tradizionalmente viene impiegata nel trattamento di disturbi legati alla sfera nervosa, come agitazione e tensione. L’effetto rilassante è legato alla presenza di specifici composti che agiscono sul sistema nervoso, modulando l’attività del GABA, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’eccitabilità neuronale. In questo modo la valeriana contribuisce a favorire uno stato di calma e distensione. Nel consumo quotidiano la valeriana è disponibile in diverse formulazioni: compresse, caramelle funzionali, tisane e tinture. Nell’ambito food e benessere, la forma più diffusa resta l’infuso serale, spesso inserito in miscele con altre erbe rilassanti come melissa o passiflora.
Non solo sonno: l’azione digestiva meno conosciuta
Oltre all’impiego più diffuso come sedativo naturale, la valeriana può svolgere anche una funzione carminativa, aiutando a ridurre la formazione di gas intestinali o facilitandone l’eliminazione. Questa azione è attribuita alla presenza di terpeni e flavonoidi, sostanze che esercitano un effetto distensivo sulla muscolatura dell’apparato digerente, contribuendo ad alleviare crampi e fastidi addominali. Si tratta tuttavia di un utilizzo meno frequente rispetto a quello legato al riposo.
Possibili effetti indesiderati e precauzioni
Nonostante presenti una bassa tossicità acuta, un uso eccessivo o prolungato può provocare effetti indesiderati, tra cui emicrania, insonnia paradossa, irritabilità, rallentamento del battito cardiaco e aumento della pressione. L’assunzione è sconsigliata in gravidanza e durante l’allattamento e non è indicata per i bambini sotto i sei anni. Occorre inoltre evitare l’associazione con farmaci sedativi, come i barbiturici, per il rischio di un effetto depressivo eccessivo sul sistema nervoso.