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martedì 17 marzo 2026  | aggiornato alle 15:22 | 118033 articoli pubblicati

Boom di integratori: nel 2025 utilizzati da oltre 35 milioni di italiani

L’85% degli intervistati da AstraRicerche ha dichiarato di aver fatto uso di integratori alimentari nell’ultimo anno (uno su tre li ha assunti ogni mese). Il 65% si è affidato a medici e farmacisti per orientarsi. Nonostante la diffusione, però, persistono dubbi su funzioni, modalità d’uso e reali benefici, fra convinzioni corrette e informazioni ancora poco chiare

17 marzo 2026 | 13:00
Integratori, boom in Italia: nel 2025 utilizzati da oltre 35 milioni di persone
Integratori, boom in Italia: nel 2025 utilizzati da oltre 35 milioni di persone

Boom di integratori: nel 2025 utilizzati da oltre 35 milioni di italiani

L’85% degli intervistati da AstraRicerche ha dichiarato di aver fatto uso di integratori alimentari nell’ultimo anno (uno su tre li ha assunti ogni mese). Il 65% si è affidato a medici e farmacisti per orientarsi. Nonostante la diffusione, però, persistono dubbi su funzioni, modalità d’uso e reali benefici, fra convinzioni corrette e informazioni ancora poco chiare

17 marzo 2026 | 13:00
 

Sono oltre 35 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno utilizzato integratori alimentari (per un mercato complessivo da oltre 5 miliardi di euro di fatturato). Un dato che segnala un cambiamento concreto nelle abitudini, inserito in un contesto di maggiore attenzione al benessere. Riposo e relax (60%), alimentazione equilibrata (52%) e attività fisica (51%) restano le basi, mentre gli integratori si collocano come supporto, utilizzati con continuità dal 38% della popolazione.

Un’abitudine sempre più diffusa

E proprio la continuità è uno degli elementi che emergono con più chiarezza. Se infatti l’85% degli italiani dichiara di aver fatto uso di integratori almeno una volta nell’ultimo anno, è altrettanto rilevante osservare - appunto - come una persona su tre li assuma ogni mese, trasformandoli di fatto in una componente stabile della propria routine. Una quota più contenuta, pari al 17%, li utilizza invece solo in presenza di esigenze specifiche, mentre resta minoritaria la fascia di chi non li ha mai presi, ferma al 15%. Colpisce poi il giudizio complessivo: quasi otto italiani su dieci riconoscono un miglioramento del proprio benessere grazie all’uso di questi prodotti. D’altra parte, i dati dell’indagineItaliani e Integratori alimentari”, realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, restituiscono l’immagine di un consumo sempre più consapevole, almeno nelle intenzioni.

Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute
Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute

«Come emerge dalla ricerca, gli italiani mostrano una crescente fiducia verso gli integratori alimentari - ha commentato Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute. Non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di un utilizzo fatto con frequenza e metodo, basato sulla percezione di un reale giovamento per il benessere fisiologico e il miglioramento della qualità della vita. Il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere. Gli italiani hanno compreso che l'integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva. Il nostro impegno come associazione è da un lato continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni per garantire prodotti sempre più efficaci e specifici; dall'altro, promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni che ancora ci sono».

Dove si acquistano e a chi si chiede consiglio

Se si guarda poi alle modalità di acquisto, emerge con chiarezza quanto il tema della fiducia resti centrale. La farmacia, infatti, continua a essere il punto di riferimento per il 61% degli italiani, grazie a quella percezione di sicurezza e competenza che difficilmente altri canali riescono a garantire. Subito dopo si colloca l’online, scelto dal 33% dei consumatori, mentre la grande distribuzione si ferma al 21,5%. Una gerarchia che racconta molto anche del bisogno di orientamento: per due utilizzatori su tre, pari al 65%, il consiglio su quale integratore assumere arriva da medici e farmacisti. Eppure, accanto a questo dato, resiste una quota non trascurabile - il 34% - che si affida al fai da te, con tutti i limiti e i rischi che questa scelta comporta. Allargando lo sguardo alle fonti di informazione, il quadro si fa ancora più interessante. Da un lato, i professionisti della salute restano il riferimento principale, con il 41% degli italiani che si affida ai medici e il 40% ai farmacisti; dall’altro, però, cresce il peso dei canali digitali, soprattutto tra i più giovani. La ricerca su Google coinvolge il 22% degli intervistati, mentre i siti dei produttori raggiungono il 12,5%.

Il 22% degli italiani si informa sugli integratori online
Il 22% degli italiani si informa sugli integratori online

Restano invece marginali i social network, fermi all’8%, e gli influencer, che incidono solo per il 5%. «Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità - ha aggiunto Scarpa. Occorre continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve conoscere la biochimica dell'integratore, essere in grado di spiegare il concetto di biodisponibilità e suggerire il momento migliore della giornata per l'assunzione di un integratore: solo così si combatte la disinformazione, anche del web».

Tra consapevolezza e confusione

E tuttavia, proprio sul piano della conoscenza, emergono alcune contraddizioni. Se è vero che molti italiani associano correttamente gli integratori al mantenimento del benessere generale - il 42% li considera utili per sostenere la salute, il 34% per aumentare l’energia e il 33% per rafforzare il sistema immunitario - è altrettanto evidente che persistono dubbi e convinzioni errate. Solo il 40% sa che gli integratori non richiedono prescrizione medica, mentre il 51% è convinto del contrario almeno per alcune tipologie. A questo si aggiunge una certa confusione alimentata da luoghi comuni duri a morire: c’è chi li considera una sorta di cura, chi li equipara ai farmaci, chi li liquida come inutili e chi, al contrario, li vede come soluzioni miracolose.

A cosa servono davvero gli integratori

Detto ciò, vale quindi la pena fermarsi un attimo e cercare di rimettere ordine. Gli integratori alimentari, ricordiamo, nascono con una funzione precisa: fornire nutrienti - vitamine, minerali, aminoacidi o altre sostanze - quando l’organismo ne ha bisogno e l’alimentazione, per diverse ragioni, non riesce a coprirne il fabbisogno. In questo senso, il loro ruolo è quello di completare, non di sostituire. Possono contribuire a colmare carenze nutrizionali, sostenere alcune funzioni fisiologiche - dall’energia al sistema immunitario, fino al recupero muscolare - e accompagnare momenti particolari della vita, come periodi di stress, gravidanza o attività fisica intensa. Allo stesso tempo, diventano davvero rilevanti in contesti ben definiti. È il caso, per esempio, di diete restrittive o squilibrate, come quelle vegetariane o vegane, dove l’integrazione di vitamina B12 può essere necessaria, oppure di situazioni in cui il fabbisogno aumenta, come negli sportivi, negli anziani o nelle donne in gravidanza. Ancora più evidente è il loro utilizzo in presenza di carenze accertate - ferro o vitamina D su tutte - oppure durante fasi di recupero fisico e mentale.

Gli integratori servono a colmare carenze nutrizionali specifiche
Gli integratori servono a colmare carenze nutrizionali specifiche

Proprio qui, però, si inserisce un punto che spesso viene frainteso. Gli integratori non sono una scorciatoia per la salute. Non sostituiscono una dieta equilibrata, non curano malattie - se non in casi specifici e sotto indicazione medica - e non diventano automaticamente utili solo perché percepiti come “naturali”. L’idea che basti una compressa per compensare cattive abitudini alimentari è una semplificazione che rischia di portare fuori strada. E infatti, accanto ai benefici, esistono anche limiti e rischi che non vanno sottovalutati. Un uso scorretto può portare a eccessi, e alcune vitamine o minerali, se assunti in quantità elevate, possono avere effetti controproducenti. A questo si aggiungono possibili interazioni con farmaci e, più in generale, una percezione distorta del proprio stato di salute, che porta a “delegare” all’integratore ciò che dovrebbe essere costruito a tavola e nello stile di vita.

Quattro falsi miti da chiarire

Per chiudere, riproponiamo quattro convinzioni diffuse sugli integratori alimentari - spesso sbagliate o solo parzialmente corrette - e le precisazioni (in breve) del dottor Arrigo Cicero, direttore della scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione dell’Alma Mater, medico presso l’Unità operativa di Medicina interna cardiovascolare del Policlinico di Bologna, specialista in farmacologia clinica, esperto europeo di lipidologia e coordinatore del Comitato scientifico di VitaVi.

  • «Gli integratori alimentari non servono davvero, sono palliativi». Falso. Possono essere utili in momenti specifici della vita, come gravidanza, menopausa o età avanzata, oppure in presenza di carenze. La loro funzione è integrare ciò che manca, non sostituire una terapia. Se non c’è un bisogno reale, i benefici restano limitati.
  • «Grazie agli integratori si può mangiare senza troppe regole». Falso. Non compensano uno stile di vita scorretto. Possono aiutare a riequilibrare piccole carenze, ma non annullano gli effetti di una dieta disordinata, della sedentarietà o di altre abitudini poco sane.
  • «Uomini e donne possono assumere gli stessi integratori». Vero e falso. In alcune fasi della vita le esigenze cambiano, soprattutto per le donne - adolescenza, gravidanza, menopausa - mentre in altri momenti le necessità tornano simili e vanno valutate caso per caso.
  • «Gli integratori aiutano a contrastare l’invecchiamento». Vero. Alcune sostanze possono contribuire a rallentare processi legati allo stress ossidativo o intervenire su specifici parametri. Inoltre, con l’età aumentano le probabilità di carenze, che l’integrazione può aiutare a colmare.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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