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lunedì 13 aprile 2026  | aggiornato alle 13:35 | 118595 articoli pubblicati

Il consumo quotidiano di olio evo riduce del 23% il rischio di morte

Emerge dall’aggiornamento dello studio Moli-sani, condotto su oltre 23mila adulti italiani, che conferma il ruolo chiave dei grassi “buoni” dell’extravergine d’oliva nella prevenzione e nel mantenimento della salute

 
13 aprile 2026 | 11:46

Il consumo quotidiano di olio evo riduce del 23% il rischio di morte

Emerge dall’aggiornamento dello studio Moli-sani, condotto su oltre 23mila adulti italiani, che conferma il ruolo chiave dei grassi “buoni” dell’extravergine d’oliva nella prevenzione e nel mantenimento della salute

13 aprile 2026 | 11:46
 

Ogni giorno, un gesto semplice come l’uso dell’olio evo (extravergine di oliva) a tavola può incidere in modo concreto sulla salute: il consumo quotidiano è infatti associato a una riduzione del 23% del rischio di mortalità per tutte le cause. È quanto emerge dall’aggiornamento dello studio epidemiologico Moli-sani, condotto su oltre 23mila adulti italiani, che conferma il ruolo centrale dei grassi “buoni” nella prevenzione e nel mantenimento dello stato di salute.

Il consumo quotidiano di olio evo riduce del 23% il rischio di morte

Olio evo, un consumo quotidiano riduce del 23% il rischio di mortalità

Il dato rappresenta il punto di partenza di un nuovo approfondimento promosso da Aifo, l’Associazione italiana frantoi oeari che riunisce e rappresenta i frantoiani italiani. Il focus è dedicato alla qualità dei grassi nell’alimentazione e si inserisce nel solco delle iniziative già avviate nei giorni scorsi sul tema della salute cardiovascolare, in occasione della Giornata mondiale della salute.

Olio evo e grassi “buoni”: perché fanno la differenza per la salute

Non tutti i grassi hanno lo stesso impatto sull’organismo. L’olio extravergine di oliva si distingue per l’elevato contenuto di grassi monoinsaturi, in particolare l’acido oleico, che contribuisce al mantenimento dell’equilibrio lipidico e alla protezione del sistema cardiovascolare. Al contrario, un consumo eccessivo di grassi saturi è associato a effetti negativi sulla salute. Le evidenze scientifiche più recenti rafforzano questo quadro: l’acido oleico è in grado di migliorare la funzione endoteliale e di ridurre l’infiammazione sistemica, con ricadute positive sia in ambito cardiovascolare sia oncologico. Accanto alla componente lipidica, l’olio extravergine contiene una quota minoritaria ma determinante di composti bioattivi. Tra questi, l’oleocantale, noto per le sue proprietà antinfiammatorie naturali, l’idrossitirosolo, che protegge il colesterolo Ldl dall’ossidazione, e la vitamina E.

Il consumo quotidiano di olio evo riduce del 23% il rischio di morte

Olio evo, alleato quotidiano contro mortalità e malattie

È proprio la sinergia tra questi elementi e i grassi monoinsaturi a rendere l’evo un alimento unico dal punto di vista nutrizionale, distinguendolo dagli oli vegetali raffinati. Ulteriori studi evidenziano inoltre come un elevato apporto di grassi monoinsaturi sia associato alla riduzione del rischio di forme aggressive di tumore al seno, oltre a migliorare la risposta glicemica e la sensibilità all’insulina. Un insieme di effetti che rafforza il ruolo dell’olio extravergine di oliva anche nella prevenzione del diabete di tipo 2. In un contesto caratterizzato da un’offerta alimentare sempre più ampia e spesso poco trasparente, saper distinguere tra le diverse tipologie di grassi diventa un elemento chiave per orientare le scelte dei consumatori verso un’alimentazione equilibrata e consapevole.

Informazione e consapevolezza: il ruolo dell’olio evo nella dieta mediterranea

«Dopo aver evidenziato il legame tra olio extravergine e salute, è fondamentale aiutare i consumatori a comprendere perché questo alimento è così importante dal punto di vista nutrizionale - ha sottolineato il presidente di Aifo, Alberto Amoroso. Tutte le attività che stiamo portando avanti insieme ad Italia Olivicola nell’ambito del programma operativo previsto dal Regolamento (Ue) 2021/2115 vanno proprio in questa direzione: fornire informazioni chiare e basate su evidenze scientifiche, per favorire scelte alimentari consapevoli e orientate alla qualità».

Il consumo quotidiano di olio evo riduce del 23% il rischio di morte

Il presidente di Aifo, Alberto Amoroso

Il percorso di approfondimento proseguirà nelle prossime settimane con un focus dedicato al ruolo dell’olio extravergine di oliva all’interno della dieta mediterraneamodello alimentare riconosciuto a livello internazionale per i suoi effetti positivi sulla salute e sulla qualità della vita.

Olio evo sì, ma con equilibrio: quantità consigliate e limiti di consumo

Detto questo, però, è fondamentale ricordare che, come detto, si tratta pur sempre di un grasso e, come tale, va consumato con equilibrio. Le linee guida indicano una dose consigliata di 2-4 cucchiai al giorno (circa 20-40 ml), pari a un apporto energetico compreso tra 180 e 360 kcal, ma la quantità massima indicata può variare in base al fabbisogno individuale, allo stile di vita e alle condizioni metaboliche. Superare abitualmente queste soglie rischia di compromettere l’equilibrio complessivo della dieta, rendendo necessario un consumo consapevole e proporzionato.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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