Il consumo di caffè potrebbe avere un ruolo non solo nelle abitudini quotidiane, ma anche nell’equilibrio tra intestino e benessere psicologico. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Communications e coordinato da John Cryan della University College Cork, che ha analizzato gli effetti della bevanda sul microbiota intestinale e sulla percezione dello stress. Secondo i risultati, il caffè contribuirebbe ad aumentare la presenza di alcuni batteri considerati protettivi, con possibili ricadute positive sull’umore.

Il caffè ha un ruolo nell’equilibrio tra intestino e benessere psicologico
Lo studio: confronto tra consumatori e non consumatori
La ricerca ha coinvolto un gruppo ristretto di partecipanti, suddivisi tra consumatori abituali e non consumatori. Per due settimane, tutti si sono astenuti dal caffè, sottoponendosi a test psicologici e analisi biologiche. Durante questo periodo sono emerse differenze nei profili del microbiota intestinale, soprattutto nei soggetti che erano abituati a consumare la bevanda. Successivamente il caffè è stato reintrodotto senza che i partecipanti sapessero se stessero assumendo la versione con caffeina o quella decaffeinata.
Effetti su stress, umore e composizione batterica
Dopo la reintroduzione, entrambi i gruppi hanno mostrato una riduzione nei livelli di stress percepito, depressione e impulsività. Il dato suggerisce che i benefici sull’umore non dipendano esclusivamente dalla caffeina. Tra i cambiamenti osservati, l’aumento di batteri come Eggertella e Cryptobacterium, associati rispettivamente a processi digestivi e alla sintesi degli acidi biliari. È stato inoltre rilevato un incremento dei Firmicutes, in alcuni casi collegati a stati emotivi positivi.

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare stabilisce in 400 mg di caffeina al giorno la soglia per un'assunzione sicura
Decaffeinato e caffeina: effetti diversi
Un aspetto interessante riguarda la distinzione tra caffè con e senza caffeina. Nel corso dello studio, i miglioramenti in termini di memoria e apprendimento sono stati osservati soprattutto nei soggetti che hanno consumato caffè decaffeinato, suggerendo un possibile ruolo dei polifenoli. Al contrario, la presenza di caffeina è stata associata a una riduzione dei sintomi d’ansia e a un miglioramento di attenzione e vigilanza, oltre a un possibile legame con la diminuzione dei processi infiammatori.

Consumi e indicazioni di sicurezza
Sul piano quantitativo, le indicazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare indicano che un’assunzione fino a 400 mg di caffeina al giorno, pari a circa cinque tazzine, è generalmente considerata sicura per gli adulti sani, con alcune limitazioni per specifiche categorie come le donne in gravidanza. Lo studio non modifica le linee guida esistenti, ma contribuisce ad ampliare la riflessione sul rapporto tra alimentazione, microbiota e benessere psicologico