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Bere caffè o tè ogni giorno può ridurre il rischio di demenza: ecco cosa sapere

Il consumo di 2-3 tazze di caffè o 1-2 di tè al giorno potrebbe essere associato a un minor rischio di demenza e a una migliore funzione cognitiva, secondo uno studio condotto su oltre 130mila persone e pubblicato su Jama

 
07 aprile 2026 | 16:46

Bere caffè o tè ogni giorno può ridurre il rischio di demenza: ecco cosa sapere

Il consumo di 2-3 tazze di caffè o 1-2 di tè al giorno potrebbe essere associato a un minor rischio di demenza e a una migliore funzione cognitiva, secondo uno studio condotto su oltre 130mila persone e pubblicato su Jama

07 aprile 2026 | 16:46
 

Il consumo quotidiano di caffè e tè torna al centro dell’attenzione scientifica per i possibili effetti sulla salute del cervello. Secondo uno studio pubblicato su JAMA e condotto da un gruppo di ricerca dell’Università di Harvard, un’assunzione moderata di queste bevande potrebbe essere associata a un minor rischio di demenza e a una migliore funzione cognitiva nel lungo periodo. L’analisi si inserisce in un filone di studi già avviato, che da tempo osserva il ruolo di caffeina e composti bioattivi nella prevenzione del declino cognitivo.

Bere caffè o tè ogni giorno può ridurre il rischio di demenza: ecco cosa sapere

Caffè e tè, nuove evidenze sul legame con la salute cognitiva (immagine generata con IA)

I dati dello studio

La ricerca ha preso in esame i dati provenienti da due ampi studi statunitensi, il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-up Study, con un periodo di osservazione che arriva fino a oltre quarant’anni. Su oltre 131mila partecipanti, seguiti per un tempo medio di quasi 37 anni, sono stati registrati più di 11mila casi di demenza. Dopo aver considerato variabili come stile di vita e condizioni di salute, è emersa una relazione significativa tra consumo di caffè con caffeina e riduzione del rischio. In particolare, i benefici risultano più evidenti con un consumo di circa 2-3 tazze di caffè al giorno o 1-2 tazze di tè, mentre il caffè decaffeinato non mostra associazioni rilevanti.

Alla base di questi effetti ci sarebbero diversi fattori. Il caffè contiene caffeina e polifenoli, sostanze che possono contribuire a ridurre lo stress ossidativo e i processi infiammatori a livello cerebrale. A questo si aggiungono effetti indiretti legati al metabolismo, come il miglioramento della sensibilità insulinica e della funzione vascolare, elementi che possono incidere sul mantenimento delle capacità cognitive nel tempo.

Prevenzione e stili di vita

I risultati dello studio si inseriscono in un quadro più ampio, in cui la prevenzione della demenza passa attraverso più fattori. Secondo le stime internazionali, oltre 55 milioni di persone convivono oggi con una forma di demenza, con numeri destinati a crescere nei prossimi decenni. In questo contesto, come ricordano i ricercatori, «la prevenzione resta uno degli strumenti principali», e si basa su un insieme di abitudini che comprendono alimentazione equilibrata, attività fisica e attenzione agli stili di vita.

Un consumo moderato come punto di equilibrio

L’indicazione che emerge non riguarda un aumento indiscriminato dei consumi, ma piuttosto la ricerca di un equilibrio. Il consumo moderato di caffè e tè, inserito in un contesto alimentare corretto, può rappresentare un elemento in più all’interno di una strategia di prevenzione. Un approccio che evita sia l’eccesso sia la rinuncia, e che invita a considerare queste bevande non solo come abitudini quotidiane, ma anche come parte di un quadro nutrizionale più ampio.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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