L’olio extravergine di oliva si conferma un alleato non solo della prevenzione, ma anche dell’attività sportiva e dei percorsi di controllo del peso. Infatti, se utilizzato correttamente, può contribuire a migliorare metabolismo, recupero muscolare e gestione dell’energia. È quanto emerge dall’ultimo approfondimento promosso da Aifo - Associazione italiana frantoi oleari - in collaborazione con Italia Olivicola.

Recupero muscolare, sazietà ed energia: cosa dice lo studio sull’olio extravergine
Alla base di questi benefici ci sono i composti bioattivi presenti nell’olio extravergine, in particolare i polifenoli, che secondo le più recenti evidenze scientifiche contribuiscono a modulare l’infiammazione, la risposta glicemica e l’utilizzo dei grassi da parte dell’organismo. Per questo l’extravergine viene definito un vero e proprio “interruttore metabolico” e trova applicazione in contesti molto diversi, dall’attività sportiva ai percorsi alimentari finalizzati al dimagrimento.
Il ruolo nello sport e nel recupero muscolare
Sul fronte sportivo, il suo ruolo emerge soprattutto nella fase di recupero. Gli allenamenti ad alta intensità generano infatti micro-lesioni muscolari e stati infiammatori e, in questo scenario, sostanze come l’oleocantale aiutano a ridurre la risposta infiammatoria, favorendo tempi di recupero più rapidi. A questo si aggiunge il contributo dei grassi monoinsaturi, che garantiscono un’energia più stabile e prolungata, particolarmente utile negli sport di resistenza. Per gli atleti, le quantità possono arrivare fino a 4-6 cucchiai al giorno distribuiti tra i pasti principali.
Un supporto anche nei percorsi di controllo del peso
Le stesse proprietà risultano utili anche nei regimi ipocalorici. L’acido oleico contribuisce infatti a regolare l’appetito e a ridurre la fame nervosa, mentre la presenza di grassi rallenta l’assorbimento degli zuccheri, evitando picchi glicemici e favorendo un migliore equilibrio metabolico. Nei percorsi di controllo del peso le quantità consigliate scendono a circa 1-2 cucchiai al giorno, mentre nei programmi di remise en forme in vista della stagione estiva un consumo di 2-3 cucchiai può sostenere digestione, stabilità energetica e gestione del peso.
Quantità, abbinamenti e qualità del prodotto
A fare la differenza, però, non è soltanto la quantità consumata ma anche il modo in cui l’olio viene inserito nella dieta quotidiana. Le ricerche evidenziano che l’abbinamento con verdure come broccoli o rucola migliora l’assorbimento dei composti attivi, con effetti positivi sul metabolismo cellulare. Se associato a cereali integrali o legumi contribuisce invece a ridurre l’impatto glicemico del pasto, mentre insieme alle proteine magre aiuta a prolungare il senso di sazietà e a limitare il desiderio di zuccheri.

Olio evo: l’interruttore metabolico per sport e dieta
Resta infine centrale il tema della qualità del prodotto. La presenza di polifenoli e composti bioattivi dipende infatti dai processi produttivi e dalle modalità di conservazione, elementi che incidono direttamente sul valore nutrizionale dell’olio. «La qualità dell’olio extravergine di oliva è determinante non solo per il gusto, ma anche per il suo impatto sull’organismo - ha sottolineato il presidente di Aifo, Alberto Amoroso. È importante che i consumatori comprendano come questo alimento possa adattarsi a diversi stili di vita, dallo sport alla gestione del peso».