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domenica 07 giugno 2026  | aggiornato alle 09:44 | 119653 articoli pubblicati

Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

Con l’aumento delle temperature il corpo perde più liquidi attraverso sudore, respirazione e normali funzioni fisiologiche. Riconoscere tempestivamente i sintomi aiuta a prevenire conseguenze anche serie

 
07 giugno 2026 | 07:30

Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

Con l’aumento delle temperature il corpo perde più liquidi attraverso sudore, respirazione e normali funzioni fisiologiche. Riconoscere tempestivamente i sintomi aiuta a prevenire conseguenze anche serie

07 giugno 2026 | 07:30
 

Le giornate si allungano, le temperature iniziano a salire e cresce la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta. Con l’avvicinarsi dell’estate, però, aumenta anche il rischio di disidratazione, una condizione spesso sottovalutata ma che può avere conseguenze importanti sulla salute. Quando fa caldo il nostro organismo deve lavorare di più per mantenere stabile la temperatura corporea. Lo fa soprattutto attraverso la sudorazione, un meccanismo fondamentale per disperdere il calore in eccesso. In questo modo, però, perdiamo acqua e sali minerali che devono essere reintegrati adeguatamente. Se ciò non avviene, il corpo può andare incontro a uno stato di disidratazione. Si tratta di una condizione caratterizzata da un’eccessiva perdita di liquidi e da un’alterazione dell’equilibrio degli elettroliti, come sodio, potassio e cloro. Elementi indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo e per numerose funzioni vitali.

Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

Sete, stanchezza e capogiri: come riconoscere la disidratazione

Perché l’acqua è così importante per il nostro organismo

Il corpo umano, ricordiamo, è composto in gran parte da acqua. In un adulto rappresenta mediamente tra il 50 e il 60% del peso corporeo, anche se la percentuale può variare in base all’età, al sesso e alla composizione corporea. L’acqua svolge un ruolo fondamentale: trasporta nutrienti e ossigeno alle cellule, contribuisce alla regolazione della temperatura corporea, favorisce l’eliminazione delle sostanze di scarto e permette il corretto funzionamento degli organi. Una corretta idratazione è quindi essenziale non solo per il benessere quotidiano, ma anche per la prevenzione di numerose problematiche di salute.

Non perdiamo liquidi solo quando sudiamo

Quando si parla di disidratazione si pensa immediatamente alla sudorazione provocata dal caldo o dall’attività fisica. In realtà il nostro organismo perde acqua continuamente, anche quando siamo a riposo. Ogni giorno eliminiamo liquidi attraverso la respirazione, la pelle e le normali funzioni fisiologiche. Gli specialisti definiscono queste perdite "perspiratio" e stimano che possano raggiungere circa mezzo litro di liquidi al giorno. A queste si aggiungono poi quelle causate dalla sudorazione, da episodi febbrili, da disturbi gastrointestinali come diarrea e vomito oppure dall’assunzione di alcuni farmaci, tra cui diuretici e lassativi. Anche un’alimentazione povera di frutta e verdura può contribuire a ridurre l’apporto complessivo di acqua all’organismo.

I sette segnali che possono indicare una disidratazione

La disidratazione raramente arriva all’improvviso. Nella maggior parte dei casi il corpo invia alcuni segnali che possono aiutare a riconoscere il problema prima che si aggravi. Tra i sintomi più comuni, come ricordato dagli esperti di fondazioneitalianadelrene.org, troviamo:

  • Sete più intensa del solito: è il segnale più conosciuto. Quando compare una forte sensazione di sete, significa che l’organismo sta già cercando di compensare una perdita di liquidi e ha bisogno di essere reidratato.
  • Urine scure e dall’odore intenso: quando il corpo dispone di poca acqua, i reni cercano di trattenerne il più possibile. Di conseguenza le urine diventano più concentrate, assumono un colore più scuro e possono avere un odore più forte del normale.
  • Vertigini, capogiri o difficoltà di concentrazione: una riduzione dei liquidi circolanti può influire sulla pressione arteriosa e sull’apporto di sangue al cervello, provocando sensazione di testa leggera, vertigini e, nei casi più importanti, confusione mentale.

Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

La carenza di liquidi può causare vertigini, capogiri e confusione

  • Stanchezza e senso di affaticamento: la carenza di liquidi può ridurre l’efficienza dell’organismo e far percepire anche le attività quotidiane come più faticose, causando debolezza e mancanza di energie.
  • Bocca, labbra e occhi secchi: le mucose sono tra le prime a risentire della mancanza di acqua. Una persistente sensazione di bocca asciutta o labbra screpolate può essere un segnale da non ignorare.
  • Scarsa minzione: urinare meno frequentemente del solito, in particolare meno di quattro volte al giorno, può indicare che l’organismo sta cercando di conservare acqua a causa di una ridotta disponibilità di liquidi.
  • Cali di pressione quando ci si alza: giramenti di testa o sensazioni di svenimento passando dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta possono essere legati a una diminuzione del volume dei liquidi presenti nel corpo.

I rischi per la salute e per i reni

Riconoscere tempestivamente questi segnali è importante per evitare conseguenze più serie. Se non corretta, la disidratazione può infatti peggiorare progressivamente e provocare sintomi più gravi, fino ad arrivare a svenimenti e perdita di coscienza. Particolare attenzione va riservata alla salute dei reni. Questi organi hanno bisogno di una corretta quantità di liquidi per svolgere il proprio lavoro di filtrazione del sangue ed eliminazione delle sostanze di scarto. Non a caso gli specialisti ricordano spesso che l’acqua rappresenta una sorta di "benzina" per il rene. Una carenza significativa di liquidi può causare un aumento dell’azotemia e rappresenta una delle possibili cause di insufficienza renale acuta, una condizione che richiede un intervento medico tempestivo.

Gli anziani sono i più esposti

Tra le categorie più vulnerabili figurano gli anziani. Con l’avanzare dell’età, infatti, il senso della sete tende a ridursi e molte persone non percepiscono il bisogno di bere anche quando l’organismo ne avrebbe necessità. Per questo motivo è importante che l’assunzione di liquidi venga incoraggiata durante tutta la giornata, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno. Un’accortezza semplice che può contribuire a prevenire numerosi problemi legati alla funzionalità renale e allo stato generale di salute.

Come prevenire la disidratazione in vista dell’estate

La prevenzione passa innanzitutto da una corretta idratazione quotidiana. Bere regolarmente durante la giornata è fondamentale, senza aspettare necessariamente di avvertire lo stimolo della sete. Quando si parla di liquidi, inoltre, non bisogna pensare soltanto all’acqua. Anche latte, tè, tisane, camomille e altre bevande non eccessivamente zuccherate contribuiscono all’apporto idrico giornaliero. Lo stesso vale per molti alimenti, in particolare frutta e verdura, che contengono elevate quantità di acqua.

Con i primi caldi cresce il rischio di disidratazione: i campanelli d’allarme

Frutta e verdura aiutano a reintegrare liquidi e sali minerali

In questo senso, anguria, melone, pesche, albicocche, cetrioli, pomodori e lattuga rappresentano validi alleati soprattutto nei mesi più caldi. Integrare questi alimenti nella dieta quotidiana può aiutare a mantenere il corretto equilibrio idrico dell’organismo. Con l’arrivo dei primi caldi e in vista dell’estate, prestare attenzione all’idratazione rappresenta quindi una delle strategie più semplici ed efficaci per proteggere la salute. Ascoltare i segnali che il corpo ci invia e intervenire tempestivamente può fare la differenza, soprattutto per le persone più fragili.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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