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domenica 12 luglio 2026  | aggiornato alle 10:34 | 120311 articoli pubblicati

Nuotare sott'acqua con gli occhi aperti: quando mare e piscina possono creare problemi

Sale, cloro, microrganismi e residui presenti nell’acqua possono causare bruciore, secchezza e arrossamenti. L’uso di occhialini e alcune semplici precauzioni aiutano a proteggere la superficie oculare durante il bagno

 
12 luglio 2026 | 07:30

Nuotare sott'acqua con gli occhi aperti: quando mare e piscina possono creare problemi

Sale, cloro, microrganismi e residui presenti nell’acqua possono causare bruciore, secchezza e arrossamenti. L’uso di occhialini e alcune semplici precauzioni aiutano a proteggere la superficie oculare durante il bagno

12 luglio 2026 | 07:30
 

Con l’arrivo dell’estate aumentano le occasioni per trascorrere tempo al mare o in piscina, ma anche le domande sui possibili effetti dell’acqua sulla salute degli occhi. Tenere gli occhi aperti sott’acqua non è di per sé pericoloso, ma l’esposizione prolungata ad acqua salata, cloro e microrganismi può provocare irritazioni e disturbi alla superficie oculare. La reazione può variare in base alla sensibilità individuale, alla durata dell’esposizione e alle condizioni dell’acqua. Bruciore, arrossamento, secchezza e temporaneo offuscamento della vista sono tra i sintomi più frequenti.

Nuotare sott'acqua con gli occhi aperti: quando mare e piscina possono creare problemi

Dal cloro ai batteri: tutti i rischi per gli occhi durante il bagno

Acqua di mare, perché può causare bruciore e secchezza

Aprire gli occhi sott’acqua al mare può essere utile soprattutto per chi pratica attività come nuoto, surf o immersioni. La possibilità di vedere l’ambiente circostante aiuta l’orientamento, permette di valutare meglio distanze e profondità e può aumentare la sicurezza durante i movimenti. Il problema nasce dalla differenza tra la composizione dell’acqua marina e quella del film lacrimale che protegge normalmente l’occhio. Le lacrime contengono circa il 98% di acqua e il 2% di sali, mentre l’acqua del mare presenta una concentrazione salina molto più elevata, intorno al 3,5%  Questo squilibrio può alterare temporaneamente la superficie oculare, causando sensazione di sabbia negli occhi, bruciore e secchezza. Inoltre, il mare può contenere microrganismi, residui organici e particelle sospese che, entrando in contatto con l’occhio, possono favorire irritazioni o infezioni. Anche sabbia e piccoli detriti trasportati dalle onde possono contribuire a creare fastidi, provocando microtraumi o momentanei problemi alla visione.

Cloro della piscina: più igiene, ma anche possibili irritazioni

Rispetto al mare, l’acqua della piscina è sottoposta a controlli e trattamenti specifici per limitare la proliferazione batterica. Questo però non significa che sia completamente priva di effetti sulla salute oculare. Il cloro e gli altri prodotti utilizzati per la disinfezione possono irritare la superficie dell’occhio, soprattutto in caso di permanenza prolungata sott’acqua senza protezione. I disturbi più comuni sono arrossamento, bruciore, sensibilità alla luce e temporanea visione sfocata. L’esposizione ripetuta o intensa può interferire con lo strato più superficiale della cornea, favorendo fenomeni infiammatori. Per questo, soprattutto per chi nuota frequentemente, l’utilizzo di occhialini rappresenta una semplice misura preventiva.

Perché è meglio evitare le lenti a contatto durante il bagno

Nuotare con le lenti a contatto è una pratica sconsigliata. Il motivo non riguarda soltanto il rischio di perdere la lente durante l’immersione, ma soprattutto la possibilità che questa favorisca il contatto prolungato tra microrganismi presenti nell’acqua e superficie oculare. Le lenti a contatto, infatti, non proteggono dagli agenti contaminanti presenti in mare o piscina e possono aumentare il rischio di infezioni, anche a causa di piccoli traumi della cornea. Tra le complicanze più temute c’è la cheratite, un’infiammazione della cornea che, nei casi più gravi, può compromettere la qualità della vista. Per chi necessita di una correzione visiva durante il nuoto, è preferibile utilizzare maschere o occhialini graduati.

Nuotare sott'acqua con gli occhi aperti: quando mare e piscina possono creare problemi

L’utilizzo di occhialini o maschere da nuoto resta il metodo più semplice per ridurre il contatto diretto tra occhi e acqua

Occhialini e risciacquo: le regole per proteggere gli occhi

L’utilizzo di occhialini o maschere da nuoto resta il metodo più semplice per ridurre il contatto diretto tra occhi e acqua. La protezione è utile sia in piscina, dove limita l’esposizione al cloro, sia al mare, dove riduce il contatto con sale, sabbia e impurità. Dopo il bagno può essere utile risciacquare il viso con acqua dolce per eliminare eventuali residui e, in caso di fastidio, utilizzare prodotti lubrificanti come lacrime artificiali. Nella maggior parte dei casi i disturbi sono temporanei e si risolvono spontaneamente. Se però arrossamento, dolore, sensibilità alla luce o vista offuscata persistono, è opportuno rivolgersi a un medico per valutare la presenza di un’eventuale infiammazione o infezione.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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