PREVENZIONE
Obesità e sedentarietà: camminare 30 minuti al giorno potrebbe valere un premio
Il programma del Servizio sanitario inglese che premia chi cammina almeno 30 minuti al giorno riapre il dibattito sulla prevenzione e anche in Italia vengono proposte iniziative analoghe per contrastare obesità e sedentarietà
Premiare chi adotta uno stile di vita più attivo potrebbe diventare uno strumento di prevenzione anche in Italia. A rilanciare il tema è Maurizio De Luca, presidente della Sicob (Società italiana di chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche), commentando l'iniziativa avviata dal Servizio sanitario inglese, che riconosce premi ai cittadini in grado di dimostrare, attraverso un'app dedicata, di camminare almeno trenta minuti al giorno. Secondo De Luca, si tratta di un esempio concreto di come sia possibile promuovere la prevenzione utilizzando strumenti semplici, facilmente accessibili e capaci di coinvolgere un numero sempre più ampio di persone.
La prevenzione parte dalle abitudini quotidiane
«Camminare almeno 30 minuti al giorno è un gesto alla portata della maggior parte delle persone, ma con un impatto significativo sulla salute metabolica e cardiovascolare», osserva il presidente della Sicob. L'obiettivo, sottolinea, è favorire un cambiamento delle abitudini quotidiane attraverso iniziative che rendano l'attività fisica parte integrante della vita di tutti i giorni, contribuendo a contrastare la diffusione della sedentarietà e dell'obesità.
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La proposta: programmi simili anche in Italia
Per la Società scientifica sarebbe auspicabile sviluppare anche nel nostro Paese programmi capaci di incentivare concretamente gli stili di vita attivi. «Come Sicob auspichiamo che anche in Italia si sviluppino programmi analoghi, capaci di incentivare stili di vita attivi e contrastare la crescente diffusione di obesità e sedentarietà», afferma De Luca. Secondo la società scientifica, strumenti di questo tipo potrebbero integrare le politiche di prevenzione, affiancando gli interventi sanitari rivolti ai pazienti con obesità.
Attività fisica e cure devono procedere insieme
La Sicob ricorda come il trattamento dell'obesità richieda un approccio multidisciplinare che comprende percorsi nutrizionali, supporto psicologico, trattamenti endoscopici, terapie farmacologiche e chirurgia, ma evidenzia anche il ruolo centrale della prevenzione. «I trattamenti rappresentano una risorsa fondamentale per i pazienti con obesità, ma devono inserirsi in un percorso che valorizzi sempre la prevenzione e il cambiamento delle abitudini quotidiane», sottolinea De Luca. Per la società scientifica, investire nella promozione dell'attività fisica significa ridurre nel tempo il peso delle malattie croniche sul sistema sanitario e contribuire a migliorare la qualità della vita della popolazione. «Ogni passo in più rappresenta un beneficio per la persona e per l'intero sistema sanitario», conclude il presidente della Sicob.

