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Earth Day, con la pandemia italiani più sensibili ai temi “green”

Dalla sharing economy alla spesa a chilometro zero, fino al boom del biologico, cresce tra gli italiani l’attenzione alla tutela dell’ambiente e del territorio. Cresce la tendenza a fare la spesa dal contadino

22 aprile 2021 | 11:00

Earth Day, con la pandemia italiani più sensibili ai temi “green”

Dalla sharing economy alla spesa a chilometro zero, fino al boom del biologico, cresce tra gli italiani l’attenzione alla tutela dell’ambiente e del territorio. Cresce la tendenza a fare la spesa dal contadino

22 aprile 2021 | 11:00

Il Pianeta è in sofferenza. È ormai una corsa contro il tempo per cercare di fermare la distruzione di interi ecosistemi e risorse naturali. Si tratta di una coraggiosa battaglia alimentata da scienziati e attivisti, che ha ormai sensibilizzato e coinvolto tanto il mondo della politica internazionale quanto i singoli cittadini, che nel loro piccolo stanno modificando il proprio stile di vita.

Oggi è la Giornata della Terra che, come abbiamo ricordato, ricorre ogni anno da 50 anni il 22 aprile. Dall’acquisto di prodotti a minor impatto ambientale al taglio degli sprechi, dall’interesse per le energie rinnovabili al riciclo, dalla sharing economy alla mobilità più sostenibile, sono molti i segnali che indicano una crescente attenzione alla riduzione del consumo delle risorse del Pianeta. Nel nostro Paese la pandemia ha impresso un’accelerata alla svolta green nei comportamenti degli italiani, con più di uno su quattro (27%) che acquista più prodotti sostenibili o eco-friendly rispetto a prima del Covid.

Earth Day, con la pandemia italiani più sensibili ai temi “green”

Cresce del 26% la tendenza a fare la spesa dal contadino

Per migliorare la situazione ambientale, secondo un’indagine Coldiretti/Ixè il 59% degli italiani ritiene che siano necessari interventi radicali e urgentissimi sullo stile di vita. Non è un caso dunque che nell’anno della pandemia si sia verificato un aumento del 26% della spesa direttamente dal contadino con i mercati degli agricoltori di Campagna Amica che da nord a sud dell’Italia nell’anno dell’emergenza Covid sono diventati punti di riferimento della consapevolezza ambientale nel piatto insieme al boom del biologico. La spesa media nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica è così passata nel 2020 da 27 euro a 34 euro, arrivando a rappresentare oltre un terzo della spesa alimentare totale tra coloro che frequentano i farmers market. A spingere la spesa dall’agricoltore è soprattutto la possibilità di trovare prodotti stagionali, di qualità e a km zero con l’acquisto di prodotti locali che taglia del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali.

Il chilometro zero è sinonimo di maggiore qualità

Circa 30 milioni di italiani fanno la spesa dal contadino almeno una volta al mese con anche un impatto sulla riduzione dello spreco alimentare perché i cibi in vendita sono più freschi e durano di più e perché non devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. È stato calcolato infatti che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana, che viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.

Un risultato reso possibile anche dal fatto che l’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare su un’unica rete organizzata che mette a disposizione delle famiglie circa 1200 mercati contadini a livello nazionale sia all’aperto che al chiuso con una varietà di prodotti che vanno dalla frutta alla verdura di stagione, dal pesce alla carne, dall’olio al vino, dal pane alla pizza, dai formaggi fino ai fiori.

Italia capofila in Europa per imprese impegnate nel biologico

Una tendenza confermata anche dal record del biologico che ha toccato i 3,3 miliardi di euro di consumi nel 2020 con l’Italia che è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico dove sono saliti a ben a 80.643 gli operatori coinvolti.

«Acquistare prodotti a chilometro zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia che sono diventati non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà».

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