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L’Italia del turismo Dop, nasce la rete delle esperienze enogastronomiche di qualità

Il progetto promosso da Qualivita e Origin Italia presentato in occasione di Oliveti Aperti 2022. Il Ministro Garavaglia: “Lavorare insieme ai Consorzi di tutela al piano strategico del settore enogastronomico”

di Vincenzo D’Antonio
 
18 giugno 2022 | 17:41

L’Italia del turismo Dop, nasce la rete delle esperienze enogastronomiche di qualità

Il progetto promosso da Qualivita e Origin Italia presentato in occasione di Oliveti Aperti 2022. Il Ministro Garavaglia: “Lavorare insieme ai Consorzi di tutela al piano strategico del settore enogastronomico”

di Vincenzo D’Antonio
18 giugno 2022 | 17:41
 

La virtuosa declinazione della DOP economy, giusti i tempi, argute, suggestive ed appassionate le vision, tende tempestivamente ad una commutazione di approccio: dal prodotto al sotteso pertinente territorio.

Trama (il prodotto) e ordito (il territorio): ne sortisce il tessuto (!). Sì, il tessuto sociale ed economico del Paese. Il Paese che stiamo rigenerando, in ciò, se ne saremo capaci, avvalendoci anche delle misure presenti nel PNRR.

Ne sortisce la progettualità di un turismo enogastronomico non indifferenziato, che non abbia a confondersi con la frequentazione seriale delle improbabili sagre estive di cui il Bel Paese abbonda. Bensì il turismo enogastronomico consapevole e fruibile da quanti (molti, ma non moltissimi) hanno contezza anche nell’acquisto quotidiano di cosa siano e cosa rappresentino per l’economia del Paese, i prodotti agroalimentari e vitivinicoli italiani DOP e IGP.

La base solida su cui impostare tale ambito progettuale non può e non deve prescindere dal ruolo fondamentale a cui in tale collettiva intrapresa, sono chiamati i Consorzi di tutela delle nostre produzioni DOP e IGP.

Quest’ampia tematica è stata al centro dell’incontro Turismo DOP, svoltosi a Lucinasco (Im) lo scorso sabato 18 giugno, organizzato dal Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP e da Fondazione Qualivita nell’ambito di Oliveti Aperti 2022. Presenti il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, il Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Alessandro Piana, l’Assessore al Turismo della Regione Liguria Giovanni Berrino. Sono intervenuti: Cesare Mazzetti (Fondazione Qualivita), Andrea Mancuso Morini (Consorzio Aceto Balsamico di Modena IGP), Carlo Santarelli (Consorzio di Tutela Pecorino Toscano DOP), Carlo Siffredi (Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG), Fiorenzo Rigoni (Consorzio di Tutela Asiago DOP), Igino Morini (Consorzio di Tutela Parmigiano Reggiano DOP).

I relatori  L’Italia del turismo Dop, nasce la rete delle esperienze enogastronomiche di qualità

I relatori

Non solo merito, ma metodo 

Ancora prima che nel merito, si loda apertamente, per quanto coraggioso ed innovativo, il metodo che ha permeato l’incontro. Briosa conduzione affidata al comico ligure Dario Vergassola, porgitore di domande da immaginare come frecce dalla punta avvelenata (ma non troppo): garbo, umorismo, ironia. Insomma, il livello puro della serietà. La serietà quella vera, quella che, proprio perché vera, innata e pura, rifugge dalla seriosità. La seriosità è la corazza occultante la serietà carente: è fatta di verbosità, di alterigia e  melanconicamente patisce l’assenza del sorriso. La serietà sa sorridere e trae forza dall’onestà intellettuale: saper dire ciò che si pensa e saperlo dire senza fronzoli, senza giri di parole e senza presupponenza.

Spazio ai numeri 

Nel merito, come sovente accade, lasciamo parlare la forza dei numeri. Numeri e dati desunti prevalentemente dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021.

In Italia il settore turistico genera 210 miliardi di valore aggiunto, pari al 6% del totale nazionale (fonte Istat). È sempre più forte il ruolo giocato dal binomio cibo-viaggio: se nel 2016 nel nostro Bel Paese un turista su cinque (21%) sceglieva una meta avendo a driver l’esperienza enogastronomica, nel 2021 ciò è accaduto per oltre un turista su due (55%).

Pertanto, amena constatazione work in progress, i prodotti DOP e IGP stanno assunto il ruolo strategico di vettore trainante il turismo in una logica di sistema territoriale.

Enoturismo ed oleoturismo: due comparti strategici 

All’impresa “Torre del Mangia”, produzione e regole rigide, si affianca l’impresa “Piazza del Campo”, impresa aperta per definizione. Per definizione impresa reticolare abile a trarre giovamento dal suo essere inserita in network planetario.

L’intelaiatura normativa è già presente.

I decreti sull’enoturismo (2019) e sull’oleoturismo (2022), riconoscono il valore strategico del settore, definiscono le linee guida e i requisiti per l’esercizio delle attività turistiche, commerciali, formative e informative inerenti alle produzioni vinicole e olivicole del territorio, con particolare riguardo alle DOP e alle IGP.

Congiuntamente Fondazione Qualivita e Origin Italia intendono costituire una rete di Consorzi e imprese impegnati in attività di turismo esperienziale sui prodotti DOP IGP italiani, per sviluppare strumenti innovativi e di sistema capaci di dialogare, in Italia e all’estero, con il nuovo e crescente mercato turistico enogastronomico.

Goodwill o progetto che sia, l’intento è lodevole e di agevole percorribilità.

L’Italia del turismo Dop, nasce la rete delle esperienze enogastronomiche di qualità

Prospettive future 

Goodwill o progetto che sia, l’intento è lodevole e di agevole percorribilità.

Di merito, quanto l’oleoturismo potrà svilupparsi avendo a benchmark il consolidato enoturismo?

L’enoturismo ha momento clou indoor: la visita in cantina, laddove quella al vigneto è probabile ma non certa, indi degustazione guidata di alcuni vini e l’auspicata quanto legittima vendita di bottiglie.

L’oleoturismo ha momento clou outdoor: la visita all’uliveto, di sfuggita al frantoio (che potrebbe anche non esserci), indi degustazione guidata dell’olio e ancor più che la vendita di qualche bottiglia, l’auspicata prenotazione, sorta di en primeur dell’olio nuovo.

Diversità: vino = bevanda a forte valenza edonistica / conviviale; olio = alimento / condimento a forte valenza salutistica.

Quale l’evoluzione auspicata? L’olio che si declina al plurale e che quindi diventano gli oli e questi oli, ciascheduno, ha sua peculiare vocazione di abbinamento con i cibi al cui sapore e quindi pregevolezza organolettica grandemente concorre.

Che entrambi siano emblemi della mediterraneità ce lo dice il nostro paesaggio; particolarmente proprio il paesaggio dell’entroterra ligure, dove all’ulivo si abbraccia la vite.

Proprio perché esso si presenta apparentemente agevole, il percorso presenta insidie, la principale delle quali diremmo che è intangibile.

Servono menti aperte 

A Cantine Aperte si è aggiunto Oliveti Aperti, e c’è Caseifici Aperti, e Acetaie Aperte e poi. . . e poi, perché non pensarne e addirittura auspicarne altri ancora di momenti di... Apertura, in coerenza con l’esigenza di una Piazza del Campo affiancata alla Torre del Mangia. Ben vengano. Ben vengano ma...

Urge l’esigenza forte di un’altra entità che sia aperta: validamente aperta, efficacemente aperta, esente dal rischio di chiusura improvvisa, la cui nocività sarebbe grande.

Si necessita, insomma, di... Menti Aperte!

Suole dire che le menti sono come i paracadute, funzionano solo se sono aperte!

Urge che gli addetti ai lavori, da tutti i membri delle community affiancati e coadiuvati in anelito noto e condiviso, siano menti aperte!

Metabolizzazione che lo scenario di riferimento non è quello ante Covid, assimilazione del mondo che cambia velocemente e con esso l’articolazione dei flussi turistici ed il turista stesso, da sapere genuinamente accogliere come temporary citizen nei nostri borghi.

I borghi, quei luoghi fatati dove, stante l’enabler tecnologico costituito anche dalla rete, noi italiani grazie alla natura, al territorio, al sapere tramandato dai nostri padri ed alla competenza che costantemente acquisiamo, continuiamo a fare cose belle e buone che piacciono al mondo e queste cose le facciamo all’ombra del campanile.

 

 

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