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Il Governo spinge lo smart working Un'altra tegola per bar e ristoranti

L'obiettivo espresso dal Dpcm è di raggiungere la quota del 75% dei lavoratori della Pubblica amministrazione. Lavoro agile raccomandato anche ai privati, così però i locali soffrono.

di Sergio Cotti
19 ottobre 2020 | 16:11

Il Governo spinge lo smart working Un'altra tegola per bar e ristoranti

L'obiettivo espresso dal Dpcm è di raggiungere la quota del 75% dei lavoratori della Pubblica amministrazione. Lavoro agile raccomandato anche ai privati, così però i locali soffrono.

di Sergio Cotti
19 ottobre 2020 | 16:11

La proroga dello Stato d’emergenza e le disposizioni degli ultimi decreti firmati dal Presidente del Consiglio hanno rilanciato lo smart working, soprattutto settore della Pubblica amministrazione, per cui sarà elevato fino al 75% dei dipendenti. Il Governo punta sul cosiddetto “lavoro agile” per evitare il rischio dei contagi, provando anche a sperimentare nuove formule per agevolarlo nelle aziende private.

Il ritorno al lavoro da casa colpisce di nuovo i bar e ristoranti - Il Governo spinge lo smart working Un'altra tegola per bar e ristoranti

Il ritorno al lavoro da casa colpisce di nuovo i bar e ristoranti

La situazione, oggi, appare senz’altro più difficile rispetto a qualche settimana fa, tuttavia l’orientamento dell’Esecutivo verso un ritorno massiccio al lavoro da casa non può essere una buona notizia per bar e ristoranti, che già da tempo stanno soffrendo anche a causa della mancanza dei lavoratori durante la giornata. Se poi i ristoranti sono passati quasi indenni anche dall'ultima stretta, così non è stato per bar e locali, già privati di colazioni e pranzi di lavoro, proprio per effetto del massiccio ricorso allo smart working. I fatturati di migliaia di esercizi pubblici sono già a terra e la prospettiva è che questa situazione resti invariata ancora per tanto tempo.

Da qui la necessità di provare a reinventarsi, come noi di Italia a Tavola, scriviamo da tempo provando a diversificare ancora di più l’offerta e gli orari di apertura. Del resto, stiamo parlando di un processo - quello relativo alla riorganizzazione del lavoro - forse irreversibile, che ha stravolto le abitudini di tutti, ma che ha bisogno ancora di essere regolato. Il covid ha spinto anche le aziende a riorganizzare le modalità di lavoro e ad adottare il lavoro agile modificandone la finalità. In particolare, l’ultimo Dpcm firmato dal Premier prevede una spinta massima al lavoro agile. «Incrementeremo con un provvedimento della ministra Fabiana Dadone lo smart working», ha detto.

Fabiana Dadone - Il Governo spinge lo smart working Un'altra tegola per bar e ristoranti
Fabiana Dadone

«Il provvedimento – evidenzia la ministra della PA – servirà ad accompagnare la modulazione e la strutturazione del lavoro agile tenendo in conto le molteplici esigenze dei territori e dei diversi enti. La dinamica preoccupante dei contagi – scrive la ministra – chiede un ulteriore impegno all’Italia e le Pubbliche amministrazioni sono chiamate a dare il loro contributo. In una fase pandemica ancora difficile come quella attuale, è normale e fisiologico vedere e voler utilizzare lo smart working quale strumento di contrasto alla diffusione del virus. Tuttavia, non possiamo prescindere dalle capacità organizzative delle singole amministrazioni, che non sono tutte uguali, e dalla necessità di rendere i servizi ai cittadini e soprattutto alle imprese che, ricordiamolo sempre, a differenza della primavera scorsa non sono in lockdown. Ecco perché abbiamo deciso di muoverci nel solco di quanto già stabilito dal Dpcm del 13 ottobre, che a sua volta conferma in sostanza l’impianto delle nostre norme risalenti al decreto Rilancio».

Il nuovo Dpcm parla chiaro: «In ordine alle attività professionali  - c’è scritto - si raccomanda che esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali».

Ma chi può ricorrere allo smart working (o a un congedo indennizzato)? I lavoratori dipendenti con figli sotto i 14 anni messi in quarantena dall’Asl a seguito di un contagio, avvenuto a scuola, con una persona positiva al Covid. A tal proposito si è espressa anche l’Inps, precisando che può essere esteso a tutto il periodo della quarantena anche nel caso se si ripeta nel tempo, venga estesa, o ripetuta in periodi differenti per diversi figli. Ma si è esteso poi l’ambito di contagio che fa scattare il diritto allo smart working o al congedo che non rimano limitato solo alle scuole ma si estende a tutti i luoghi dove il figlio possa svolgere ad esempio attività sportive o corsi formativi.

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