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Cashback, presto nuovi incentivi Via a dicembre anche nei ristoranti

L'iniziativa farà crescere i pagamenti senza contanti nei negozi e nei locali. Già in campo diversi operatori privati per ampliare gli incentivi. Sperimentazione al via il 1° dicembre, rimborsi a febbraio.

28 ottobre 2020 | 10:43

Cashback, presto nuovi incentivi Via a dicembre anche nei ristoranti

L'iniziativa farà crescere i pagamenti senza contanti nei negozi e nei locali. Già in campo diversi operatori privati per ampliare gli incentivi. Sperimentazione al via il 1° dicembre, rimborsi a febbraio.

28 ottobre 2020 | 10:43

Chiamatelo, se volete, “salvadanaio”. Funziona così: pagate con carte di credito e il 10% di quello che avete speso (con un limite, s’intende), vi sarà restituito dallo Stato. È il sistema cashback, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, che il Governo ha introdotto per favorire i pagamenti senza contanti. Inizialmente previsto da fine anno, è stato anticipato al 1° dicembre, in modo da far rientrare gli acquisti natalizi. Un business che potrebbe rivelarsi interessante anche per le aziende che operano sui sistemi di pagamento, tanto che alcune di queste si stanno già muovendo per studiare nuove forme di incentivi.

Cashback al via dal 1° dicembre - Il Governo spinge sul cashback Via a dicembre, anche nei ristoranti

Cashback al via dal 1° dicembre

Ma l’obiettivo del Governo è anche un altro: la restituzione dei soldi avviene solo se gli acquisti vengono effettuati nei negozi e nei ristoranti (che si spera possano riaprire la sera per il 1° dicembre); nessun rimborso è previsto per le transazioni online. Un modo, questo, per favorire le compere nei negozi di vicinato che già soffrono del momento di crisi di questi mesi. Si tratta di un aiuto ulteriore che si aggiunge (in alcune regioni come la Lombardia) a quello indiretto che arriva dalla chiusura dei centri commerciali durante il fine settimana, ufficialmente per evitare il rischio dei contagi, che di fatto non fa che spostare la folla nelle città (dove però ci si muove in spazi più ampi e all’aperto).

I primi rimborsi saranno versati a febbraio 2021. Intanto, però, è bene ricordare quali sono le regole: per ricevere un rimborso pari al 10% di una spesa fino a 1.500 euro, si dovranno effettuare almeno 50 acquisti in un semestre. Potrà quindi ricevere fino a 150 euro ogni sei mesi, vale a dire 300 euro in un anno. Tenendo conto «delle transazioni fino ad un valore massimo di 150 euro per singola transazione»: in altre parole, il rimborso per singola operazione non potrà superare i 15 euro, anche per i pagamenti oltre 150 euro.

Fin qui le regole. E mentre il Governo sta già pensando ad altri incentivi “privati” (tagli alle commissioni o cashback aggiuntivi) per sostenere i pagamenti senza contanti, tra poco più di un mese partirà il periodo sperimentale del cashback, durante il quale per ricevere il rimborso basteranno solo 10 operazioni. Ricordiamo che nelle scorse settimane, anche la Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, è intervenuta sul tema, proponendo all'Esecutivo un cashback dedidato alla ristorazione, per aiutare il comparto in crisi.

Per i rimborsi del “periodo sperimentale” di dicembre il Governo ha messo a disposizione 227,9 milioni di euro. Ci sono invece poco più di 1,3 miliardi per ciascuno dei tre semestri successivi. Se le risorse non consentono il pagamento integrale dei rimborsi spettanti - si legge nel decreto ministeriale - «gli stessi sono proporzionalmente ridotti». I limiti, però, «possono essere integrati con le eventuali maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile conseguente all’applicazione del programma».

I rimborsi di questa prima fase arriveranno, come detto, a febbraio; mentre quelli successivi saranno erogati, per ciascun semestre, nei mesi di luglio 2021, gennaio 2022 e luglio 2022. In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del super cashback: il rimborso speciale di 1.500 euro concesso ai 100mila aderenti che effettueranno più transazioni cashless nei tre semestri di riferimento.

Per ricevere i soldi, è però indispensabile registrarsi sull’app «Io», dove bisogna indicare il proprio codice fiscale e gli strumenti di pagamento elettronici che si intende usare. Ad accreditare le somme sarà sempre la Consap (la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, una società per azioni controllata totalmente dal Ministero dell'economia), che verserà sull’Iban indicato in fase di registrazione.

«Visto che si lascia ai prodotti digitali la possibilità di gestire in modalità Api (application programming interface), stiamo lavorando all’integrazione del meccanismo del cashback su BancomatPay», spiega al Sole 24 Ore Alessandro Zollo, ad di Bancomat, secondo cui il piano cashless del governo va nella giusta direzione e potrà cavalcare anche la maggior propensione ai pagamenti elettronici dovuta alla pandemia. «Il circuito PagoBancomat, ad esempio, ha già visto aumentare le transazioni del 15% rispetto al 2019, grazie soprattutto all’implementazione dei pagamenti contactless, che – dice Zollo – sono il principale driver di crescita».

Tra le altre strategie cui stanno pensando i diversi operatori, c’è la proposta di un cashback aggiuntivo, da sommare a quello di Stato. Ci sta pensando certamente Satispay (che sul sistema del cashback ha fondato la propria crescita), ma anche qualche banca. Più difficile, invece, che i player possano accordarsi per azzerare le commissioni Pos sugli acquisti fino a 5 euro, come chiesto dal presidente del Consiglio. Troppi ostacoli, di natura economica e normativa. Più facile che qualcuno decida di muoversi in autonomia, con un taglio dei costi. Su questo aspetto, le app sono in vantaggio: Satispay, ad esempio, non prevede commissioni sotto i 10 euro (20 centesimi per quelle superiori). E anche il circuito BancomatPay ha azzerato da tempo la commissione pagata dalle banche per le transazioni fino a 15 euro.

L’intero piano “Italia cashless” (dalle detrazioni del 19% solo per alcune spese tracciabili fino alla lotteria degli scontrini) potrà portare in aggiunta, fino al 2025, «una riduzione annua del sommerso di 0,7 miliardi di euro e un recupero Iva di 0,8 miliardi» sottolinea Lorenzo Tavazzi, responsabile della Community cashless di The European House-Ambrosetti. L’Italia, che è ancora indietro anche nell’uso delle carte, «ha oggi uno dei set di misure più completo d’Europa – osserva Tavazzi – E il solo cashback potrà dare una spinta importante all’economia, aumentando i consumi tracciabili di 46 miliardi al 2025».

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