Ci siamo: è arrivata l’ora del cashback di Stato. In attesa della lotteria degli scontrini in partenza a gennaio e dopo la riduzione a 2mila euro del limite all’uso del contante, l’obbligo di tracciabilità delle spese detraibili al 19% e il credito d’imposta del 30% sulle commissioni Pos di esercenti e professionisti, parte il rimborso in denaro a favore di chi paga con gli strumenti elettronici (carte o app) gli acquisti in bar, ristoranti, negozi, supermercati e grande distribuzione, e le prestazioni di artigiani e professionisti.
Ma, nonostante ciò e anche se otto italiani su dieci hanno dichiarato di utilizzare frequentemente le carte di pagamento, seguite dalle quelle contactless, l’Italia sarà totalmente cashless in 5 anni mentre in Europa si va più veloci. L'indicazione arriva dall'ultimo European Payment Report (Epr) di Intrum, il principale operatore europeo nei credit services che annualmente in 29 paesi europei intervista le aziende sul tema dei pagamenti.
Un passaggio che, come sta cercando di fare il Governo, dovrebbe essere appunto incentivato, visto che è utile anche per bar e ristoranti.

Il 56% pensa che ci sarà un aumento degli attacchi informatici
La metà degli italiani resta scetticaPer l'edizione 2020 del Report è stato intervistato un campione di poco meno di 10mila (9.980) rappresentanti di pmi e grandi aziende europee di 25 paesi: In Italia poco meno di 900 (864).
Nel dettaglio a pensare che saremo
totalmente cashless in 5 anni è il
48% del
campione italiano, un dato in crescita rispetto al 34% dello scorso anno ma, comunque, al di sotto della media europea del 57%.
Essere
cashless comporta anche delle
conseguenze: il 56% pensa che ci sarà un
aumento degli
attacchi informatici mentre, comunque, oltre un terzo (37%) ritine che aumenteranno i costi per le aziende e uno zoccolo duro pari al (33%) crede che una società dove i pagamenti siano dematerializzati comporti una
perdita di
clienti.
Diversità di opinioni tra regioniLe regioni che credono nella moneta elettronica entro 5 anni sono sicuramente
l'Abruzzo e la
Puglia con il 64% e il Lazio con il 61%. In
Friuli Venezia Giulia, invece, il 50% pensa che non saremo mai cashless e in
Umbria e
Molise addirittura lo pensa il 60%.
Come funziona il nuovo incentivo in partenza l’8 dicembreNel mentre è, appunto, in partenza l’
8 dicembre il nuovo
incentivo che prevede un rimborso pari al 10% dell’importo speso “di persona” con carte o app. Non valgono gli acquisti online. Vediamo
come funziona.
Il rimborso del 10% vale su una spesa fino a 1.500 euro a semestre. Come riporta il
Sole 24 Ore, a partire dal 1° gennaio 2021, ogni sei mesi si può quindi ottenere un
rimborso massimo di 150 euro, che in un anno può arrivare a 300 euro. Per ottenerlo non c’è un importo minimo di spesa, ma c’è un numero
minimo di
operazioni: bisogna infatti eseguire almeno 50 acquisti in un semestre. Il rimborso per ogni singola operazione non può però superare i 15 euro, qualsiasi sia l’importo del pagamento (anche superiore a 150 euro). Il calcolo delle operazioni viene fatto in base al codice fiscale dell’utente: a prescindere da quanti strumenti di pagamento digitale (associati al programma) siano stati utilizzati.
Finora sono stati previsti
tre semestri di riferimento: 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021; 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021; 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022. I rimborsi saranno erogati dalla Consap su conto corrente entro 60 giorni dal termine di ciascun periodo: quindi ad agosto 2021, febbraio 2022 e agosto 2022.
Il cashback di Natale e il super cashbackDall’8 al 31 dicembre 2020 c’è però la possibilità di partecipare a un
extra cashback, per il quale basterà eseguire almeno 10 pagamenti. Anche in questo periodo “sperimentale” – pensato per intercettare le
spese di
Natale – il rimborso massimo che si può ottenere è di 150 euro (cioè il 10% su una spesa limite di 1.500 euro). E arriverà a febbraio 2021.
Oltre a tutto ciò c’è un terzo tipo di
rimborso “speciale”: il cosiddetto super cashback. Un rimborso di 1.500 euro concesso ai 100mila aderenti che in ciascun semestre effettueranno più transazioni con strumenti elettronici. In questo caso conta il numero delle operazioni e non l’importo. Vale cioè anche il pagamento di un semplice
caffè al
bar. Il conteggio delle transazioni cashless riparte da zero alla fine di ciascun semestre. E i rimborsi - anche qui - arrivano entro 60 giorni.
Bisogna registrarsi su app IOPer aderire bisogna
registrarsi sulla
app IO: l’applicazione dei servizi pubblici che serve anche a fruire di altre agevolazioni (come il bonus vacanze), e alla quale si può accedere con le credenziali Spid (sistema pubblico di identità digitale) o con il Pin della carta d’identità elettronica (Cie).
Ma l’adesione al
programma può avvenire anche tramite i «
sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato» (cioè gli operatori che forniscono gli strumenti di pagamento, carta o app).
E-commerce esclusoIl rimborso è riconosciuto solo ai
maggiorenni residenti in
Italia che usano strumenti di pagamento elettronici esclusivamente per acquisti “privati”: cioè fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte e professione.
L’
e-commerce non partecipa al cashback. Ma vi rientra invece un servizio di consegna a domicilio come quello di Satispay (“Ordina a domicilio”).
Verifiche sui dispositivi abilitatiCome segnala il sito ufficiale
cashlessitalia.it, alcuni esercenti potrebbero non disporre da subito di un dispositivo di accettazione di carte e app di pagamento che consenta di partecipare al
cashback di Stato. Per questo, prima di eseguire un pagamento, si consiglia di verificare quest’eventualità direttamente con l’esercente, l’artigiano o il professionista. Il quale può contattare il proprio fornitore dei dispositivi di accettazione e chiedergli se ha aderito.
I rimborsi non sono tassatiIl disegno di legge di Bilancio 2021 – in fase di approvazione in Parlamento – precisa che: «I rimborsi attribuiti non concorrono a formare il reddito del percipiente per l’intero ammontare corrisposto nel periodo d’imposta e non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale». Significa che le cifre incassate con il
cashback non sono
tassate.