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Aiuti subito a chi chiude
Conte: dobbiamo salvare il Natale

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Conte: dobbiamo salvare il Natale
Aiuti subito a chi chiude Conte: dobbiamo salvare il Natale
Primo Piano del 25 ottobre 2020 | 14:45

Conte garantisce bonifici sui conti correnti a sostegno delle aziende (sport, pubblici esercizi e spettacolo) che sospendono e riducono l'attività nelle prossime settimane. Ridurre i contagi per evitare il lockdown . «Siamo alla soglia di rischio di un RT di 1,5». «Non è coprifuoco, ma è meglio non muoversi» Due miliardi a sostegno delle imprese.

«Gli ultimi dati epidemiologici che abbiamo analizzato non ci possono lasciare indifferenti. L'analisi segnala una rapida crescita con la conseguenza che lo stress sul sistema sanitario nazionale ha raggiunto livelli preoccupanti». Parte da qui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa da Palazzo Chigi in cui ha annunciatio la più inattesa, dura e contestata stretta di queste settimane. «Dobbiamo fare il possibile per proteggere salute ed economia. Di qui la necessità di misure più restrittive, che entreranno in vigore questa sera fino al 24 novembre». E quasi a indorare una pillola dolorissima, annuncia aiuti e provvedimenti (fino a 2 miliardi euro), fra sgravi fiscali e versamenti a fondo perduto che arriveranno sui conti correnti delle imprese che chiuderanno o ridurranno l'attività. Un po'  poco però, per dirla francamente, considerando che per i soli pubblici esercizi la Fipe stima una costo secco di almeno 2,7 miliardi per novembre.  È il caso di bar, ristoranti pizzerie e pasticcerie che sono chiamate a pagare il prezzo più elevato di quello che per Conte non è un "coprifuoco" ma che francamente, sembra sempre più un lockdown annacquato. E a loro sono rivoilte parole precise: «I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell'Agenzia delle Entrate». «Arriveranno nuovi contributi a fondo perduto. Ci sarà un credito d'imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. Verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre». Se ciò fosse vero sarebbe un miracolo viste le esperienze finora avute e sarebbe la conferma di un impegno che Conte e e il ministro Gualtieri hanno preso direttamente con la Fipe. In caso contrario, non dimentichiamolo, sarebbe del resto rivolta e scontro sociale su tutte le piazze d'Italia. Questo il Governo non può dimenticarlo.

Aiuti subito a chi chiude Conte: dobbiamo salvare il Natale 

«La chiusura di teatri, sale concerto e cinema è stata una decisione particolarmente difficile, tra le altre», ha detto ancora il premier quasi a didendere il Ministro Dario Franceschini investito sui social da una bufera di accuse e insulti.  «L'obiettivo è chiaro, vogliamo tenere sotto controllo la curva epidemiologica perché solo così riusciremo a gestire la pandemia senza rimanerne sopraffatti. Ma questo significa offrire risposta efficiente e cure adeguate a tutti i cittadini e scongiurare lockdown generalizzato, il Paese non può piu permetterselo». «Non abbiamo introdotto il coprifuoco, non è una parola che amiamo ma raccomandiamo di muoversi solo per motivi di lavoro, salute studio e necessità. e di non ricevere a casa persone che non siano del nucleo familiare», parole che forse più di norme e Dpcm indicano la peoccupazione che sembra avere mosos il Governo e il Comittao tecnino fino a punto di sfidare le Regioni e le opposizonim contrarie a molte decisioni.

LE MISURE VOGLIONO GARANTIRE UN NATALE PER TUTTI: SACRIFICI ORA, NON A DICEMBRE
«L'Italia è un grande paese, l'abbiamo dimostrato la scorsa primavera, ce l'abbiamo fatta nella prima fase e ce la faremo anche adesso», ha spiegato Conte sottolineando che le misure prese adesso servono per evitare di chiudere tutto per Natale. «Riusciremo così ad affrontare dicembre e le festività natalizie con maggiore serenità. "Questo governo, pur nella varietà di sensibilità e posizioni, ha un obiettivo ben chiaro e queste misure delineano un quadro chiaro - ha spiegato Conte -non vogliamo penalizzare direttamente il tessuto produttivo ed economico ma nello stesso tempo se non stringiamo quelle misure difficilmente potremmo venirne a capo in questo mese novembre. Noi confidiamo che a novembre soffriremo un poco ma poi torneremo a respirare»

«I dati che stiamo esaminando dicono che la pandemia sta correndo in maniera uniforme e critica in tutta italia. Di qui l'intervento del governo a ridefinire quadro di misure restrittive. E potremo già nei prossimi giorni lasciare alle regioni di concordare con noi misure più restrittive. Con questo quadro di misure confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Vorremo arrivare al Natale con predisposizione d'animo serena», ha spiegato poi il presidente del Consiglio. Se le misure bastano? «Spero di si ma certo non è che a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole. Ma l'importante è arrivarci sereni», aggiunge.

LE POLEMICHE INVESTONO FRANCESCHINI
«Un dolore la chiusura di teatri e cinema - così su Twitter il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini -. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura». Una sorta di autodifesa del ministro che forse più di tutti ha spinto per questa streta. Peccato che Francescini dimentichi spesso di essere anche il ministro del Turismo e nin spende un aparola per bar,  ristoranti e pasticcerie. Forse sarebbe il caso che lasciasse ad altri questa delega. Sul web sono in tanti a chiederglielo.

LA VICEMINISTRO CASTELLI ANNUNCIA AIUTI
«Insieme alle misure più stringenti e uniformi che arriveranno con il Dpcm - annuncia su Facebook la vice ministro dell'Economia Laura Castelli -, ci saranno subito sostegni economici per quelle categorie che subiranno delle limitazioni per fermare la diffusione del virus. Provvedimenti, a cui stiamo lavorando in queste ore, che verranno adottati in modo rapido, per assicurare ristori, indennizzi e cassa integrazione a tutte le realtà coinvolte. Più di quanto abbiamo già fatto a marzo». Se lo dice chi consigliava agli esercenti di cambiare mestiere con aiuti dello Stato, forse ha davvero cambiato idea. Speriamo.

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Alberto Lupini


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