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Venerdì di protesta, fronte ampio. Ristoranti, rider, tassisti alleati

Da Torino a Bari, passando per Milano, Firenze, Bologna numerose manifestazioni hanno movimentato la giornata del 26 marzo. Tni Horeca Italia protagonista: «Due anni di prese in giro, non ne possiamo più»

26 marzo 2021 | 17:17

Venerdì di protesta, fronte ampio. Ristoranti, rider, tassisti alleati

Da Torino a Bari, passando per Milano, Firenze, Bologna numerose manifestazioni hanno movimentato la giornata del 26 marzo. Tni Horeca Italia protagonista: «Due anni di prese in giro, non ne possiamo più»

26 marzo 2021 | 17:17

Annunciati, attesi, avvenuti. Tanti gli avvenimenti caldi che hanno contraddistinto la giornata di venerdì 26 marzo. In piazza, fra mobilitazioni, scioperi e manifestazioni di solidarietà sono finiti pizzaioli, baristi, operatori dello spettacolo, imprenditori del wedding, circensi, giostrai, tassisti e rider. Un universo composito accomunato dallo stesso sentimento: frustrazione di fronte all’ennesimo periodo di chiusura che, con tutta probabilità, continuerà anche dopo Pasqua.

A Torino ci sono pure i giostrai
Uno dei centri della protesta è stata la città di Torino. Qui una giostra di cartone, enormi palloncini tricolore a formare un tendone e la macchina dello zucchero filato dei giostrai piemontesi hanno dato vita a un flash mob colorato in piazza Carignano che si è unito al sit-in degli uomini e delle donne ex Embraco, dei tassisti di piazza Vittorio Veneto e dei rider in piazza Statuto. Per non dimenticare i genitori contro la Dad. Un universo davvero complesso.

Le manifestazioni di Tni Horeca Italia
Situazione simile anche a Milano, Firenze, Bologna, Foggia e Perugia dove i protagonisti sono stati i membri dell’associazione Tni Horeca Italia che hanno mobilitato la ristorazione per solidarizzare con le altre categorie in protesta. A Milano, per esempio, alle alle 8.30 un migliaio di persone a piedi e taxi si sono ritrovati davanti alla stazione,  con un lungo corteo che ha raggiunto il centro di Milano per poi tornare alla stazione. A Bologna il corteo di taxi e ristoratori a passo d'uomo è partito dalla Regione Emilia-Romagna fino a piazza Maggiore.

Foto delle proteste di Tni Horeca Italia Venerdì di protesta, fronte ampio Ristoranti, rider, tassisti alleati

Foto delle proteste di Tni Horeca Italia

A Firenze, un lungo serpentone di taxi, auto e scooter per un totale di quasi tremila mezzi, ha sfilato a suon di clacson bloccando la zona dell’Isolotto e di Porta Romana. Una delegazione ha poi incontrato il sindaco Dario Nardella che ha preso l’impegno di sospendere da venerdì prossimo il divieto di vendita degli alcolici durante i fine settimana. Prodromi di quello che dovrebbe essere l’incontro di domani con il governatore Eugenio Giani.

«Due anni di prese in giro, non ne possiamo più. Chiediamo indennizzi adeguati per le perdite subite fino ad oggi e per questo è urgente un nuovo scostamento di bilancio. Le misure del governo Draghi sono ad oggi del tutto insufficienti», ha affermato Pasquale Naccari, presidente di Tni Horeca Italia.

Ciclofattorini in sciopero, chidono aiuto ai clienti
Anche i rider del food delivery hanno incrociato le braccia, invitando i clienti a solidarizzare con la loro causa non ordinando cibo a domicilio per 24 ore. La protesta arriva a meno di un giorno dalla firma del protocollo di intesa (in via sperimentale) fra Assodelivery e i sindacati. Nel documento, riferimenti a legalità, fine del caporalato e dell’intermediazione illecita.

I rider scesi in strada nelle maggiori città italiane chiedono però un contratto vero e proprio, con tutele reali, concrete garanzie, equità e rispetto del loro lavoro con una retribuzione adeguata. In altre parole, un contratto collettivo nazionale.  

Spettacolo, campane a morto e bare a Bari
Anche il mondo dello spettacolo ha fatto “vedere” la propria rabbia. A Bari, in piazza Libertà, campane a morto e 110 bare una accanto all’altra con sopra microfoni, cavi, luci hanno voluto simboleggiare la morte del settore. «Quella di oggi è una installazione simbolica, la rappresentazione dello stato attuale del settore, tutto fermo da un anno, è l'estremizzazione di questa condizione ed è quello che potrebbe diventare il prossimo futuro per le nostre attività, la morte, se non si prenderanno concreti provvedimenti», ha detto Pino Loconsole, amministratore dell'azienda Lucidiscena e presidente regionale Fedas (Federazione aziende dello spettacolo).

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