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Lavoro: obbligo di green pass per tutti. Se senza, niente stipendio dopo 5 giorni

Il Governo ha deciso l'estensione dal 15 ottobre della certificazione verde a chi opera nel pubblico e nel privato. Costi dei tamponi calmierati. I controlli affidati alle aziende. Per chi elude le verifiche o si rifiuta di mostrare il pass, sono previste sanzioni dai 600 ai 1.500 euro.

16 settembre 2021 | 18:26
Green pass obbligatorio per l'accesso al luogo di lavoro pubblico o privato dal 15 ottobre Green pass obbligatorio per i lavoratori dal 15 ottobre. I controlli in capo ai datori di lavoro
Green pass obbligatorio per l'accesso al luogo di lavoro pubblico o privato dal 15 ottobre Green pass obbligatorio per i lavoratori dal 15 ottobre. I controlli in capo ai datori di lavoro

Lavoro: obbligo di green pass per tutti. Se senza, niente stipendio dopo 5 giorni

Il Governo ha deciso l'estensione dal 15 ottobre della certificazione verde a chi opera nel pubblico e nel privato. Costi dei tamponi calmierati. I controlli affidati alle aziende. Per chi elude le verifiche o si rifiuta di mostrare il pass, sono previste sanzioni dai 600 ai 1.500 euro.

16 settembre 2021 | 18:26

Il Governo ha deciso: green pass per tutti i lavoratori, pubblici e privati, dal 15 ottobre e fino al termine dell’anno in corso. Durante il Consiglio dei ministri del 16 settembre, infatti, è stata trovata la quadra sull’estensione dell’obbligo della certificazione verde per accedere al luogo di lavoro. Controlli affidati ai datori di lavoro. Per chi risultasse sprovvisto di green pass si rischia la sospensione dal posto di lavoro con relativa interruzione dello stipendio. In nessun caso, però, si può provvedere al licenziamento (in allegato, in fondo all'articolo, il testo completo del decreto).

 

Settore pubblico e privato, chi deve esibire il green pass?

Per quanto riguarda il settore pubblico, la richiesta di green pass obbligatorio finora riservata ai professori e al personale scolastico, diventa uno standard per tutti gli enti pubblici economici e gli organi di rilievo costituzionale nonché per il personale delle Autorità amministrative indipendenti. Ma anche per gli uffici giudiziari. Nel settore privato, l’obbligo si estende a tutti i lavoratori che vogliano accedere al luogo di lavoro.

Per estensione, l'obbligo di green pass si estende anche a chi opera nel volontariato, alle partite Iva e alle colf/badanti. Ma anche a idraulici ed elettricisti che svolgono il loro lavoro entrando in casa dei clienti. Così come agli studi professionali.

Più in particolare, l'obbligo di green pass vale per tutti quei lavoratori delle attività a contatto con il pubblico in cui è richiesta l'esibizione della certificazione. La norma vale quindi per ristoranti e bar, palestre, piscine, circoli sportivi, lavoratori dello spettacolo e delle sale da gioco. Dovranno avere il green pass anche i tassisti, i conducenti dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza (sui quali dall'1 settembre è richiesto il green pass per salire a bordo) e quelli del trasporto locale. Obbligatorio anche per chi lavora nei negozi, nelle farmacie, nei tabaccai e nelle edicole. 

I lavoratori interessati dalla nuova norma sono circa 18 milioni fra pubblico e privato (che diventano 23 se si considerano anche i settori come scuola e ospedali già normati). Di questo, secondo i dati diffusi dal Governo, circa 13,9 milioni sono in possesso del green pass. Quelli senza sono 4,1 milioni. Più nel dettaglio, i lavoratori del settore privato che hanno il certificato verde sono 11 milioni (l’80%), 3,7 milioni quelli senza. Per il settore pubblico, fra le categorie già obbligate alla vaccinazione, le cifre sono 2,3 milioni con e 115mila senza. Fra quelli non obbligati alla vaccinazione, invece, 600mila hanno il lasciapassare sanitario e 300mila no.

Esentati, ovviamente, i soggetti che non possono sottoporsi al vaccino in base a idonea certificazione medica.

 

Controlli affidati ai datori di lavoro (o loro delegati)

Per quanto riguarda i controlli, questi spettano al datore di lavoro (o a un suo delegato). Nel caso del settore pubblico nel quale operino dei lavoratori di aziende esterne (come nel caso delle mense per le scuole) la verifica spetta anche al datore di tali società relativamente alla certificazione del proprio dipendente. In tutti i casi, i controlli devo venire effettuati quanto più possibile in fase di accesso al luogo di lavoro. E non sono esclusi possibili verifiche a campione.

Oltre a mascherina, distanziamento e frequente igienizzazione delle mani in ufficio ora si dovrà presentare anche il green pass Lavoro: obbligo di green pass per tutti. Se senza niente stipendio dopo 5 giorni

Oltre a mascherina, distanziamento e frequente igienizzazione delle mani in ufficio ora si dovrà presentare anche il green pass

 

Dalla sospensione dal lavoro alla sanzione pecuniaria, cosa rischia chi è senza green pass

Le sanzioni nel campo pubblico, in caso di mancata esibizione del green pass, si tramutano in assenze ingiustificate con una tolleranza di cinque giorni. Passati i cinque giorni e in mancanza di certificazione verde, il contratto di lavoro è sospeso e non viene versato alcun stipendio o emolumento fino alla presentazione del documento (che si può ottenere dopo la vaccinazione oppure un tampone negativo). In ogni caso, non possono essere prese sanzioni disciplinari ed è conservato il rapporto di lavoro in essere. Per quanto riguarda le aziende private, anche in questo caso i lavoratori senza green pass vengono sospesi dal lavoro senza la corresponsione dello stipendio. La sospensione viene subito comunicata al dipendente ed è efficace fino alla presentazione della certificazione verde.

 

Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione della predetta certificazione, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, per un periodo non superiore ai 10 giorni.

Oltre a queste sanzioni, il decreto introduce pene pecuniarie per chi elude i controlli o si rifiuta di mostrare il certificato: dai 600 ai 1.500 euro. Parallelamente, il datore del lavoro che non controlla i pass dei dipendenti è punito con la sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro.

 

 

Smart working per chi non è senza green pass? Non è una soluzione automatica

Per quanto riguarda l'alternativa dello smart working, a cui eventualmente destinare i lavoratori senza green pass, il Governo fa sapere che non è una soluzione automatica. Detto diversamente, il datore di lavoro piò chiedere al lavoratori di operare da remoto ma questo non è da considerarsi un sostituto naturale del green pass (che peraltro non è richiesto per lavorare da casa). 

 

Prezzi fissi per i tamponi in farmacia, che ora durano 72 ore

Per andare incontro ai lavoratori non vaccinati, è fatto obbligo alle farmacie di calmierare i prezzi dei tamponi. Il costo sarà nullo per chi non potesse sottoporsi alla somministrazione del vaccino per questioni medico-sanitarie, di 8 euro per i minorenni e di 15 per i maggiorenni.

Per quanto riguarda la durata dell'esito dei tamponi, il Governo ha accolto la richiesta degli enti locali sulla validità sarà estesa a 72 ore per i test molecolari. Il tampone antigenico, invece, continuerà avere una validità di 48 ore.

 

Rsa e mense scolastiche già normate

Nel decreto del 10 settembre, invece, il Governo aveva già normato l’obbligo di green pass per quanto riguarda scuole e Rsa. Con quell’intervento, il green pass è diventato obbligatorio per tutti i dipendenti esterni che lavorano all’interno degli istituti scolastici: dalle aziende di pulizia a quelle che si occupano del servizio mensa (finanche ai genitori nel caso volessero accedere al plesso scolastico). Per quanto riguarda i lavoratori delle residenze per anziani, siano essi esterni o dipendenti della struttura, scatta dal 10 ottobre l’obbligo di vaccinazione, oltre che di green pass per accedere al luogo di lavoro.

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