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Cosa cambia dall’11 ottobre nel tempo libero. Per bar e ristoranti niente

Possiamo dire addio al distanziamento sociale di un metro per cinema, teatri e musei. Il Consiglio dei ministri ha deciso le capienze anche di stadi e discoteche. Con l'obbligo del green pass. Nessuna nuova per i pubblici esercizi

09 ottobre 2021 | 12:49

Cosa cambia dall’11 ottobre nel tempo libero. Per bar e ristoranti niente

Possiamo dire addio al distanziamento sociale di un metro per cinema, teatri e musei. Il Consiglio dei ministri ha deciso le capienze anche di stadi e discoteche. Con l'obbligo del green pass. Nessuna nuova per i pubblici esercizi

09 ottobre 2021 | 12:49

L11 ottobre sarà una data importante: finalmente potremmo dire addio al distanziamento sociale di un metro. In ogni luogo? No, purtroppo non per bar e ristoranti! Il parere del Comitato tecnico scientifico era già arrivato a fine settembre per stadi, cinema e teatri e per le discoteche due giorni fa e ora è arrivata la rettifica del governo. Il Consiglio dei ministri ha persino rivisto al rialzo le indicazioni del comitato tecnico scientifico consentendo a cinema e teatri di tornare alla normalità. Ovviamente con l’obbligo del green pass, strumento indispensabile senza il quale queste aperture non sarebbero state possibili. Ristoranti e bar ancora lasciati indietro… Vediamo nel dettaglio come ripartiranno stadi, palazzetti dello sport, cinema, teatri e discoteche e cosa invece rimane invariato per i pubblici esercizi.

Riaperture, stop al distanziamento sociale di un metro Cosa cambia dall’11 ottobre nel tempo libero. Per bar e ristoranti niente

Riaperture, stop al distanziamento sociale di un metro


Ristoranti e bar, non cambia nulla

Dal 22 giugno 2021, per la zona bianca, è venuto meno il limite massimo di capienza di 6 persone per tavolo, negli spazi al chiuso, in precedenza previsto con Ordinanza del Ministero della salute del 4 giugno 2021 (si ricorda che la limitazione già non riguardava più i tavoli all’aperto).


Ricordiamo che dal 1° settembre 2021, il green pass è indispensabile per accedere ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso. Non è previso invece per i tavoli all’aperto, cosa che continua a creare discriminazione tra i clienti e mettere in difficoltà per la gestione i ristoratori. Senza parlare poi del paradosso del bacone: è possibile consumare al bancone del bar senza esibire il green pass. Dal 15 ottobre, infine, l'obbligo del green pass sarà esteso anche a tutti coloro che ci lavorano.


Capienza stadi al 75% e palazzetti dello sport al 60%

Per stadi e palazzetti, il governo ha stabilito un aumento della capienza massima delle strutture all’aperto al 75% e per quelle al chiuso al 60% in zona bianca.


L’ingresso è consentito sono con il green pass. Tra le raccomandazioni: la capienza negli impianti dovrà essere rispettata utilizzando tutti i settori e non solo una parte al fine di evitare il verificarsi di assembramenti in alcune zone; dovranno essere rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi, raccomandando che ci sia vigilanza sul rispetto delle indicazioni.

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Capienza cinema e teatri: 100%

Per cinema e teatri, il Cts raccomandava una capienza all’80%, ma il governo è andato oltre portandola al 100% anche al chiuso in zona bianca. Un risultato possibile proprio grazie all’abolizione della distanza interpersonale di un metro.


Anche in questo caso raccomandato che fossero rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi e che fosse posta massima attenzione alla qualità degli impianti di aereazione (oltre che alla vigilanza sul rispetto delle indicazioni).


Capienza musei: 100%

100% anche per i musei dove non c’è nessuna limitazione agli accessi e l’abolizione della distanza interpersonale.

 


Capienza discoteche: 50% al chiuso

Tra le patate bollenti più difficili da gestire c’erano le discoteche. Dopo l’indicazione del Cts a riaprirle al 35%, erano insorti i gestori e la Siae, secondo le quali, con una capienza del genere non varrebbe nemmeno la pena riaprire.

Grido d’allarme che è stato recepito, in parte dal Consiglio dei ministri che ha portato la capienza al 50% al chiuso e al 75% all’aperto.

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