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Turismo: contratti brevi e troppa incertezza. Ecco perchè mancavano lavoratori stagionali

Il sondaggio di LavoroTurismo conferma le difficoltà per trovare addetti e l'aumento delle ore di lavoro procapite. La colpa non era del reddito di cittadinanza. Ma per molte imprese c'è stato un recupero del fatturato

di Martino Lorenzini
 
26 gennaio 2022 | 17:29

Turismo: contratti brevi e troppa incertezza. Ecco perchè mancavano lavoratori stagionali

Il sondaggio di LavoroTurismo conferma le difficoltà per trovare addetti e l'aumento delle ore di lavoro procapite. La colpa non era del reddito di cittadinanza. Ma per molte imprese c'è stato un recupero del fatturato

di Martino Lorenzini
26 gennaio 2022 | 17:29
 

Svelato uno dei "misteri" che aveva contraddistinto l'ultima estate del turismo stagionale, quando molti imprenditori avevano lamentato grosse difficoltà nel trovare personale. La maggior parte pensava che fosse per l'introduzione del reddito di cittadinanza che aveva di fatto scoraggiato i lavoratori (cuochi, baristi, camerieri e personale di sala, ma anche bagnini, animatori, istruttori di discipline sportive e guide) a cercare un impiego o per il fatto che non avessero più voglia di impegnarsi. Una lamentela che era giunta anche in Parlamento, tanto che in quel momento si era anche pensato di togliere l'ammortizzatore sociale. In realtà dal sondaggio online di LavoroTurismo (sito Web pensato per la ricerca di lavoro, personale, informazioni e servizi nel turismo), realizzato in collaborazione con Italia a Tavola, la realtà è ben diversa. Questo autunno 1.650 lavoratori e 332 imprenditori hanno partecipato al questionario da cui è emerso che solo il 3% dei lavoratori ha rifiutato l'impiego perché aveva il reddito di cittadinanza. Tutti lo hanno invece cercato, invano, prima dell'inizio della stagione. Allora c'era troppa incertezza e si prospettava di lavorare soltanto per mezza stagione. Questo ha di fatto scoraggiato molti lavoratori a trasferirsi nelle località turistiche. Ma non solo; dal sondaggio è emerso che il 55% degli intervistati ha poi lavorato più del dovuto, dalle 9 alle 12 ore, e non ha nemmeno avuto adeguati turni di riposo. Aspetti che sicuramente finiscono ulteriormente per scoraggiare la ricerca di impiego. Gli imprenditori, invece, hanno avuto un'ottima stagione, il 77% ha migliorato il fatturato, anche se era prevedibile che avvenisse, visto che nel 2020 c'era invece stato un calo del 30%.

Turismo stagionale: ottima l'estate per le aziende, ma i lavoratori hanno dovuto sgobbare più del dovuto

Il lavoro cercato e mai trovato

Dal sondaggio di LavoroTurismo è emerso che il 75% degli intervistati ha cercato il lavoro, ma non lo ha trovato. Lo si è cercato, come si fa normalmente, prima della stagione, ma c'erano ben poche posizioni aperte per l'incertezza del mercato. Non si sono utilizzati tutti i canali disponibili, in particolare quelli online, oppure sono stati proposti impieghi per tempi brevi (2-3 mesi), quindi di poco interesse per chi si doveva trasferire. Infine, solo una parte ridotta godeva di politiche di sostegno economico, solo il 3% infatti aveva il reddito di cittadinanza, mentre erano il 28% quelle che potevano godere della Naspi, un'indennità mensile di disoccupazione.

 

Il parere degli imprenditori sulle defezioni

Dall'altro canto, ovvero a sentire gli imprenditori, la percezione è che l’incertezza iniziale legata all'avvio della stagione abbia certamente influito nelle ridotte assunzioni avvenute nella prima parte dell'estate, ma poi le aziende hanno assunto e anche più del solito (43%). In realtà, dal sondaggio emerge che avrebbero assunto molto di più, se avessero trovato il personale. Quasi il 70% delle aziende informa che ha avuto molta difficoltà nella ricerca di personale. Secondo le aziende, tra le cause di questa carenza, ci sono due grandi tematiche: le ben poco apprezzate azioni di sostegno al reddito, l’ampiamente discusso Reddito di cittadinanza, rinforzato dall'indennità di disoccupazione, e la mancanza di voglia e passione per il lavoro oltre alla formazione non adeguata. Ipotesi smentite dalle risposte ricevute dai lavoratori.

 

Giornate lavorative oltre le nove ore  

Un aspetto che sicuramente deve far riflettere gli imprenditori e che potrebbe allontanare in futuro le richieste di lavoro è stato quello legato alla durata della giornata lavorativa. Escludendo gli impiegati in part time, oltre il 55% delle persone ha lavorato ogni giorno troppe ore: da 9 a più di 12. Oltre a questo, rispetto all’anno precedente quasi il 40% ha dichiarato di aver lavorato più ore. Inoltre, in merito al giorno libero settimanale di riposo, quasi 1 lavoratore su 5 non ha mai avuto giorno libero durante tutto il loro impiego lavorativo, 1 su 3 se includiamo gli occasionali.

Altro aspetto negativo è stato quello dell'alloggio.  Circa il 64% dei partecipanti ha promosso questo benefit offerto dalle aziende, il 36% lo boccia perchè spesso si è dormito in locali sovraffolati.

Da segnalare anche il dato sullo stipendio. Dal sondaggio si scopre che quasi il 32% dei partecipanti ha guadagnato meno della scorsa stagione.

In ogni modo le condizioni di lavoro rispetto all’anno precedente sono risultate: migliori per il 41,4%, uguali per il 36,8%, peggiori per il 21,8%. Sul trattamento dei dipendenti da parte dell'azienda, il 66% si è detto soddisfatto, mentre il resto no.

 

 

La maggior parte dei lavoratori si è detta comunque soddisfatta dell’impiego

Alla domanda «ti piace o sei soddisfatto del tuo attuale lavoro», quasi il 75% ha espresso una valutazione positiva. Questo è un dato significativo, che ribadisce che chi lavora nel settore è contento di farlo. Meno gradita è invece la scelta del lavoro stagionale, che per oltre il 50% è una necessità. Tra i fattori di attrazione più importanti nella scelta di un impiego al primo posto c'è il benessere sul posto di lavoro, seguito dalla valorizzazione della persona e del proprio lavoro, in terza posizione c'è lo stipendio, in quarta i giorni liberi e i buoni orari di lavoro.

 

 

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Le risposte delle aziende sull'andamento della stagione

Al sondaggio riservato agli imprenditori hanno partecipato 332 aziende, in gran parte di piccole e medie dimensioni. L’estate, partita in ritardo e con inevitabili incertezze, è stata, per le località stagionali, una grande stagione.

Alla domanda: «Quanto sei soddisfatto della stagione», le risposte positive superano l’85%; di questi, il 12% addirittura moltissimo. A questo si aggiunge il fatto che il 77% informa che il loro fatturato è aumentato e di questi per quasi il 22% è molto superiore alla stagione precedente. D'altronde il risultato era prevedibile visto che nel 2020 il calo era stato del 30%.

Nel complesso gli imprenditori hanno promosso i loro collaboratori in merito alle loro abilità pratiche e alle conoscenze teoriche, con valutazioni positive superiori al 50% e lievemente insufficienti per quasi il 40%. Positive anche le valutazioni sulle soft skills. Il settore più apprezzato e qualificato è stato quello di cucina e pasticceria, segue il front office. Quello meno qualificato il settore dei servizi, seguito dal settore pulizie e cucina.

I risultati del sondaggio sull'estate 2020

Lo scorso anno, al sondaggio avevano partecipato 1.500 persone e 450 imprenditori. I risultati sono poi stati diramati dividendo il campione fra lavoratori e aziende. In quel caso era emerso che quasi la metà degli impiegati aveva lavorato oltre le 9 ore al giorno. Il trattamento lavorativo era invece stato peggiore, rispetto alla stagione precedente. Gli imprenditori nel 2020 avevano invece avuto una riduzione di circa il 30% del fatturato.

 

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