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Firenze e Venezia si svuotano
Albergatori: venite, belle come mai

Firenze e Venezia si svuotano 
Albergatori: venite, belle come mai
Firenze e Venezia si svuotano Albergatori: venite, belle come mai
Primo Piano del 05 marzo 2020 | 07:30

I dati di affluenza al ribasso nelle città d’arte e le disdette a valanga hanno ingessato il mercato alberghiero. Uno stallo, in attesa di tempi migliori, dovuto agli effetti del coronavirus. Le due città però di solito iper affollate risultano molto più vivibili in questo periodo. Un'occasione ghiotta per godersi atmosfere diverse.

Il turismo da grandi numeri sta cambiando il volto della città. Questa la lamentela ricorrente degli abitanti di Firenze e Venezia fino all’ultima stagione estiva. L’antefatto sono i dati dell'Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), l’agenzia Onu di riferimento, che aveva segnalato nel 2019 più di un miliardo e 300 milioni di turisti varcare le frontiere del proprio Paese di residenza. Una marea dall’andamento costante, orientata a concentrarsi sempre sulle mete più ambite, quelle classiche, con l’Italia ben ancorata ai vertici delle fantasie globali di benessere.

Venezia - Firenze e Venezia si svuotano Albergatori: venite, belle come mai
Venezia

Poi il reset, imponderabile. Desiderate e assalite, Venezia e Firenze sono state fino a una manciata di giorni fa le capitali dell’overtourism, una piaga per alcuni, una manna per altri. Una nota dell'associazione italiana Confindustria Alberghi è eloquente: "A dieci giorni dall'esplosione dell'emergenza coronavirus in Italia il settore turistico alberghiero sta affrontando una situazione di fermo assoluto su tutto il territorio nazionale. Aumentano le segnalazioni di aziende costrette a chiudere a fronte della completa assenza di ospiti. Abbiamo molto apprezzato - ha puntualizzato la nota - la tempestività del Governo che già nel Decreto Legge pubblicato con le prime Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19 ha inserito alcune prime misure per le imprese del settore”.

In particolare è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Dl 2 marzo 2020, n. 9  con i primi provvedimenti a sostegno del settore turistico-alberghiero. L’articolo 8 prevede, per tutto il territorio nazionale, la sospensione fino al 30 aprile 2020 (termine aggiornato rispetto a quello di fine marzo comunicato in precedenza) dei termini relativi ad adempimenti e versamenti delle ritenute alla fonte e dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

Questo il contesto. Ma Firenze e Venezia come stanno reagendo? Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo dove si segnala una tendenza al ribasso dei prezzi in alcuni alberghi della Serenissima. Italia a Tavola ha voluto sentire il polso dell’andamento della domanda e offerta ricettiva con un campione di 4 stelle nelle due città d’arte per antonomasia.

Firenze - Firenze e Venezia si svuotano Albergatori: venite, belle come mai
Firenze

Siamo partiti da Firenze. «Il calo è percepibile - commentano dall’Hotel Horto Convento - siamo noi che in base agli eventi moduliamo i prezzi. Il tariffario è flessibile». Nessuno sbilanciamento sui prezzi. Bocche cucite anche all’Hotel L’Orologio, dove però si si segnala un calo delle presenze che oscilla tra il 70 e l’80%. Un dato che rappresenta un po’ la forbice delle disdette nel centro del capoluogo toscano, segnalata tra il 60 e l’80% dall’Hotel Brunelleschi. Su questa linea, «tra il 60 e il 70%» anche l’Hotel Lungarno Vespucci 50 dove sul fronte prezzi si è disponibili a un minimo di commento: «Al momento siamo ai prezzi di sempre. Si aspetta che passi la buriana». Navigazione con pilota automatico.

Assenza di gravità anche a Venezia. «Non abbassiamo i prezzi, teniamo quelli che ci sono» e «Nessuna promozione», sono i commenti a denti stretti dall’Hotel Royal San Marco e dal Cavalletto & Doge Orseolo. Sempre garbati, ma un minimo più disponibili al Relais Piazza San Marco: «I prezzi cambiano di giorno in giorno in base alla domanda. Al momento sono abbastanza bassi».

Una presa di posizione energica e onesta quella di Gabriele Marchiori, direttore dell’Hotel Monaco&Gran Canal, l’unico che non era fuori sede e che appena si è liberato ci ha richiamato. «I dati al ribasso al 60-80% sono ottimistici - spiega a Italia a Tavola - In termini di presenza alberghiera il calo rispetto allo scorso anno è dell’80-85% e riguardo la ristorazione noi possiamo parlare di una riduzione del 95%. Non pensiamo di abbassare i prezzi, anche perché quando tutto sarà passato ritornare alle tariffe normali sarà difficilissimo. Nel nostro piccolo invitiamo la clientela a venire a visitare Venezia che in questo periodo difficile si offre in una dimensione paesaggistica, ambientale e architettonica unica».

Una Venezia silenziosa e d’atmosfera, la città di uno splendore che ha attraversato i secoli. Marchiori comunica l’essenza dell’accoglienza offrendo un’ospitalità sensibile, coraggiosa e potente.

© Riproduzione riservata

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