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di Federico Biffignandi
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Alberghi e Turismo in tandem
La ripartenza va in bicicletta

Alberghi e Turismo in tandem 
La ripartenza va in bicicletta
Alberghi e Turismo in tandem La ripartenza va in bicicletta
Primo Piano del 08 giugno 2020 | 06:50

L’estate covid free aumenta le possibilità che i turisti scelgano di spostarsi in bicicletta (mezzo indicato come emblema di uno stile di vita anti contagio), anche in viaggio. Un’indagine Isnart-Legambiente stima che i viaggiatori sui pedali aumenteranno di 5 milioni. Ossigenno per gli alberghi?.

L’estate 2020 all’insegna delle linee guida anti contagio imporrà di limitare al massimo gli assembramenti e di frequentare il più possibile luoghi aperti piuttosto che chiusi. L’estate ai tempi del covid, in ottica vacanze, non sarà però solo guidata da restrizioni fisiche, ma anche da un cambio di mentalità più ideale che deve coinvolgere i turisti.

Alberghi e Turismo in tandem La ripartenza va in bicicletta
Il cicloturismo potrebbe aiutare gli alberghi in questa esatte di incertezza

Del resto la quarantena ci ha insegnato a rallentare, fermarci, ripensarci, comprendere quanto la libertà e il contatto con la natura siano l’essenza dell’essere umano. Caratteristiche queste che si ritrovano molto anche nella bicicletta che in questa estate 2020 ha i favori del pronostico per diventare la regina dei mezzi di spostamento, ma anche la protagonista di chi potrà permettersi le vacanze.

Ecco che quindi il mondo del cicloturismo, dopo anni di ascesa nascosta, si candida a diventare la gallina dalle uova d’oro del settore. Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando nel nostro Paese e quest’anno lo scenario estivo potrebbe registrare un ulteriore aumento, se gli 1,4 milioni di cicloturisti italiani confermassero tale modalità di vacanza principale ed a questi si aggiungessero i cicloturisti che normalmente si muovono tra gennaio e maggio, raggiungendo così quota 2,7 milioni.
 
Trentino meta preferita dai cicloturisti - Cicloturismo, gli hotel si attrezzino Potenziale da 25 milioni di clienti
Trentino meta preferita dai cicloturisti

Nel 2019 sono stati stimati 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani, dunque quest’anno considerando anche dei brevi soggiorni autunnali (due/tre giorni) a fine 2020 si raggiungerebbero le 25,9 milioni di presenze (+26%). I dati emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente. Un potenziale enorme, quello della mobilità in bicicletta, che avrà un ruolo fondamentale nell’immediato futuro e che può avere un effetto volano sul settore ciclo-viaggi dalle straordinarie potenzialità in considerazione del contesto paesaggistico e culturale italiano.
 
I numeri evidenziati nel rapporto restituiscono l’immagine di un fenomeno uscito ampiamente dalla condizione di nicchia e che determina un impatto economico rilevante, e con enormi potenzialità di crescita. In Italia nel 2019 sono state vendute 1,7 mln di biciclette (3 al minuto), e quasi 2 milioni di italiani la usano come mezzo di trasporto quotidiano. Grazie anche agli incentivi previsti dal Governo (sui quali però ci sono ancora punti di domanda sui tempi e modi di erogazione) invece nell'ultimo mese le vendite di biciclette e monopattini sarebbero quasi raddoppiate. Lo ha comunicato Piero Nigrelli, direttore dell'Associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma) di Confindustria, raccontando che da quando hanno riaperto i negozi di biciclette se ne sono vendute dalle 500mila alle 600mila in tutto il Paese.
 
Nel 2019, il cicloturismo - comprendendo turisti italiani e stranieri - ha generato quasi 55 milioni di pernottamenti, corrispondenti al 6,1%del totale e generando una spesa complessiva di 4,7 miliardi di euro, pari al 5,6% del totale, di cui 3 miliardi generati dalla componente internazionali dei turisti. La spesa media giornaliera pro capite del cicloturista si attesta intorno ai 75 euro. Dati questi che costringono anche gli alberghi (in grave crisi) a ripensarsi mettendo a disposizione strutture in grado di accontentare i clienti che viaggeranno in bicicletta o che comunque la utilizzeranno diffusamente durante il soggiorno lasciando magari in secondo piano le spiagge "limitate".
 
«Nell’attuale situazione di crisi determinata dall’emergenza Covid occorre ricercare anche prospettive di opportunità - dichiara Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart - e lo sviluppo del cicloturismo è sicuramente tra queste. È quindi importante introdurre incentivi alla smart mobility e agli acquisti di mezzi di mobilità alternativa che tanto più saranno diffusi anche in modalità cittadina, tanto più estenderanno il loro impatto positivo su un segmento del comparto turistico ad alto potenziale di sviluppo, di grande interesse per i flussi internazionali e altamente qualificante per il Paese sotto i profili dell’attenzione all’Ambiente e alla Sostenibilità».

Il cicloturismo potrebbe aiutare gli alberghi in questa esatte di incertezza - Cicloturismo, gli hotel si attrezzino Potenziale da 25 milioni di clienti

Secondo i tour operator specializzati in cicloturismo il pacchetto medio corrisponde a 7 notti, per un valore di circa 900 €, e può essere itinerante o a base fissa. Gli stessi tour operator rilevano l’effetto trainante che le e-bike, le biciclette a pedalata assistita, hanno avuto sul comparto. Del cicloturismo va considerata non solo la consistenza assoluta ma anche l’importanza “relativa” rispetto al complesso dell’economia turistica locale. Infatti, il peso del cicloturismo sulla domanda turistica complessiva dell’Italia è in media il 6%, mentre nelle regioni a più alta vocazione cicloturistica l’incidenza è notevolmente più marcata, nell’ordine del 15% / 20%.

Più pedalate in Trentino Alto Adige
Il Trentino-Alto Adige è la Regione che da sola intercetta la fetta più consistente (30% del totale) dell’intero flusso. La Regione vanta 16 milioni di pernottamenti di cicloturisti (15% del movimento turistico globale), con 73 euro di spesa giornaliera pro-capite. Tutto ciò si traduce in 1,1 miliardi di euro di spesa cicloturistica complessiva annua. Considerato che la Regione vanta 3.256 km di percorsi cicloturistici, l’impatto economico generato dal cicloturismo è di circa 338 mila euro per km di ciclabile. Applicando questi fattori spesa/Km su scala nazionale - in Italia ci sono oltre 58 mila km di itinerari cicloturistici (ciclabili + ciclopedonali + ciclovie)- l’impatto del cicloturismo potrebbe raggiungere volumi di oltre 5 volte quelli registrati finora.

L'Umbria sta puntando forte sulle biciclette - Cicloturismo, gli hotel si attrezzino Potenziale da 25 milioni di clienti
L'Umbria sta puntando forte sulle biciclette

L'Umbria nuova meta
Ma ci sono anche regioni sulla carta insospettabili che si stanno muovendo già da tempo. Come l’Umbria che, per via della sua morfologia, a tutto fare pensare tranne che ad una vacanza in bicicletta. Eppure è stato fatto un grande lavoro: «Ormai da anni - spiega Chiara Dall’Aglio, responsabile della Promozione integrata e turismo Umbria - stiamo creando itinerari che possano permettere ai ciclisti di pedalare sulle nostre strade e sui nostri sentieri con continuità. In particolare stiamo puntando sulla creazione di piste cicliabili da costruire su sedimi ferroviari in disuso. Penso alla Assisi-Spoleto-Norcia lunga 100 km, ma non solo. Vogliamo portare il turista alla scoperta delle nostre aree davvero verdi; da noi il turismo non è certo il primo settore per importanza ma proprio questa giocherà probabilmente quest’estate un ruolo chiave».

Le Marche tracciano vie ciclabili lungo il mare
Molto è stato fatto anche con le Marche, regione confinante, con un progetto che consente agli umbri di raggiungere il mare marchigiano in sella alla propria bicicletta. Le stesse Marche con il progetto “Marche Outdoor” hanno scelto di investire tantissimo sulla bicicletta come mezzo ideale per visitare le bellezze regionali. Non è un caso che abbiano scelto il campione Vincenzo Nibali come testimonial per la propria campagna pubblicitaria. Ma il progetto più grande e già realizzato in alcuni tratti, è quello di utilizzare il tratto del sedime feroviario mano a mano che la linea ferrata verrà spostata più all'interno rispetto all'attuale percorso lungo la costa.

Cicloturismo, gli hotel si attrezzino Potenziale da 25 milioni di clienti
Alessandro De Marchi

L'opportunità di un asse lungo il Po
In ogni caso il percorso in assoluto più importante e capace di fare compiere davvero un salto di qualità all'Italia sarebbe quello di completare i tratti di piste ciclabilo che ci sono lungo il Po'. Sarebbe l'opportunità più intereressante a livello europeo per lunghezza e varietà di luoghi (ambientali ed artistici da attraversare, e permetterebbe di unire in un percorso ambientale unico dalle Alpi piemontesi alla laguna veneta, passando attraverso 4 regioni.

A proposito di professionisti, non sono pochi quelli che oltre a correre come mestiere spendono parole importanti per sensibilizzare la popolazione a muoversi in bicicletta e a promuoverla. Tra questi c’è Alessandro De Marchi, corridore della CCC Team, che a Italia a Tavola ha lanciato un messaggio a coloro i quali stessero pensando di viaggiare in bicicletta quest’estate: «Direi a questo target di turisti di farlo, di mettere l’idea del cicloturismo in cima alla lista dei propri desideri - spiega - partendo con l’idea di un viaggio a misura d’uomo e a velocità lenta, deve essere una vacanza che scorre piano a ritmo di bicicletta. Questo periodo di quarantena e l’impossibilità di muoversi liberamente anche quest’estate ci sta costringendo a rivalutare le meraviglie dell’Italia ed è una grande opportunità che va colta. Purtroppo abbiano notevoli problemi di viabilità sulle nostre strade, ma la bicicletta è il mezzo migliore per spostarsi, per respirare e per allinearsi con le linee guida che gli esperti stanno indicando per limitare al massimo il rischio di contagio».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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