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Prenotazioni last minute e disdette
Settembre fa tremare il turismo

Prenotazioni last minute e disdette 
Settembre fa tremare il turismo
Prenotazioni last minute e disdette Settembre fa tremare il turismo
Primo Piano del 31 agosto 2020 | 08:30

Dopo un'estate che con agosto ha rialzato l'asticella, le imprese dell'ospitalità tornano a preoccuparsi per settembre. In Veneto non si fanno previsioni, ma le prenotazioni calano; al centro, in Toscana, c'è ottimismo ma solo fino alla riapertura delle scuole; al sud la Penisola Sorrentina piange gli stranieri mancati.

Il mese di giugno ha registrato numeri negativi sotto ogni punto di vista; luglio ha rialzato l'asticella, delineando un trend caratteristico di quest'estate 2020 che è il turismo di prossimità - mordi e fuggi; agosto ha risollevato le sorti di una stagione destinata ad essere ricordata come una delle più critiche per il mondo dell'accoglienza (e non solo), senza però "salvarla". Il turismo quest'anno è stato colpito con decisione dal covid, che ha instillato negli italiani la paura a viaggiare, ha colpito il loro portafogli, ha ridotto a dismisura qualsiasi arrivo dall'estero. Ciò che ora ci si chiede è: agosto rappresenta un barlume di luce destinato a spegnersi o settembre e ottobre permetteranno alla stagione di allungarsi, recuperando i mesi persi da aprile a giugno? Abbiamo fatto un viaggio da nord a sud, per scoprire cosa le associazioni si aspettano da questi mesi tardo-estivi / autunnali ormai alle porte.

Settembre è alle porte, un'incognita dopo i barlumi di luce di agosto - Prenotazioni last minute e disdette Settembre fa tremare il turismo
Settembre è alle porte, un'incognita dopo i barlumi di luce di agosto

L'agosto al Nord Italia ha alzato l'asticella rispetto alla crisi dei mesi precedenti. Lo conferma Daniele Minotto, vice direttore dell'Associazione albergatori veneziani: «Nel nostro territorio di riferimento abbiamo visto una crescita del turismo ad agosto. Sul 70% di strutture che hanno aperto qui, l'occupazione si è aggirata attorno al 60-70%, decisamente superiore al 15% di luglio. Una presenza preponderante quella degli italiani rispetto agli stranieri, il cui mercato di riferimento - quello internazionale - si è notevolmente ristretto... Abbiamo avuto qualche sporadica presenza da Francia, Spagna, Austria, Svizzera e Germania». Dal veneziano, Minotto parla di un 40% di turisti stranieri, che deve però confrontarsi con l'86% dell'anno passato, una differenza abissale.



«Si è giocato molto sul bonus vacanze e sul turismo di prossimità». Una situazione che, a sentire Minotto, è stata vissuta in maniera simile anche nelle zone balneari come Jesolo: «Lì i numeri sono stati positivi per il mese di agosto. Il problema è l'aver avuto a che fare con una stagione decisamente più corta», che ora si deve confrontare con i "forse" di settembre e ottobre. «Il dubbio che abbiamo un po' tutti è che, essendo il turismo italiano preponderante quest'anno e finendo gli italiani le loro ferie con agosto, su settembre e ottobre sia impossibile fare previsioni. Si parla di clienti che prenotano all'ultimo momento, finché non siamo nel periodo in questione non possiamo fare alcuna previsione».

Il lungomare di Jesolo - Prenotazioni last minute e disdette Settembre fa tremare il turismo
Il lungomare di Jesolo

Prenotazioni ancora in forse, ma poche disdette per il prossimo periodo: «Sentendo anche Jesolo, se si verificano dei focolai, allora ci sono disdette in quelle zone, ma non altrove... Non è una tendenza, insomma. Oltre ai focolai, a provocare danni sono anche i media, soprattutto esteri: la stampa tedesca, ad esempio, ha scritto che tutto il Veneto è tornato in una fase critica simile a quella durante il lockdown. Questo scredita il territorio e dimentica che nel resto d'Europa le cose stanno andando molto peggio».

Di fronte a questa situazione di dubbio per i prossimi mesi, ci sono state però delle sorprese inaspettate in quelli passati: «Con la crisi, chi non è stato toccato dal punto di vista del reddito sono stati, ad esempio, gli anziani. Tanto che molti gruppi di pensionati hanno visitato Venezia nelle ultime settimane, qualcosa che non ci si sarebbe mai aspettati in questo periodo».

Per quanto riguarda zone turistico-balneari del centro Italia, per il prossimo mese sembra esserci più sicurezza. «Al mare la tendenza è quella di proseguire la stagione. Ci si aspettano buoni risultati almeno per settembre, visto come sono andati i weekend a luglio e agosto». Così ha commentato Paolo Corchia, presidente Federalberghi Toscana, che ha poi precisato: «Attenzione, quando parliamo di buoni risultati intendiamo, ad esempio, coprire i costi, dare lavoro ai propri dipendenti, soddisfare la voglia di vacanze dei propri repeaters, fedeli alla Versilia e alla costa Toscana».

Castiglioncello Bay, Toscana - Prenotazioni last minute e disdette Settembre fa tremare il turismo
Castiglioncello Bay, Toscana

Lo sguardo di Paolo Corchia si spinge sicuro oltre agosto, ma tentenna di fronte al 14 settembre, la data in cui dovrebbero cominciare le scuole: «Difficilmente riusciremo a tenere lo stesso livello di clientela oltre quella data».

Uno dei problemi maggiori è per tutte le zone d'Italia lo stesso: la mancanza della clientela internazionale, «anche se è iniziato un trend positivo circa i clienti comunitari, provenienti soprattutto da Germania e Francia. Questo perché l'Italia è considerata attualmente più sicura della Spagna, ad esempio, o della Francia stessa».

L'ottimismo (o se non altro, la speranza) di Corchia frena quando si parla delle città d'arte: «Persiste una situazione difficile, direi grave, nelle città. Si ferma insomma sulla costa questa estate 2020, che è andata meglio di quanto ci aspettassimo - basta ripensare alle incertezze di giugno... Ci si prospettava una situazione peggiore di quella che poi abbiamo vissuto, almeno in questo ultimo mese».

Tuttavia, nel centro Italia le disdette non si sono fatte attendere: «Anche i rallentamenti nelle prenotazioni. Tutto si è verificato, sia tra gli italiani che dal mercato comunitario quando i contagi qui in Italia sono schizzati intorno ai mille casi, come è successo in questi ultimi giorni. Non dovrebbe essere necessario terrorizzare le persone, almeno finché non aumentano i ricoveri giornalieri».

Il problema vero per i prossimi mesi sono gli eventi e le manifestazioni annullati causa covid, per i quali chiaramente risente in primis l'ospitalità. «Penso a Lucca. Non si sa come andrà il Comix quest’anno, se sarà fatto in maniera ridotta o se salterà. Il Lucca Summer Festival, ad esempio, è saltato. Tutte queste cancellazioni non ci aiutano». E ancora, «settembre e ottobre sono mesi di convegni. La situazione attuale, sotto questo punto di vista, non ci porta ad essere troppo ottimisti». E infine, «c’è sempre l’incognita del tempo. Si spera che le prime due settimane di settembre non piova, altrimenti il turismo rischierebbe un ulteriore rallentamento».

Scendendo verso sud, agosto ha fatto indubbiamente recuperare terreno al turismo soprattutto nazionale. La Penisola Sorrentina, ad esempio, ha avuto grandi soddisfazioni a livello di ospitalità. E le previsioni di settembre? «Solitamente era il mese migliore - ha detto Costanzo Iaccarino, presidente Federalberghi Campania - ma non quest’anno. Siamo di fronta a un calo quasi totale delle prenotazioni, non c’è movimento, se non qualche italiano che trascorre vacanze in un periodo di bassa stagione. Pochissimi ancora gli stranieri. Le 500-600mila presenze che Sorrento registra ogni anno, nel complesso, quest’anno non le ha viste».

La Penisola Sorrentina - Prenotazioni last minute e disdette Settembre fa tremare il turismo
La Penisola Sorrentina

E a coloro che guardano solo agosto come mese di punta, Iaccarino risponde: «Mancano 8,5 milioni di presenze nella Penisola Sorrentina in questo 2020. Tanti alberghi sono rimasti chiusi da noi e a settembre ne chiuderanno tanti altri. Inoltre, per settembre e ottobre, possiamo dire che tutti i mercati sono fermi, come quello congressuale, e poi ricominciano le scuole». La verità è che a pesare più di tutto è «l’assenza di turisti stranieri che solitamente si aggira attorno al 80-85%».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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